Il visconte che mi amava
Bridgerton 2
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Letto da:
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Claudia Cassani
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Di:
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Julia Quinn
A proposito di questo titolo
La Stagione del 1814 sembra essere promettente e ricca di nuovi fidanzamenti. Certo, non per Anthony Bridgerton, erede di un antico viscontado, probabilmente lo scapolo più ambito di Londra, che non ha mai dimostrato alcun interesse per le faccende matrimoniali. E in realtà, perché mai dovrebbe? È il prototipo del libertino, un mascalzone allergico alle etichette dell'alta società e decisamente pericoloso per donne e fanciulle. Questo, quanto meno, è ciò che tutti pensano.
In realtà Anthony non solo ha in animo di sposarsi, ma ha anche già scelto la futura moglie, Edwina Sheffield, una debuttante subito soprannominata "lo Splendore". Peccato che la dolce Edwina si rifiuti di accettare proposte senza l'approvazione della sorella maggiore Kate, una donna sicura di sé, o meglio una "zitella ficcanaso" che non ha la minima intenzione di affidare l'angelica sorellina nelle grinfie di un uomo del genere. Se vuole Edwina, Anthony deve prima riuscire a conquistare la fiducia di Kate. L'impresa rivelerà risvolti inaspettati, e indubbiamente piacevoli.
©2020 Mondadori (P)2022 MondadoriContinua la serie
tanti errori di montaggio e si pronuncia CORGHI
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meglio del primo però...
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Penso dovessi aspettare ancora del tempo prima di recensire questo libro, poiché, come si può dedurre, ho ancora parecchia confusione in testa riguardo a ciò che vorrei o non vorrei dire su questo prodotto. Tuttavia, nonostante questo casino interiore, cercherò di esprimere al meglio i miei vari pensieri. Pensavo quindi di incominciare affermando quanto questo romanzo io l’abbia trovato sicuramente di maggior qualità rispetto al precedente della stessa saga.
Avendo iniziato ora anche il terzo, posso dire che man mano si va avanti, ci siano visibili miglioramenti nelle fondamenta dei vari scritti. Come già riferito, il primo mancava assai di trama, mentre già “Il visconte che mi amava” è più studiato e meno superficiale, per poi non parlare del terzo che per ora si sta dimostrando un ottimo passatempo (ma di questo parleremo in un’altra recensione). Ritornando al punto cardine del discorso, si vede come la scrittura della Quinn migliori da libro a libro, principalmente nell’approfondimento del passato dei vari personaggi e nello sviluppo del racconto stesso, che presenta episodi appassionanti. Perciò, detto questo, credo di poter trarre le mie conclusioni: o il lettore si è abituato a uno sviluppo di basso livello e man mano ciò gli diventa gradevole, oppure l’autrice è seriamente riuscita a migliorare e a trarne benefici e insegnamenti imparando a rendere i racconti meno stereotipati e banali.
Non che questo presenti grandi sconvolgimenti o eventi che ti facciano trattenere il fiato; tuttavia trovo che ci sia uno sviluppo più lineare e approfondito che va anche a meglio analizzare i protagonisti stessi. Nulla di travolgente, ma pur sempre meno superficiale del primo romanzo. Inoltre, personalmente, credo che per ora questo libro sia la miglior rappresentazione che abbia mai letto della trope enemis-to-lovers, trope che personalmente adoro. Per poi non parlare della found family che si aspira in ogni singolo istante durante le due partite di Pall Mall (che come dice la stessa autrice, penso siano le migliori scene ascoltate finora; le quali riescono a mostrati varie facce dei personaggi che si affrontano con animi combattivi e senza pietà, unendo il comico a un qual senso di familiarità).
Passando finalmente ai personaggi, come già anticipato nelle precedenti righe, penso siano migliori rispetto ai protagonisti dello scorso. In questo romanzo si sentono già meno i soliti stereotipi o personaggi-macchiolina, assai basici per avere uno sviluppo degno di nota. Qui, invece, in questo racconto, penso che siano stati approfonditi in maniera migliore. Non che manchino cliché e banalità legati ad essi, ma le fondamenta di partenza dei protagonisti, come minimo, sono assai più studiate e permettono di empatizzare meglio con loro e di aver un maggior coinvolgimento all’interno dello stesso sviluppo del romanzo. Ad esempio, io ho personalmente adorato il comportamento di Kate, che d’ora in avanti entrerà sicuramente a far parte dei miei comfort character. Ho sempre adorato le donne forti e ambiziose nei libri, ma in questo caso ne sono rimasta assai colpita per come il personaggio ci venga rappresentato in tutta la sua integrità. Non ti viene mostrata solo la sua simpatia, caparbietà o astuzia; ma anche la sua fragilità e la sua ignoranza. Ciò mi ha permesso di ritrovarmi in questo personaggio come in pochi altri, rendendo l’ascolto assai più piacevole.
Finisco facendo un’ultima digressione riguardo il contesto, che man mano io procedo, mi permette di comprendere al meglio le tradizioni e le usanze di quell’epoca. Io trovo che ciò sia ammirevole poiché, nonostante questo libro possa sembrare agli occhi di molti un romanzo frivolo e di poco conto, mi rendo conto che nel suo piccolo riesce ad arricchire la mia cultura personale di quei dettaglini che magari possono sembrare futili, ma nel proprio fa sempre comodo conoscerli. Nessuno verrà mai a chiederti come sia nato il gioco del cricket, ma adesso che grazie a questo libro so della storia del Pall Mall mi rendo conto mi faccia piacere conoscere questa informazione; conoscere quel qualcosa in più in tal modo da ampliare sempre le mie conoscenze. Finita questa riflessione, che all’inizio non mi ero neanche prefissata ne avrei fatto parola (essendo solo un mio personale ragionamento), trovo che l’ambiente sia stato al meglio introdotto nel primo volume e che perciò l’autrice ora lo stia arricchendo di dettagli e informazioni superficiali che comunque rendono la lettura più intrigante e ti permettono di immaginare al meglio il contesto del tutto.
Concludo consigliando questa saga ai soli amanti del genere o a coloro che si vogliono appassionare. In caso foste dei pionieri disinteressati, ve lo dico con il cuore, evitate. Non è un capolavoro e il primo è assai prevedibile, quindi capace di farvi disprezzare il genere; ma in caso ne foste interessati o vi steste interessando, essendo comunque tutti di per sé degli stand alone veloci, sono una buona scelta di romanzi di per sé scritti neanche così male. Leggeri e scorrevoli, dai tratti anche ironici, sono un’ottima scelta da intramezzare alle letture “pesanti”. Perciò, buona lettura!
E si migliora
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Carino ma tiepido
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