La papessa di Milano
Le cronache dei Visconti
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Letto da:
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Ruggero Andreozzi
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Di:
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Livio Gambarini
A proposito di questo titolo
22 gennaio, Anno Domini 1277. Dopo quindici anni di guerra civile, un corteo trionfale entra a Milano e culmina nella piazza innevata di Sant'Ambrogio. È l'inizio di un periodo di splendore per il giovane Matteo Visconti, che con determinazione punta alla grandezza come signore della città. A sostenerlo e consigliarlo c'è Maifreda Pirovano, sua cugina e amore giovanile, che ha rinunciato ai privilegi aristocratici per mettersi al servizio di Cristo e degli oppressi.
Ma le braci dell'odio non sono sopite, e gli antichi nemici attendono solo l'occasione giusta per infrangere quel sogno dorato. Guido della Torre, erede in esilio degli antichi signori di Milano, e l'astuto Cassono tramano da lontano per riguadagnare il potere perduto. E il fremito spirituale che serpeggia nelle strade e raccoglie adesioni perfino nelle case dei Visconti potrebbe rivolgersi a loro vantaggio.
Da qualche tempo, infatti, i Figli dello Spirito Santo vanno predicando qualcosa che non si è mai sentito prima. Parlano di parità tra uomo e donna. Parlano della necessità di rifondare la Chiesa.
Parlano di una papessa.
( ma il "cantato" più volte riproposto era una tortura, )
interessante
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i particolari del racconto
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Coinvolgente
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Coinvolgente romanzo storico
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In particolare, ho apprezzato moltissimo l’attenzione dedicata alla guerra interna tra i Visconti e i Della Torre, e come Gambarini ci immerga nel tormentato scontro fra guelfi e ghibellini, con una narrazione che riesce a farci vivere i fermenti e le tensioni politiche del periodo in modo vivido e coinvolgente. È evidente che l’autore abbia svolto un lavoro di ricerca approfondito per rendere ogni dettaglio storico realistico e affascinante.
Un altro aspetto che mi ha colpito è la dimensione mistica che permea il romanzo, in particolare il culto dei figli dello Spirito Santo, che Gambarini intreccia con sapienza alla trama storica, rendendola il perno della narrazione stessa e dosando misticismo ed eresia in modo sapiente.
L'atmosfera di mistero e spiritualità che aleggia intorno a questo gruppo di devoti e alla figura della di loro papessa, arricchisce la narrazione, dando profondità ai personaggi e alle loro scelte, specie quando si entra nel vivo dei processi della Santa Inquisizione.
L'intensità e il ritmo degli eventi sono sorprendenti, e l’ultimo capitolo mi ha davvero lasciata senza parole. Il finale, in particolare, lascia intravedere una possibile evoluzione della storia che mi ha colpito profondamente, aprendo la porta a quello che potrebbe essere un futuro racconto.
Ho adorato corn ha concluso in modo quasi lirico la vita di Sora Maifreda e allo stesso tempo abbia dato il via alla nascita dei “dolciniani”, che spero vivamente l’autore voglia approfondire in un prossimo lavoro: sarebbe un’evoluzione naturale e affascinante, che promette di arricchire ulteriormente l’universo narrativo che ha costruito.
Assolutamente avvincente e precisa per questo libro la narrazione di Ruggero Andreozzi.
Inaspettato!
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