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Amare un libertino

Bridgerton 6

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Amare un libertino

Di: Julia Quinn
Letto da: Claudia Cassani
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A proposito di questo titolo

Dopo anni di dissolutezze, il noto libertino Michael Stirling ha deciso di cambiare vita: è bastata un'occhiata a Francesca Bridgerton per farlo innamorare come non avrebbe mai creduto possibile. Peccato che Francesca stesse per sposarsi… Tutto ciò è avvenuto tempo fa. Ora Michael ha ottenuto il suo titolo e Francesca è libera, ma continua a vederlo solo come un caro amico. Fino a quando non si ritrova, quasi casualmente, tra le sue braccia appassionate.

©2021 Mondadori (P)2023 Mondadori
Età della Reggenza inglese Ispirato a film, TV e videogiochi Narrativa di genere Narrativa storica Storico

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Tutte le stelle
Più rilevanti
Il più romantico della serie, il finale e stato molto emozionante. Lo consiglio a tutte o tutti i lettori.

Bello

Si è verificato un problema. Riprova tra qualche minuto.

forse di tutti è quello che mi è piaciuto di più,letto come sempre divinamente,credo che vado avanti solo per chi legge ,in quanto a contenuto,una volta letto uno ,sono tutti uguali!!! però è una lettura piacevole e leggera

carino

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Letto molto bene. Il titolo del romanzo fa già capire la trama. Piacevole, per trascorrere qualche ora di leggerezza, fa parte di quei romanzi leggeri romantici che servono quando pur ascoltando o leggendo opere più impegnate si desidera trascorre ore con pochi problemi?

Amare un libertino

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Una continua montagna russa.
Non mento, dicendo che ascoltare questo libro sia stato un completo mix di stupore ed esasperazione. Partendo dal principio, pensavo di aver trovato il “mio romance”: un racconto che comprendeva dinamiche ben strutturate, personaggi con decisa caratterizzazione e una trama di per sé assai intrigante... peccato fossero solo le premesse ad esser state un susseguirsi di azione e reazione senza mai fermarsi; ma lo sviluppo e soprattutto il deludente finale si son dimostrate di tutt’altro canto.
Partiamo appunto dal parlare di questa trama ben congegnata ma mal riuscita che mi ha lasciato l'amaro in bocca. Cercando di non fare spoiler e come già riferito, il principio con cui si è aperto l’audiolibro mi ha lasciato di stucco. La morte del marito di Francesca (fatto che si scopre già nei precedenti capitoli della saga) e la successiva catastrofe che caratterizza la vita di questa protagonista, mi hanno lasciato senza fiato e mi hanno permesso di empatizzare con entrambi i protagonisti fin da subito. Con ciò, anche i successivi due/tre capitoli (ora non ricordo bene quanti fossero), ambientati subito dopo questo susseguirsi di avvenimenti tragici, narrano reazioni da parte dei protagonisti che ho trovato molto umane e in cui mi ci ritrovavo alla perfezione. Proprio per questo, fin da principio, le mie aspettative per questo libro, che all’inizio erano nulle (poiché mi attendevo il solito romanzo leggero in stile Quinn, pieno di cliché e relativamente poco originale), si sono alzate, portandomi a pensare che avrei sicuramente trovato un nuovo libro da aggiungere ai romanzi valutati 5 stelline. E invece.... delusione (fortunatamente solo parziale). Lo sviluppo perde tutta l’originalità che era stata data da questo principio, poiché si ambienta 4 anni dopo i funesti avvenimenti e quindi l’aborto e soprattutto la morte di John passano in secondo piano come questioni e si ritirano fuori con l’unico scopo di “ostacoli” della love story.
È normale che i personaggi, in quattro anni, siano cambiati, ma con ciò io, in qualità di lettore, ho perso anche l’empatia originaria con cui mi ero affacciata a questi protagonisti e la storia, man mano, si è trasformata nel solito tira e molla, con alcuni sviluppi degli di nota e altri meno. Infatti, in fin dei conti, il racconto in sé per sé si è rivelata una leggera storiella rosa, dal carattere altalenante, dai tratti più interessanti dati appunto dalla premessa e da altri piccoli fattori (quali, ad esempio, le lettere di inizio capitolo). A deludere tutte le mie aspettative di partenza, è stato tuttavia il finale: questa colpa, però, penso la attribuirò totalmente al personaggio di Francesca. E perché, vi chiederete.
Avevate presente quando dissi che Penelope fosse il personaggio femminile più odioso mai scritto dall’autrice? Mi sbagliavo, Francesca Bridgerton è assai peggio. E per piacere, uno cerca anche di scusarla, di trovare motivazioni valide a sostegno dei suoi comportamenti un po’ infantili, ma nonostante tutto ciò che le è accaduto se, come lei stessa riferisce, “sia riuscita ad andare avanti”; perché ha ancora questo carattere debole e immaturo, da protagonista che necessita del principe per essere salvata, quando a inizio libro si è rivelata una donna forte e combattiva? L’autrice aveva tra le mani un personaggio perfetto, già pronto e a suo servizio; ma no, ha deciso di trasformarlo, creando un mix tra lo stereotipo di crocerossina e di bad boy versione femminile, solitamente presente nei racconti su Wattpad. E, come spiegazione al finale rovinato, vi dico solo quanto sia stato faticoso anche solo ascoltare il suo perseverare finale in pensieri sbagliati e stereotipati. Comunque, se da un lato abbiamo il peggior personaggio femminile uscito dalla penna della scrittrice, Michael Stirling si è invece rivelato l’esatto opposto: un personaggio maschile con i fiocchi. Si nota fin da subito come lo stacco di tempo gli abbia permesso di maturare, ma di non stravolgere completamente le sue fondamenta. Per di più, la realizzazione di costui si allontana dal solito schema della Quinn (cioè libertino redento), poiché seppur all’inizio possa sembrare un po’ cliché anche lui; i suoi pensieri, le sue azioni, le sue decisioni e la sua maturità nel trattare un personaggio come Francesca, ci rivela quanto Michael si discosti dalla solita dinamica “lei che lo cambia”, avvicinandosi a una versione più realistica di “lui che matura”.
Già con il precedente capitolo mi ero accorta del fatto che i personaggi fossero più studiati e lontani dai luoghi comuni e, seppur il caso di Francesca si sia rivelato un fallimento, il personaggio di Michael è il chiaro esempio di questa miglioria. Infine, vorrei dire quanto questa saga ormai stia diventando lunga e un po’ pesante. Non credo comunque mi interromperò, poiché rimangono solo due libri alla conclusione, ma avendo già iniziato il successivo, dimostrandosi a grandi linee l’unione di lavori precedenti, mi dà l’idea di come ormai stia finendo l’originalità presente invece in altri volumi della saga. Di tutto ciò ci sarà tempo per parlarne alla vera conclusione della saga, ma questo era solo per dire quanto la mia soglia di attenzione stia man mano calando; tuttavia, per ora, si stringono i denti e si procede.
Quindi, consiglio il libro? Sì, non è assolutamente brutto e ha dimostrato quanto sia migliore rispetto ad altri titoli della saga. Ammetto che, se fosse stato un libro singolo, non avrebbe assolutamente ottenuto la stessa valutazione; ma conoscendo già la penna dell’autrice, mi sono resa conto quanto comunque per lei possa equipararsi a un ottimo prodotto. Detto ciò, vi avviso solo, come credo voi stessi abbiate notato, che è presente un trigger warning legato all’aborto spontaneo; ma a parte ciò è un romanzo scorrevole e leggero (escludendo in generale la premessa, che è po’ più toccante e profonda rispetto a “unicorni, cuoricini e tanto amore”). Concludendo, vedete voi se sia il caso di continuare o interrompere la lettura della saga, quindi, buona lettura!

Sì come libro, no per le aspettative

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Molto bene scritta e molto ben letta , non vedo l’ora di leggere anche le altre storie della serie

Fantastica

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