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E non scappare mai

Miriam Mafai, i segreti e le lotte nella tempesta della Storia

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E non scappare mai

Di: Annalisa Cuzzocrea
Letto da: Beatrice Magiotti
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«Una cosa aveva imparato, fin da bambina: a nascondere il dolore, a esporre la lotta.»

Annalisa Cuzzocrea ha seguito le tracce di Miriam Mafai grazie a una scatola blu avuta in custodia dalla figlia Sara. Dentro lettere, diari, telegrammi, ricordi della madre. Il romanzo di una vita, come dice l'autrice, che indaga pagine intime e segrete, si confronta con le passioni politiche - e non solo - di Mafai, ripercorrendo i segni degli amori e delle ferite. Un primo matrimonio mai raccontato, durato solo un anno, finito nel più tragico dei modi: con un biglietto e una pistola. L'incontro con Umberto Scalia, da cui nasceranno i figli, Luciano e Sara. Soprattutto, la lunga storia d'amore con il partigiano Nullo, il ragazzo rosso Gian Carlo Pajetta, famoso per le sue ire, e qui svelato in tutta la sua tenerezza.

«E non scappare mai» scrive Nullo a Miriam sul retro di una cartolina con cui la Rai lo invita ad assistere allo sbarco sulla Luna. Perché lei correva sempre. Mentre consegnava giornali clandestini durante la Resistenza; o quando reinventava la sua vita fuori dalla casa d'artisti di Mario Mafai e Antonietta Raphaël, e dentro la caserma del Partito comunista; quando sceglieva di lasciare il figlio in collegio nel giorno del suo compleanno per seguire il presidente francese in Algeria; quando abbandonava la politica per il giornalismo, e sovvertiva le regole maschili che avevano governato entrambi i campi fino ad allora, con un femminismo tanto rivendicato, quanto sostanziale.

Annalisa Cuzzocrea ha incrociato Miriam nei primi anni del suo lavoro a «Repubblica», ne ha conosciuto la durezza solo apparente, ascoltato la risata ironica e inconfondibile. Qui ricompone il colore e l'atmosfera di una storia che parte dal dopoguerra e arriva ai giorni nostri.

«Camminava sicura nella tempesta» dice di lei la figlia, era annoiata da tutto ciò che è fermo, paludoso, inerte. Miriam Mafai «fuggiva da tutto quello che temeva potesse fermarla, indurla alla rinuncia. Impedirle un'assoluta libertà».

©2025 Mondadori Libri (P)2025 Mondadori Libri
Arte e letteratura Giornalisti, redattori ed editori

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Una storia vera

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Un ringraziamento ad Annalisa Cuzzocrea che ci “squaderna” la vita di Miriam Mafai. Un elogio perfetto commovente e incitante. Da regalare alle nostre figlie e nipoti

Grazie

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Seguo la scrittrice in qualità di giornalista.
Professione che si sente molto, anche nella scrittura di questa biografia. Descriva Mafai come una donna forte, a tratti fredda e anaffettiva. Anche il libro in sé mi è sembrato freddo.

Un po’ asettico

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