Il maschio fragile
Perché le nuove generazioni sono così vulnerabili
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Chiara Leoncini
A proposito di questo titolo
Che cosa sta succedendo oggi ai maschi? Viviamo in un mondo in continuo cambiamento, con grandi contraddizioni, nel quale i ragazzi sono spesso iperprotetti o, al contrario, lasciati a se stessi; nel quale diventano vittime di modelli irrealistici che spopolano sui social media; nel quale le nuove generazioni di padri appaiono incapaci di assolvere al proprio ruolo educativo di esempi di una mascolinità emotivamente consapevole. Questi sono i maschi del nostro tempo. In tale contesto, una delle trasformazioni più significative riguarda proprio i ruoli del maschile e del femminile, che hanno subito un mutamento necessario, ma tutt'altro che semplice: gli uomini - soprattutto i più giovani - sembrano attraversare particolari difficoltà. Diventa dunque imprescindibile riflettere sui cambiamenti che l'identità maschile ha subito nel corso della sua storia evolutiva, anche alla luce dei dati allarmanti sull'aumento dei fenomeni di violenza di genere, troppo spesso culminati in femminicidi. Se da un lato infatti il sistema patriarcale si è gradualmente ritirato, dall'altro ha lasciato un vuoto identitario. Ma se i figli non possono più riconoscersi nel modello dei loro padri, come devono definirsi? E cosa possiamo fare per aiutarli a trovare la propria strada? Le psichiatre Emi Bondi e Carla Ramacciotti, attingendo a casi clinici e richiamando nozioni di epigenetica, neurobiologia e psicobiologia dello sviluppo psichico, ci aiutano a capire come l'ambiente, la pervasività della tecnologia e una cultura ancora profondamente radicata abbiano contribuito a concepire nuove generazioni smarrite, solitarie, aggressive e insicure. Il maschio fragile ci invita allora a costruire una nuova «grammatica del maschile», capace di spezzare le catene degli stereotipi di genere e di liberare non solo i giovani maschi, ma anche le femmine e la società intera.
©2025 Mondadori Libri (P)2026 Mondadori LibriIl punto di forza del libro è la capacità di sollevare domande importanti, senza offrire risposte semplicistiche. Si percepisce chiaramente l’intento di aprire un dibattito, più che di chiuderlo. Alcuni passaggi risultano particolarmente incisivi nel descrivere le tensioni tra modelli tradizionali e nuove aspettative sociali.
Tuttavia, in alcuni momenti il discorso appare sbilanciato e tende a generalizzare, rischiando di ridurre la complessità del tema. Proprio per questo, è un libro che funziona meglio se letto con spirito critico e apertura al confronto.
Nel complesso, un ascolto interessante per chi vuole interrogarsi sui cambiamenti culturali in atto e sul futuro delle relazioni tra uomini e donne. Un testo che divide, ma proprio per questo merita attenzione.
Uno sguardo provocatorio sulla mascolinità contemporanea
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