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A te vicino così dolce

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A te vicino così dolce

Di: Serena Bortone
Letto da: Serena Bortone
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A proposito di questo titolo

"Quell'estate compresi che l'amore non aveva limiti, e imparai che era materia pericolosa. Non ho mai amato nessuno quanto Vittoria amava Paolo. E forse nemmeno quanto Paolo amava la mia migliore amica, pur ingannandola."

Alcune storie sono universali, altre sono legate inesorabilmente al momento in cui esistono. Questa storia nasce alla fine degli anni Ottanta, quando Internet non c'era e le informazioni transitavano solo attraverso le chiacchiere o i libri. Quando, per capire come funzionava la sessualità, ci si fidava di un'amica che si proclamava più esperta, o di un giornaletto pornografico.

Serena e Vittoria sono inseparabili, condividono tutto dall'infanzia: versioni di greco e discoteche, fughe in motorino dal liceo prestigioso del quartiere Trieste di Roma e brividi di libertà vissuti durante i tanto attesi soggiorni studio a Londra. Per entrambe, l'amicizia reciproca è salvezza e supporto rispetto al senso di inadeguatezza verso una società soffocante. Vittoria appare la più sicura e reattiva, Serena la più analitica e cerebrale.

Un'estate nella vita di Vittoria compare Paolo, si innamorano, ma sarà Serena che avrà il compito difficile di scoprire la verità su di lui, in una contrapposizione tra vittime e carnefici che scardinerà ogni certezza. Tra complicità, tradimenti, colpi di scena e traumi, A te vicino così dolce è un romanzo tenero e avvincente, ma anche doloroso e pieno di coraggio, su quanto siamo disposti a farci ingannare dall'amore.

Serena Bortone racconta con una prosa graffiante e fresca una stagione della vita in cui i sentimenti sembrano prevalere su tutto, trascinandoci in un vortice oscillante tra illusione e bruschi ritorni alla realtà. E ci consegna il ritratto di una generazione che scopre di non essere mai stata così libera come le hanno fatto credere.

©2024 Mondadori Libri (P)2024 Mondadori Libri
Amicizia Narrativa di genere

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Una storia coinvolgente, scritta in maniera impeccabile, densa di riflessioni e sentimenti puri. Tantissimi i riferimenti e le citazioni che richiamano un mondo e gli anni che molti lettori, quelli nati negli anni settanta, conoscono bene. Lo consiglio vivamente perché non ci sono artifici narrativi bensì autenticità e verità di una autrice che non ha avuto paura di mettersi a nudo. La voce narrante non poteva essere che la sua.

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La voce narrante non mi è piaciuta; va bene usare la cadenza romana, ma secondo me era troppo spinta, tanto da risultare saccente.

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