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I volti del potere - La Repubblica di De Gasperi

Lezioni di Storia

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I volti del potere - La Repubblica di De Gasperi

Di: Giovanni Sabbatucci
Letto da: Giovanni Sabbatucci
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A proposito di questo titolo

La Repubblica italiana ha non uno ma molti padri, ma le decisioni cruciali prese nell'arco di un intero decennio portano tutte impresse il nome di De Gasperi. Nel settembre del 1943, alla nascita del Comitato di liberazione nazionale, atto fondativo di una Repubblica dei partiti che ancora non c'è, De Gasperi è presente e subito si capisce che avrà un ruolo decisivo, come leader di un partito (la DC) che è al tempo stesso moderato e tendenzialmente di massa.

Nel dicembre del '44, da ministro degli Esteri e interlocutore privilegiato degli alleati, pone le basi per la scelta "occidentale" dell'Italia. Nel giugno del '46 è lui in pratica a tenere a battesimo la Repubblica. Un anno più tardi è sempre lui a decidere l'esclusione delle sinistre dal governo, fissando i tratti del sistema politico italiano. Nell'aprile del '52 resiste alle pressioni del Vaticano per una alleanza con le destre e difende la riforma liberal-democratica della Repubblica contro il rischio di scivolamento verso modelli clerical-autoritari. Infine, nel '53, cerca con la legge maggioritaria non solo di stabilizzare la maggioranza centrista ma anche di spostare l'asse del sistema dai partiti all'istituzione-governo, rafforzando la legittimazione popolare.

Se per molti aspetti la Repubblica sarà diversa da come De Gasperi l'avrebbe voluta, non c'è dubbio che l'Italia con i suoi limiti e le sue grandezze, debba allo statista democristiano i propri lineamenti.

©2019 Gius. Laterza & Figli S.p.a. (P)Emons 2019. Edizione su licenza di Gius. Laterza & Figli S.p.a.
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Interessante anche questa lezione del professor Sabbatucci, non do il massimo dei voti solo perché non ho trovato appassionarte l'argomento trattato.

Buona lezione

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Bella e interessante lezione di storia sullo stile di quelle universitarie. Anche la lettura è molto piacevole

Lezione interessante

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Indiscutibile la conoscenza del relatore, ma per i miei gusti il discorso indulge troppo da un lato in tecnicismi legali e politici per soli appassionati di tutti i più sottili intrecci dei governi e dei decreti, dall’altro in toni spesso apologetici di De Gasperi e della sua opera politica.

Non troppo efficace

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