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Sintesi dell'editore

Quivi si narra di un tempo lontano, fatto di Certezze, Illusioni, Speranze e Sogni. Quivi si descrive un pensiero fanciullesco che soleva illudersi e incantarsi facilmente. Sì, poco gli bastava per destare fantasie e peregrinare soave fra quei dì, pervaso com'era d'incommensurabile ingenuità. Quivi si racconta di quell'antica "Vita" che, intanto, ben celava i suoi atroci inganni; sicché, pareva diversa da come sarebbe stata in quel futuro che ormai è diventato presente. Quivi si declinano ricordi lontani che si sono perduti nel retaggio del sovente famelico e rutilante mutamento della "Vita terrena".

Sì, perché il non senso dell'esistenza si evince quando si percepisce la perdita di ogni beltà, la qual si manifesta per breve tempo, tant'è che presto fugge via senza preavviso né logica alcuna. Quivi si analizzano gli aspetti perniciosi, ingannevoli e insopportabili di cui sono forma e sostanza la "Vita terrena" e l'Universo che la include. Pertanto, tale analisi ben riflette la mia consapevolezza di aver perduto, per sempre, la fiducia in questa pseudo-vita; sì, nei confronti di siffatta "Vita terrena" che da sempre rifiutai perché ne scorsi l'atroce inganno con cui suole schernire le variegate forme ingenue, animate e inanimate, derivanti da essa.

Con queste premesse, nasce ciò che si genera dalla Delusione e dallo Stupore, che si chiama Disincanto, entro cui già si dirige il mio cuore stranito, e definitivamente si perde; per ritrovarsi in una Dimensione indefinibile e scevra di Inganno, Temporalità, Sofferenza e Morte. Eccomi già! Adesso sono Disincanto!

©2018 Franco Emanuele Carigliano (P)2018 Franco Emanuele Carigliano

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