Il conto dell'ultima cena

Letto da: Dario Agrillo
Durata: 18 ore e 46 min
4,2 out of 5 stars (51 recensioni)
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Sintesi dell'editore

In questo nuovo romanzo di Andrea Pinketts ritroviamo Lazzaro Santandrea, alter ego dell'autore, e il suo seguito di personaggi. Il protagonista (trentatreenne folgorato dalla constatazione che tutti i giusti, da Gesù Cristo a John Belushi, sono morti alla sua età) è un profano che lotta contro il sacro pur subendone il fascino.

Un giorno gli appare la Madonna, il che lo stupisce molto, perché la Signora di solito si presenta alle pastorelle ignoranti. Da questo incontro nasce una serie di eventi tra il tragico e il grottesco che conducono Lazzaro a rendersi conto che l'Apparizione è tutt'altro che un buon segno. In una fine secolo che ha bisogno di valori, forse persino di apparizioni vere e false, Lazzaro, pur non essendo uno stinco di santo, si trova a fronteggiare baci di Giuda, personalissime vie crucis, miracoli, efferati delitti. In pratica, se è vero che Gesù Cristo morendo ha pagato per tutti noi, Lazzaro si chiede chi, alla fine dell'Ultima Cena abbia dimenticato di pagare il conto.

Fra i tanti miracoli veri e falsi raccontati in questa storia, l'unico certo è il talento di Pinketts, che si è imposto all'attenzione con la sua creatività irresistibile, le sue metafore imprevedibili, i giochi di parole sofisticati, i personaggi bizzarri, nani, giganti, orchi e principesse, sempre usate per insistere su quanto sia sottile la linea di confine tra metafora e realtà. Quest'ascolto che si svolge in un fuoco d'artificio di idee, di trovate, di virtuosismi, di humour, di ironia, di paradossi, in azioni sempre fuori di qualsiasi logica, da qualsiasi legge di tempo e di spazio, fa di lui un vero scrittore postmoderno.

©2014 Mondadori (P)2019 Mondadori

Cosa pensano gli ascoltatori di Il conto dell'ultima cena

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  • Tiziana Baroncini
  • 11/09/2020

Dovrebbe far ridere ma lo fa male

Ho abbandonato questo titolo non solo esasperata dai continui e martellanti giochi di parole (divertenti i primi 5, ma via via sempre più prevedibili e pesanti) ma anche per come viene trattata la figura maschile: l'uomo forte in mille più una versioni che maltratta chi non è altrettanto forte e accetta solo i suoi "pari". Mi sono sentita particolarmente disgustata dallo stupro di un uomo declassato a una questione divertente e su cui ci si può ridere su perché tanto è un uomo. Evitabilissimo e la trama avanzava sia senza le battutine che lo stupro.

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  • Quassolo Adriano Michele
  • 09/06/2020

a me pinketts piace un sacco

bello. ironico profondo farfallone sorprendente. si può usare qualsiasi aggettivo per pinketts. calzano tutti. comunque letto da lui è tutta un altra cosa

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  • Tina
  • 18/12/2019

Un giallo tinto di nero e di azzurro

Non amo il genere ma questo giallo/noir mi ha intrigato. Lo scrittore indulge nel rappresentare storie di apparizioni della Vergine intrecciandole al filo della narrazione di alcuni omicidi che lo riguardano più o meno direttamente. Al fondo di tutto c'è l'insoddisfazione esistenziale del suo personaggio che si barcamena tra relazioni superficiali, lavori improvvisati e sbornie costanti. L'interpretazione è buona in generale ma irritante e ridicola quando il lettore cerca di rendere la r moscia di uno dei personaggi minori.

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  • aminee
  • 03/06/2019

Carino ma Dispersivo e un po' macchinoso. Almeno i

Carino, macchinoso ma diverso dai soliti sbrodoloni italiani e simpatico anche se talvolta sforato a stupire.

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  • Utente anonimo
  • 22/05/2019

scrittura perfetta, contenuto meno

lingua accuratissima, gioca meravigliosamente con parole e sintassi; contenuto meno coinvolgente. interpretazione buona, a parte qualche errore di accento.