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Cantata per la festa dei bambini morti di mafia

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Cantata per la festa dei bambini morti di mafia

Di: Luciano Violante
Letto da: Viola Graziosi, Maximilian Nisi, Luciano Violante, Luca Biagini
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C'è un giardino, da qualche parte, dove giocano bambini che nessuno ha più visto tornare a casa. Hanno nomi siciliani, calabresi, napoletani. Alcuni hanno solo date, solo silenzi. In quel giardino, nel 1994, il magistrato Luciano Violante, ex Presidente della Camera dei Deputati e protagonista della lotta alla mafia, ha fatto fiorire una Cantata. Una festa, quella che quei bambini avrebbero meritato e non hanno avuto. Trentadue anni dopo, quella Cantata riprende voce. LibriVivi, in collaborazione con Il Teatro della Città di Catania, ne pubblica la prima versione sonora nella Giornata della memoria delle vittime di mafia, anniversario della strage di Capaci. Viola Graziosi, già interprete della trilogia delle donne del mito di Luciano Violante e voce tra le più apprezzate del panorama italiano, e Maximilian Nisi, di formazione strehleriana, anche regista e direttore artistico del Festival teatrale di Borgio Verezzi, portano nel cunto mediterraneo tutta la tradizione del grande teatro di scena. Attorno a loro, le quattordici composizioni di Stefano De Meo. Ad aprire e chiudere, due canzoni inedite di Marco Fasano e Michele Signore. Al centro, il ritmo si spezza ed entra la voce di Luciano Violante stesso, sulle stragi di guerra. Presenza istituzionale, umana, che riporta il presente nel racconto come un taglio di luce in una stanza in penombra. L'introduzione all'opera, letta da Luca Biagini, tra le voci più autorevoli del teatro e del cinema italiano, è di Roberto Malini, poeta, il cui lavoro è sostenuto dal Consiglio d'Europa e dall'UNICEF: «I bambini morti non sono simboli o numeri, ma presenze, domande senza risposta, occhi che vegliano per sempre sulla nostra integrità. Nel giardino della Cantata i morti attendono altri morti, accanto ai fiori. La loro attesa è già un processo al nostro modo di vivere. Ascoltare le voci che ci raggiungono dalla Festa dei bambini morti di mafia ci costringe ancora una volta a scegliere da che parte stare. Così impediamo che svaniscano le presenze dei piccoli e quella della giustizia, aspettando un vento nuovo, che deve ancora alzarsi.» Il progetto nasce dalla messa in scena realizzata nel 2025 presso l'Istituto Chiarelli di Martina Franca, con la partecipazione di seicento studenti e il sostegno della dirigente scolastica Roberta Leporati, e prosegue attraverso la produzione LibriVivi, il cui piano distributivo prevede anche la diffusione gratuita a scuole, associazioni, istituzioni pubbliche e luoghi della memoria civile. I proventi degli ascolti saranno interamente devoluti a Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie. Il testo integrale, edito in volume da Bollati Boringhieri, è disponibile in libreria. Cantata per la festa dei bambini morti di mafia è un'opera della collana Azzurri - La narrativa degli autori italiani. Un'iniziativa LibriVivi.

©2026 2026 LibriVivi Media S.r.l., LibriVivi Media S.r.l. (P)2026 2026 LibriVivi Media S.r.l., LibriVivi Media S.r.l.
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C’è un giardino invisibile dove riposano i bambini che non sono mai tornati a casa. Lasciarsi avvolgere da questo ascolto significa entrare in quel giardino, in punta di piedi, e lasciarsi attraversare da un’emozione profondissima.
Viola Graziosi e Maximilian Nisi cuciono insieme un ricamo di voci purissimo. Senza il corpo della scena teatrale, solo con il potere nudo della parola, riescono a restituire la carne, l'innocenza e il dolore di quelle storie. Il loro è un lavoro suggestivo, magnetico, capace di tenere l'attenzione incollata dal primo all'ultimo secondo, risvegliando le nostre coscienze e una memoria che non possiamo permetterci di perdere.
Le note inedite delle canzoni di Marco Fasano e Michele Signore aprono e chiudono il racconto come una carezza e una preghiera, mentre le composizioni di Stefano De Meo scorrono lungo tutta la storia, accompagnando questa suggestione in modo intimo e continuo.
Ma la forza più grande di questo ascolto sta nella sua capacità di non restare chiuso nel passato. Nel capitolo finale, le voci di quei piccoli strappati alla vita dalle mafie si accostano, in un abbraccio invisibile, a quelle dei bambini di oggi: i piccoli vittime delle guerre a Gaza e a Kiev, e quelli che hanno trovato la morte nel silenzio del mare. Un coro di anime innocenti che non ha confini, né di tempo né di spazio.
"I bambini morti non sono simboli o numeri, ma presenze... occhi che vegliano per sempre sulla nostra integrità."
Questo audiolibro è un rito civile, una festa che tutti questi bambini avrebbero meritato e che oggi ci costringe a scegliere, ancora una volta, da che parte stare. Un lavoro toccante e necessario, che fa del bene all'anima.
Davvero splendido. Da non perdere.

Laddove fioriscono i silenzi

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