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Sintesi dell'editore

Destinata a distruggere imperi, Mia Corvere ha solo dieci anni quando riceve la sua prima lezione sulla morte. Sei anni dopo, la bambina cresciuta tra le ombre si avvia a mantenere la promessa che ha fatto il giorno in cui ha perso tutto. Ma le possibilità di sconfiggere nemici così potenti sono davvero esili, e Mia è costretta a trasformarsi in un'arma implacabile. 

Deve mettersi alla prova tra i nemici - e gli amici - più letali, e sopravvivere alla protezione di assassini, mentitori e demoni, nel cuore stesso di una setta dedita all'omicidio. La Chiesa Rossa non è una scuola come le altre, ma neanche Mia è una studentessa come le altre. Le ombre la amano. Si nutrono della sua paura.

©2019 Mondadori (P)2019 Mondadori

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Storia

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  • Vittoria
  • 08/12/2019

meh.

Mi è davvero difficile recensire questo libro, perché ho vissuto e vivo tutt'ora sentimenti contrastanti. In questa recensione parlerò delle cose che non mi piaciute un po' più nel dettaglio, quindi potrebbe sembrare dissonante col voto (3 stelline) che comunque non è malaccio. In realtà alcune cose le ho apprezzate, come l'ambientazione ben costruita, lo stile di scrittura (a parte qualcosa che dirò dopo), questa Chiesa Rossa che mi ha per certi versi riportata ad Hogwarts (per me c'è anche una cit palese ad HP per altro). Quindi di seguito i motivi per cui NON mi ha entusiasmata Nevernight.

Primo tra tutti, almeno per me non è stato per nulla travolgente. Sicuramente la parte iniziale (si intende almeno fino a metà libro) è di per sé molto lenta, ma - qui viene il peggio - il problema più grande è stato dover ammettere che anche nel vivo dell'azione io non avevo alcun desiderio spasmodico di andare avanti. Dico solo che mi mancavano le ultime 50 pagine da 2 settimane e oggi l'ho finito solo perché ho installato audible e l'ho sentito mentre sistemavo casa. Non che sia brutto o sia scritto male, affatto, perché quando leggevo ero comunque in un certo senso interessata, ma appena chiudevo il libro potevano passare giorni o settimane prima di riprenderlo in mano. Questo sentimento di apatia nei confronti di un libro mi è quasi nuovo, dato che vivo agli eccessi anche i libri: o vorrei leggere H24 o li butterei dalla finestra. Averci messo due mesi e mezzo a leggere un fantasy di 450 pagine mi fa quasi vergognare. Resta comunque un qualcosa di puramente soggettivo, credo, dato che invece è un libro che al pubblico è piaciuto molto!

Altra cosa che non ho particolarmente apprezzato, stavolta riguardo la scrittura, sono le note. Nelle prime pagine le trovavo interessanti ed originali; è palese si tratti di un espediente per descrivere al lettore un'ambientazione complessa che altrimenti andrebbe a spezzare e rallentare la narrazione, nonostante ciò avevo pensato potesse essere carino. Ho cambiato idea dopo 3 pagine. Purtroppo il problema è che nella maggior parte dei casi sono note che:
1. Rompono completamente il pathos della scena, rallentando tutto;
2. Sull'ironico andante e talvolta fastidiose;
3. Totalmente inutili. Io ho un disturbo mentale che mi porta a leggere qualsiasi cosa sia stampata su un foglio di carta quando si tratta di libri di lettura, eppure dopo un po' ho deciso di saltare piè pari perché tanto erano così noiose che nemmeno ci capivo nulla.

Sempre riguardo la scrittura, nonostante Jay Kristoff sia bravo, devo confessare che in corso di lettura tendevo a distrarmi davvero tanto. Ho un disturbo dell'attenzione già di mio sicuramente, però ci sono alcuni libri che mi rapiscono talmente tanto da estraniarsi da qualsiasi fonte di distrazione della vita reale e in questo Nevernight non è riuscito.

Non commento i personaggi perché da un lato non li ho trovati particolarmente degni di nota, dall'altro perché sono controcorrente e il personaggio che mi è piaciuto non piace a nessuno. Non lo dico perché sarebbe strano o semispoiler.

Piccola nota: in tantissimi hanno presentato questo libro come un fantasy per adulti, ma onestamente io l'ho trovato un young adult fantasy. Sicuramente c'è violenza e ci sono un paio di scene di sesso descritte (onestamente pure risparmiabili, non ho capito il senso di doverle descrivere dal momento che non c'entravano niente col mood), ma nemmeno tanto. Forse è vero dopotutto che una volta letto Stephen King si diventa insensibili a tutto.

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  • Graziella
  • 15/12/2019

Vorrei averlo letto a 16 anni

Storia non originalissima: a tratti mi ha ricordato Harry Potter e Hunger Games.
Ho amato però la costruzione dell’universo: Venezia, Roma repubblicana e ambientazioni esotiche si miscelano creando un mondo che è insieme familiare ed estraneo. Se, in una trilogia, c’è un momento adeguato alla cura del contesto è proprio il primo libro, per questo la lentezza della narrazione non mi ha disturbato, anzi.
Lo stile è piacevole (in generale apprezzo parallelismi e autocitazioni), anche se ogni tanto retorico (in generale non apprezzo i monologhi, ma non sono troppi).
Mia mi è piaciuta: il suo oscillare fra l’empatia e il cinismo la rende tridimensionale e coerente con il contesto.
Interpretazione favolosa, sufficientemente lenta da far assaporare le descrizioni e lasciare alla mente il tempo di elaborarle, ma non in modo esasperante. Nota di merito per la voce data a Messer Cortese.

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  • Lorenzo
  • 01/12/2019

Interpretazione magistrale

Il libro è molto bello, per una volta non siamo di fronte al classico protagonista senza macchia.
Inoltre ho apprezzato moltissimo il lettore, forse un po' lento, ma nel complesso davvero bravissimo!

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  • Tatiana Zaccaria
  • 25/11/2019

Bellissimo!!

L'inizio l ho trovato un po' "piccantino". Credevo di aver sbagliato genere.. Poi entrando nella storia ho capito che ogni passaggio era necessario.. Bella la trama, intrigante la storia, appassionanti i personaggi. Lo consiglio vivamente sopra i 16 anni però.

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  • Chicca
  • 22/12/2019

Fantasy avvincente

Fantasy e avvincente. Narrazione con molti colpi di scena e poco prevedibile. Interessante il lessico, molto originale.

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  • Arizon Customer
  • 22/11/2019

Mai dimenticare

Romanzo di difficile collocazione sullo scaffale del fantasy, se lo scaffale si perde in mille sottogeneri. Era sotto Young Adult e questo mi ha frenato dal leggerlo prima. Non lo è, per fortuna. È un fantasy, un ottimo fantasy.

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  • rre
  • 14/02/2020

storia di iniziazione

bella storia di iniziazione, begli gli ambienti e la società in cui è calata. un po' deboli le figure dei maestri. letto benissimo

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  • Cliente Amazon
  • 04/02/2020

Ti tiene incollato fino alla fine

Racconto ben scritto, appassionante e scorrevole. È una storia per adolescenti ma non troppo a causa del tema (violenze ed omicidi), del linguaggio a volte un po' troppo scurrile (soprattutto all'inizio) e di un paio di scene di sesso descritte nei minimi particolari (un po' forzate). Ma a parte qualche difetto il libro mi è piaciuto anche perché la storia non è banale e ci sono continui colpi di scena. Nonostante sia un'assassina la protagonista si fa voler bene. Quasi perfetto anche il narratore.

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  • Oldfather
  • 31/01/2020

Eroi del male

Racconto particolare dove non si capisce dove stia in realtà il bene e il male.
Interpretazione magistrale con voci e accenti per tutti i personaggi, veramente incredibile.
Storia particolare, molto ben scritta (narrata ancora meglio come detto). Non mi è assolutamente piaciuto però il continuo usare a sproposito di termini e nomi in latino, tra l'altro senza essere letti secondo la grammatica latina, non so se per scelta o ignoranza.

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  • sara
  • 30/01/2020

avvincente

Bel fantasy, cupo e ricco. In un'altra recensione qualcuno scriveva che ci sono troppi richiami a HP, e analogie ce ne sono di sicuro, ma vorrei fare notare che HP (come questo, d'altronde), è straordinariamente simile, ma più infantile, de "il mago" di Le Guin... è un filone di narrativa, non demonizzerei nevernight perché ha qualcosa che richiama HP..in ogni caso, a me è piaciuto, l'ho trovato godibile e per nulla troppo spinto. Narrazione ben fatta, anche se eccede di pause tra sostantivo ed aggettivo 😅