Episodi

  • Chi sono Io per te?
    Aug 18 2026

    Per aiutarti a vivere la fede anche in vacanza, pubblicheremo cinque meditazioni sul Vangelo di agosto. Ogni meditazione sarà condivisa sui canali social di Opus Dei Italia e SmartPray.


    Oggi condividiamo la meditazione di don Flavio Maganuco sul vangelo di domenica 23 agosto.

    Vangelo (Mt 16, 13-20)

    In quel tempo, Gesù, giunto nella regione di Cesarèa di Filippo, domandò ai suoi discepoli: «La gente, chi dice che sia il Figlio dell’uomo?». Risposero: «Alcuni dicono Giovanni il Battista, altri Elìa, altri Geremìa o qualcuno dei profeti».
    Disse loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente».
    E Gesù gli disse: «Beato sei tu, Simone, figlio di Giona, perché né carne né sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli. E io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli: tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli».
    Allora ordinò ai discepoli di non dire ad alcuno che egli era il Cristo.


    Meditazione


    Dalla meditazione di don Flavio Maganuco: "Quello che riceve Pietro in quel momento — il ruolo, la missione su cui si fonderà la Chiesa — resta suo, unico, irripetibile. Ma il movimento che lo genera no. Quello appartiene a chiunque si lasci guardare da Cristo fino in fondo, senza tenere nulla nascosto. È lo stesso movimento di cui parla Paolo quando scrive di spogliarsi dell’uomo vecchio e rivestirsi dell’uomo nuovo: non è un ritocco, un miglioramento di quello che già siamo. È un cambio di identità che nasce solo dentro una relazione — quella con chi ci conosce interamente e resta".


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  • Maria, consolazione e speranza
    Aug 12 2026

    Per aiutarti a vivere la fede anche in vacanza, pubblicheremo cinque meditazioni sul Vangelo di agosto. Ogni meditazione sarà condivisa sui canali social di Opus Dei Italia e SmartPray. Oggi condividiamo la meditazione di don Enzo Arborea in occasione della festa dell’Assunzione.

    Dal Vangelo secondo Luca (Lc 1,39-56)


    Vangelo


    In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda.

    Entrata nella casa di Zaccarìa, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo.

    Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto».

    Allora Maria disse:

    «L’anima mia magnifica il Signore

    e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,

    perché ha guardato l’umiltà della sua serva.

    D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.

    Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente

    e Santo è il suo nome;

    di generazione in generazione la sua misericordia

    per quelli che lo temono.

    Ha spiegato la potenza del suo braccio,

    ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;

    ha rovesciato i potenti dai troni,

    ha innalzato gli umili;

    ha ricolmato di beni gli affamati,

    ha rimandato i ricchi a mani vuote.

    Ha soccorso Israele, suo servo,

    ricordandosi della sua misericordia,

    come aveva detto ai nostri padri,

    per Abramo e la sua discendenza, per sempre».

    Maria rimase con lei circa tre mesi, poi tornò a casa sua.


    Meditazione


    Dalla meditazione di don Enzo Arborea in occasione della festa dell’Assunzione: "Mi piace molto questa immagine del popolo di Dio pellegrino sulla terra, un popolo che non è un insieme confuso, una folla anonima, ma una comunione di persone, ognuna con il suo volto, con la sua storia, con la sua identità.

    La Madonna è primizia e immagine della Chiesa e cioè proprio di questo popolo di Dio di cui ognuno di noi, con la sua identità, con il suo nome, è membro vivo.

    E per ognuno di noi - per me e per te! - risplende nella Madonna, nel volto luminoso di Maria, un segno di consolazione e di sicura speranza!"


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    8 min
  • Audio di vita cristiana: la fede, medicina che guarisce le paure
    Aug 5 2026

    Per aiutarti a vivere la fede anche in vacanza, pubblicheremo cinque meditazione sul Vangelo di agosto. Ogni meditazione sarà condivisa sui canali social di Opus Dei Italia e SmartPray.

    Qui don Giuseppe Di Corrado commenta l’episodio di Gesù che cammina sulle acque: quando la paura ci fa affondare, Cristo tende la mano e ci ricorda che non siamo soli.


    Vangelo (Mt 14,22-33)

    Subito dopo costrinse i discepoli a salire sulla barca e a precederlo sull’altra riva, finché non avesse congedato la folla. Congedata la folla, salì sul monte, in disparte, a pregare. Venuta la sera, egli se ne stava lassù, da solo.

    La barca intanto distava già molte miglia da terra ed era agitata dalle onde: il vento infatti era contrario. Sul finire della notte egli andò verso di loro camminando sul mare. Vedendolo camminare sul mare, i discepoli furono sconvolti e dissero: «È un fantasma!» e gridarono dalla paura.

    Ma subito Gesù parlò loro dicendo: «Coraggio, sono io, non abbiate paura!». Pietro allora gli rispose: «Signore, se sei tu, comandami di venire verso di te sulle acque». Ed egli disse: «Vieni!». Pietro scese dalla barca, si mise a camminare sulle acque e andò verso Gesù.

    Ma, vedendo che il vento era forte, s’impaurì e, cominciando ad affondare, gridò: «Signore, salvami!». E subito Gesù tese la mano, lo afferrò e gli disse: «Uomo di poca fede, perché hai dubitato?».

    Appena saliti sulla barca, il vento cessò. Quelli che erano sulla barca si prostrarono davanti a lui, dicendo: «Davvero tu sei Figlio di Dio!».

    Meditazione

    In questa meditazione, don Giuseppe Di Corrado ci ricorda che «il rimprovero di Gesù è anche mano tesa, pronta a rialzare chi sta per cadere o per affondare. […] Pietro rappresenta tutti noi, la Chiesa, che deve imparare ogni giorno a vivere nel turbine della storia, ma anche ad accogliere nella fede Cristo, più forte di ogni paura».

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    11 min
  • Cinque pani, due pesci e la forza dell’affidamento
    Jul 29 2026

    Per aiutarti a vivere la fede anche in vacanza, pubblicheremo cinque meditazioni sul Vangelo (una per ogni domenica di agosto). Ogni meditazione sarà condivisa sui canali social di Opus Dei Italia e SmartPray. Cominciamo con don Giorgio Longo e l’episodio della moltiplicazione dei pani e dei pesci: quel poco che affidiamo a Gesù può diventare molto.


    XVIII domenica del Tempo Ordinario (Mt 14, 13-21)


    Vangelo

    In quel tempo, avendo udito della morte di Giovanni Battista, Gesù partì di là su una barca e si ritirò in un luogo deserto, in disparte. Ma le folle, avendolo saputo, lo seguirono a piedi dalle città. Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, sentì compassione per loro e guarì i loro malati.

    Sul far della sera, gli si avvicinarono i discepoli e gli dissero: «Il luogo è deserto ed è ormai tardi; congeda la folla perché vada nei villaggi a comprarsi da mangiare». Ma Gesù disse loro: «Non occorre che vadano; voi stessi date loro da mangiare». Gli risposero: «Qui non abbiamo altro che cinque pani e due pesci!». Ed egli disse: «Portatemeli qui». E, dopo aver ordinato alla folla di sedersi sull’erba, prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò la benedizione, spezzò i pani e li diede ai discepoli, e i discepoli alla folla.

    Tutti mangiarono a sazietà, e portarono via i pezzi avanzati: dodici ceste piene. Quelli che avevano mangiato erano circa cinquemila uomini, senza contare le donne e i bambini.


    Meditazione

    Le folle percorrono molta strada per raggiungere Gesù. Sono uomini, donne e bambini che portano con sé fatiche, sofferenze e una profonda fame della Parola di Dio. Gesù non vede una massa anonima: riconosce ciascuno, prova compassione e si prende cura dei suoi bisogni.

    Davanti a tanta gente e a così poco cibo, i discepoli propongono di congedare la folla. Gesù, invece, risponde: «Voi stessi date loro da mangiare». Cinque pani e due pesci sembrano quasi nulla, ma quando quel poco viene affidato al Signore può diventare abbondanza per tutti.

    In questa meditazione, don Giorgio Longo ci invita a consegnare a Gesù ciò che siamo e ciò che abbiamo, anche quando ci sembra insufficiente. Come nell’offertorio della Messa, possiamo deporre nelle sue mani la nostra vita, certi che Dio saprà trasformare la nostra povertà e farla fiorire.

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    10 min
  • Vangelo e commento della 16a domenica del Tempo Ordinario
    Jul 17 2026

    Vangelo e commento della 16a domenica del Tempo Ordinario

    Vangelo (Mt 13, 24-43)

    In quel tempo Gesù espose alla folla un’altra parabola dicendo:

    – Il Regno dei Cieli è simile a un uomo che ha seminato del buon seme nel suo campo. Ma, mentre tutti dormivano, venne il suo nemico, seminò della zizzania in mezzo al grano e se ne andò. Quando poi lo stelo crebbe e fece frutto, spuntò anche la zizzania. Allora i servi andarono dal padrone di casa e gli dissero: «Signore, non hai seminato del buon seme nel tuo campo? Da dove viene la zizzania?». Ed Egli rispose loro: «Un nemico ha fatto questo!». E i servi gli dissero: «Vuoi che andiamo a raccoglierla?». «No – rispose -, perché non succeda che, raccogliendo la zizzania, con essa sradichiate anche il grano. Lasciate che l’una e l’altro crescano insieme fino alla mietitura e al momento della mietitura dirò ai mietitori: “Raccogliete prima la zizzania e legatela in fasci per bruciarla; il grano invece riponetelo nel mio granaio”».

    Espose loro un’altra parabola, dicendo:

    – Il Regno dei Cieli è simile a un granello di senape, che un uomo prese e seminò nel suo campo. Esso è il più piccolo di tutti i semi ma, una volta cresciuto, è più grande delle altre piante dell’orto e diventa un albero, tanto che gli uccelli del cielo vengono a fare il nido fra i suoi rami.

    Disse loro un’altra parabola:

    – Il Regno dei Cieli è simile al lievito, che una donna prese e mescolò in tre misure di farina, finché non fu tutta lievitata.

    Tutte queste cose Gesù disse alle folle con parabole e non parlava ad esse se non con parabole, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del Profeta:

    Aprirò la mia bocca con parabole,

    proclamerò cose nascoste

    fin dalla fondazione del mondo.

    Poi congedò la folla ed entrò in casa; i suoi discepoli gli si avvicinarono per dirgli:

    – Spiegaci la parabola della zizzania nel campo.

    Ed egli rispose:

    – Colui che semina il buon seme è il Figlio dell’Uomo. Il campo è il mondo e il seme buono sono i figli del Regno. La zizzania sono i figli del Maligno e il nemico che l’ha seminata è il diavolo. La mietitura è la fine del mondo e i mietitori sono gli angeli. Come dunque si raccoglie la zizzania e la si brucia nel fuoco, così avverrà alla fine del mondo. Il Figlio dell’Uomo manderà i suoi angeli, i quali raccoglieranno dal suo regno tutti gli scandali e tutti quelli che commettono iniquità e li getteranno nella fornace ardente, dove sarà pianto e stridore di denti. Allora i giusti splenderanno come il sole nel regno del Padre loro. Chi ha orecchi, ascolti!

    https://opusdei.org/it-it/gospel/2026-07-19/

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  • Salmo 61 | Audio in italiano
    Jul 24 2026

    Condividiamo il Salmo 61 in versione audio.

    Testo del Salmo 61

    Ascolta, o Dio, il mio grido,
    sii attento alla mia preghiera.
    Sull'orlo dell'abisso io t'invoco,
    mentre sento che il cuore mi manca:
    guidami tu sulla rupe per me troppo alta.
    Per me sei diventato un rifugio,
    una torre fortificata davanti al nemico.
    Vorrei abitare nella tua tenda per sempre,
    vorrei rifugiarmi all'ombra delle tue ali.
    Tu, o Dio, hai accolto i miei voti,
    mi hai dato l'eredità di chi teme il tuo nome.
    Ai giorni del re aggiungi altri giorni,
    per molte generazioni siano i suoi anni!
    Regni per sempre sotto gli occhi di Dio;
    comanda che amore e fedeltà lo custodiscano.
    Così canterò inni al tuo nome per sempre,
    adempiendo i miei voti giorno per giorno.

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  • Salmo 60 | Audio in italiano
    Jul 17 2026

    Condividiamo il Salmo 60 in versione audio.

    Testo del Salmo 60


    Dio, tu ci hai respinti, ci hai messi in rotta,
    ti sei sdegnato: ritorna a noi.
    Hai fatto tremare la terra, l'hai squarciata:
    risana le sue crepe, perché essa vacilla.
    Hai messo a dura prova il tuo popolo,
    ci hai fatto bere vino che stordisce.
    Hai dato un segnale a quelli che ti temono,
    perché fuggano lontano dagli archi.
    Perché siano liberati i tuoi amici,
    salvaci con la tua destra e rispondici!
    Dio ha parlato nel suo santuario:
    "Esulto e divido Sichem,
    spartisco la valle di Succot.
    Mio è Gàlaad, mio è Manasse,
    Èfraim è l'elmo del mio capo,
    Giuda lo scettro del mio comando.
    Moab è il catino per lavarmi,
    su Edom getterò i miei sandali,
    il mio grido di vittoria sulla Filistea!".
    Chi mi condurrà alla città fortificata,
    chi potrà guidarmi fino al paese di Edom,
    se non tu, o Dio, che ci hai respinti
    e più non esci, o Dio, con le nostre schiere?
    Nell'oppressione vieni in nostro aiuto,
    perché vana è la salvezza dell'uomo.
    Con Dio noi faremo prodezze,
    egli calpesterà i nostri nemici.

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    2 min
  • Vangelo e commento della 17a domenica del Tempo Ordinario
    Jul 24 2026

    Vangelo e commento della 17a domenica del Tempo Ordinario

    Vangelo (Mt 13, 44-52)

    In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli:

    – Il Regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto nel campo; un uomo lo trova e lo nasconde; poi va, pieno di gioia, vende tutti i suoi averi e compra quel campo.

    – Ancora, il Regno dei Cieli è simile a una rete gettata nel mare, che raccoglie ogni genere di pesci. Quando è piena, i pescatori la tirano a riva, si mettono a sedere, raccolgono i pesci buoni nei canestri e buttano via i cattivi. Così sarà alla fine del mondo. Verranno gli angeli e separeranno i cattivi dai buoni e li getteranno nella fornace ardente, dove sarà pianto e stridore di denti.

    – Avete compreso tutte queste cose?

    Gli risposero: – Sì –.

    Ed egli disse loro:

    – Per questo ogni scriba, divenuto discepolo del Regno dei Cieli, è simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche.

    https://opusdei.org/it-it/gospel/2026-07-26/

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