Il pianeta di ghiaccio copertina

Il pianeta di ghiaccio

Il ciclo di Rizor 1

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Il pianeta di ghiaccio

Di: Andrea Scavongelli
Letto da: Gianluca Caruso
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A proposito di questo titolo

Sullo sfondo dello scacchiere galattico, dopo una partita durata secoli, gli uomini di potere si apprestano a compiere le mosse decisive. Non hanno calcolato che alcune pedine potrebbero però agire in maniera diversa da come desiderano. E rivoltarglisi contro...

Rickard Hill è un uomo tormentato dal suo passato più di quanto vorrebbe. Disperso in un deserto di ghiaccio sul pianeta Rizor 4, entra in contatto con uno strano e semisconosciuto popolo che lo conduce alla consapevolezza del suo enorme e inesplorato potenziale, facendogli intravedere una possibile via di uscita dai sensi di colpa che lo attanagliano.

Contemporaneamente, Romeo Davis, giovane e idealista soldato del corpo scelto dei Volmarix, è costretto a fare i conti con la violenza distruttiva dell'universo e compiere un personale e non facile percorso per salvare le persone che ama.

Nell'ombra, intanto, un cinico agente segreto è disposto a qualsiasi cosa pur di portare l'eterno conflitto con una belligerante razza aliena a vantaggio dell'umanità, anche a costo di sacrificare parte di quest'ultima.

Le forze in campo si ritroveranno su Rizor 4, il pianeta di ghiaccio, per il confronto finale. E la natura selvaggia e incontrollabile giocherà la propria carta.

©2019 Gruppo Editoriale Fanucci S.r.l. (P)2020 Audible Studios
Esplorazione dello spazio Fantascienza

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Vorrei iniziare il mio pensiero su questo romanzo dicendo che mi sono approcciata all'ascolto con diffidenza perché le recensioni lette parlavano di scopiazzamenti da
Dune e da
The Expanse
(che è il mio romanzo /storia/viaggio preferito).
Invece devo dissentire tantissimo da codeste recensioni.
Ho trovato la storia intrigante, descritta bene, i personaggi disegnati con dovizia di particolari tanto che risultano vivi e vividi nella mente mentre il romanzo si srotola.
I lupi,le cavalcature il loro carattere : fantastici!!
Mi spingo a dire che per me è stato certamente meno menoso di Dune ,....che a tratti si inchioda.
Le similitudini con The Expanse non sono poi così evidenti.
Siamo nello spazio,nel futuro e su un pianeta ghiacciato....qualcosa che aiuti alla sopravvivenza ci vuole per forza!!!
Spero che l'autore scriva il seguito perché a me è piaciuto moltissimo!
Lettura TOP!

Intrigante

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sono un appassionato di fantascienza da sempre e ho letto veramente tanti libri. questo mi ha lasciato l'amaro non bocca....già la prosa troppo ricca di metafore rende troppo ampollosa la narrazione..ma speravo nel finale..bene... interrupto..... cioè capisco che si volesse fare il seguito che comunque non c'è su Audible, ma non concludere la storia.. è un peccato grave..gli ingredienti erano buoni anche se non completamente originali.. è ammiccante ad Herbert per molti aspetti... dunque un giudizio appena sufficiente

incompiuto

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diverso dal solito, un'avventura particolare e ben raccontata descrizione fluide e ben esposte si spera nel seguito

bello spero nel seguito

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Ho trovato difficoltà nel seguire la storia. All'inizio non capivo che il personaggio principale aveva stati di schizofrenia che apparivano senza preavviso (anche per l'ascoltatore) sembrava di cambiare storia, per cui tornavo in dietro per vedere se mi ero perso un pezzo . La storia salta da un punto all'altro. Solo dopo una manciata di capitoli mi sono raccapezzato. Verso la fine sono riuscito a unire un po' i puntini, ma a quel punto finisce la storia. Non ho capito che fine fanno tre o quattro personaggi, il soldato Romeo, la sua ragazza, Leonessa, il guerriero alieno.....
La lettura era buona ma a mio parere poco espressiva. Non seguiva gli stati d'animo dei personaggi o la tensione delle situazioni.
Comunque mi ha accompagnato in lunghe ore di guida in autostrada.

Ho ascoltato di peggio.

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Un messaggio arriva forte e chiaro da Rizor 4, il pianeta di ghiaccio che dà il titolo al romanzo di Andrea Scavongelli: c’è vita nell’universo della fantascienza italiana. È una vita che subisce l’influenza delle grande opere del passato, ma che sa anche adattarsi alle esigenze della narrativa moderna mescolando generi e sottogeneri del fantastico, proponendo una visione diversa dell’eroe e rinfrescando vecchi stereotipi. Partiamo proprio da questi ultimi e da quello che, tra tutti, può considerarsi il vero protagonista di questo romanzo: il pianeta. Rizor 4 è un pianeta ostico, dove la terraformazione non è riuscita benissimo a causa dei ghiacci perenni da cui è avvolto e dove vive una popolazione locale di uomini a metà tra il selvaggio e il tecnologico, allo stesso tempo arretrati ed evoluti. Il primo grande titolo che si affaccia alla mente nominando un pianeta inospitale e una popolazione con queste caratteristiche è indubbiamente Dune, il capolavoro di Herbert, con i suoi deserti popolati da vermi giganti e i Fremen, adattati al meglio per vivere in quel luogo. Allo stesso modo, gli uomini di Rizor 4 si sono adattati alla vita tra i ghiacci: la loro è una società apparentemente tribale, semplice, con sciamani e uomini-medicina, guerrieri che cavalcano lupi e saggi capotribù. Le pagine a loro dedicate danno al romanzo un’impronta fantasy niente affatto fuori luogo, che ben si sposa con la space opera e ancor di più con la parte più planetary della storia. Ma non immaginiamoci dei selvaggi mezzi lupi paragonabili ai nostri Neanderthal, perché su essi dispongono di una tecnologia all’avanguardia, un metallo vivente che li cura, li potenzia, li aiuta a sopravvivere e ci ricorda che, anche su Rizor 4, siamo in un romanzo di fantascienza. Un concetto che somiglia a quello della protomolecola della saga The Expanse di Corey: un materiale vivente, sconosciuto ai terrestri, che fa fare il balzo in avanti agli “alieni”. A sperimentarlo sulla propria pelle è uno dei personaggi principali del romanzo: Rickard Hill, un evaso che trova proprio sul pianeta di ghiaccio la sua via di fuga. Un personaggio che si potrebbe definire ombroso o in chiaroscuro, ma che sarebbe più onesto dire: fuori di testa. Fin dal momento dell’evasione si capisce che è molto disturbato, che ha probabilmente fatto cose orribili in passato e che ha uno sdoppiamento di personalità piuttosto inquietante (con tanto di voci nella testa e conversazioni “a due che in realtà sono uno” in stile Psycho).
Quanto appena descritto è ciò che mi è piaciuto del romanzo, che in realtà si compone di almeno altri due filoni, anch’essi importanti per la piena comprensione della situazione, ma che mi hanno appassionato decisamente meno nonostante alcune buone idee, come ad esempio i Volmarix, e qualche bella scena, tra tutte la discesa nella coscienza altrui. In entrambi i casi citati non siamo davanti a picchi di originalità: i Volmarix sono soldati potenziati da armature dotate di intelligenza artificiale che ricordano molto da vicino la Marina Marziana in The Expanse e la scena dell’incontro/scontro tra coscienze si può trovare sia in romanzi cyberpunk sia in romanzi in cui questo contatto avviene non tanto attraverso la tecnologia quanto con elementi più trascendentali. Ma, a mio avviso, non è importante avere per primi un’idea, è importante sfruttarla al meglio delle sue potenzialità per la funzione che deve svolgere nella storia. E qui questo viene fatto molto bene.

La fantascienza italiana è viva

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