Il talento
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Letto da:
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Alessandro Budroni
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Di:
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Cesare De Marchi
A proposito di questo titolo
Fin dall'infanzia, Carlo Marozzi rivela un'estrosa inventiva nella ricerca della felicità: se alle volte, per esempio in occasione della memorabile vincita al casinò di Campione, la fortuna favorisce le sue intuizioni, altre volte invece è lui a forzarle la mano, come quando, a dodici anni, ottenne la prima bicicletta con un ricatto innocente. Qualche volta - è il caso di quando si fa allevatore di lumache e trafficante di libri omaggio - è altrettanto fantasioso ma assai meno felice; all'occorrenza, per", è capace di ripiegare su lavori più semplici, e di fare per qualche tempo il commesso o il bidello. E' improbabile che dalle sue avventure impari qualcosa, ma che sappia amare lo dimostra il tenero legame con il fratello. Con le donne invece appare meno costante, e la sua sventatezza gli attira con uguale facilità affetto o avversione. Ma cadute e rovesci, per quanto frequenti, non spengono mai il suo talento di vivere.
Carlo Marozzi, nella doppia e dissonante veste di protagonista ingenuo e narratore ironico della storia, è una figura che non si dimentica facilmente: un talento sempre in lotta con la fortuna, un personaggio ora candido e sensibile, ora sventato e disonesto. La narrazione che ha per sfondo l'Italia degli ultimi quarant'anni ed è costruita su un'esuberante varietà di personaggi, situazioni e registri espressivi, dà luogo a un'esplorazione amara e vitale dei sentimenti umani in cui confluiscono lucidità e scrittura, gusto classico del raccontare e una sorprendente vena umanistica.
©2014 Cesare De Marchi (P)2023 Audible GmbHLa prosa di queste 'memorie' è barocca e nauseabonda, perfettamente in grado di restituire la sgradevolezza dell'io narrante, incapace di verbalizzare il suo fondamentale senso di inadeguatezza nei confronti degli altri. A scalfire questa corazza fatta di parole, solo il rapporto col fratello Sandro, un soprassalto di umanità che ritroveremo, amorfo, anche nel finale.
L'esibizionismo lessicale di De Marchi qui è davvero sfrenato, e a volte può risultare irritante; Budroni legge il testo con una petulanza da applausi
Diario di un inetto
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Consiglio l'ascolto, e per chi volesse, la lettura. Grazie.
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