Libri per riflettere su una “nuova” mascolinità
Di femminicidi e di donne vittime di abuso fisico e psicologico si parla sempre più spesso, non perché negli ultimi anni gli uomini siano impazziti o preda di una presunta ‘sindrome del macho’, ma perché un tempo l’argomento, normalizzato e taciuto, è oggi finalmente riconosciuto e discusso apertamente.
Per capire davvero cos’è il patriarcato non bisogna solo appellarsi ai tragici fatti di cronaca o ai numeri impressionanti delle vittime: possiamo anche risalire indietro lungo la linea del tempo delle nostre famiglie. Chi è nato negli anni ’70 e ’80 e ha conosciuto i propri nonni, ricorderà che molti comportamenti oggi inconcepibili erano allora all’ordine del giorno. Le nonne sempre in attività, instancabili e indaffarate, e i nonni eretti a pater familias, fermi, in attesa di essere “serviti”: non che fossero cattivi, anzi, molti erano dolci e affettuosi, ma quel loro modo di fare, quel “così fan tutti”, incarnava in pieno l’essenza del patriarcato. Ci siamo progressivamente liberate di quei modelli: prima le nostre madri, ora noi stesse e, un giorno, le nostre figlie. Ma il percorso per ripensare una mascolinità nuova, più consapevole e autentica, è ancora lungo.
Ma come possiamo riflettere su una ‘nuova mascolinità’? Da dove partire: dai maschi bianchi privilegiati, dagli uomini eterosessuali, dai cisgender, dai queer, o da chi cerca semplicemente un futuro migliore e più consapevole?
Di sicuro quello che possiamo fare, quando si parla di ripensare la mascolinità, è di iniziare un dibattito che sia collettivo, dal momento che, l'argomento, riguarda noi e le generazioni a venire. Quando l'uomo si erge a “creatore e distruttore”, uccidendo poiché accecato dalla passione, non si può parlare di amore, ma delle psicopatologie dalle quali si scatena l'inferno, argomento che lasciamo ai professionisti della salute mentale. Eppure l'amore, in tante sue forme, è proprio alla base della sofferenza del maschile, non meno del femminile.
Ce ne parla, per esempio, la sociologa Eva Illouz che, nei suoi saggi, mostra come capitalismo, cultura, genere e classe sociale abbiano modellato le emozioni e le relazioni romantiche, trasformando l’amore in un campo di consumo e scelta culturale. Comprendere questi meccanismi è essenziale per ripensare la mascolinità in chiave consapevole e libera dagli stereotipi. Ce ne parla anche Rebecca Solnit, scrittrice, attivista e blogger statunitense che in Gli uomini mi spiegano le cose, denuncia come il patriarcato silenzi e sminuisca le donne, dalla quotidianità al potere istituzionale, evidenziando molestie, violenze e stereotipi di genere. Comprendere questi meccanismi e riconoscere la cultura della dominazione maschile è fondamentale per ripensare la mascolinità, promuovendo relazioni più eque, consapevoli e rispettose.
In La volontà di cambiare, bell hooks affronta il tema della mascolinità e dell'amore partendo dall'assunto che gli uomini, per conoscere l'amore, devono rinunciare alla volontà di dominare. Come sottolinea la scrittrice e attivista statunitense, essi devono “essere disposti a cambiare”
E tu? Come pensi che dobbiamo ripensare la mascolinità e allontanarci dagli stereotipi di genere, senza urtare chi preferisce ignorare questi temi? In questo articolo ti consigliamo alcuni audiolibri per riflettere su una nuova mascolinità a partire dal nuovo titolo in Esclusiva per Audible Tutti gli uomini, libro inchiesta di Irene Facheris che esplora le diverse sfaccettature del maschile e invita a superare gli stereotipi di genere.
Recitava il monito scritto a grandi lettere all’ingresso dell’oracolo di Delfi: gnōthi seautón, conosci te stesso. Ma quale te stesso? Quello maschio bianco e privilegiato che non deve mai mostrarsi fragile? O quello che, qualunque cosa accada, non può lasciare trasparire le proprie emozioni di fronte a una perdita? Oppure, ancora, quello che non ha mai chiesto al proprio padre se gli voleva bene?
Sono molti gli uomini chiamati in causa in questo nuovo saggio sulla mascolinità, che Irene Facheris costruisce come un mosaico di testimonianze. Che cosa significa essere uomo oggi e come costruire un maschile libero dai modelli tradizionali? Facheris raccoglie storie di padri, desideri, paure e relazioni, creando uno spazio di dialogo: un invito a smettere di recitare ruoli e a riscrivere insieme il copione della mascolinità.
“Perché ogni uomo, indipendentemete dal proprio passato, ha la possibilità di diventare il primo esempio positivo per qualcun altro. Per un bambino. Per un adolescente. Per un amico. Per se stesso.
Chi è Irene Facheris?
Irene Facheris (Milano, 1989) è formatrice, attivista, scrittrice e podcaster, esperta in soft skill e tematiche di genere. Laureata in Psicologia all’Università di Milano-Bicocca, ha approfondito i gender studies con corsi post-laurea. Ha lavorato dal 2010 al 2023 in ambito corporate e ha pubblicato quattro libri su parità, attivismo e mascolinità. È ideatrice di podcast di successo come Coming Out ed Equalitalk, e tiene incontri di formazione in scuole e organizzazioni. Ha fondato la videorubrica Parità in Pillole e ha presieduto l’associazione no profit Bossy.
1. Che significa davvero ripensare la mascolinità?
Ripensare la mascolinità significa interrogarsi criticamente su ciò che la società definisce “essere uomo” e smontare i modelli tradizionali che legano il maschile a dominio, forza e repressione emotiva. È riconoscere che emozioni, vulnerabilità e cura non sono segni di debolezza, ma dimensioni legittime del maschile, aprendo a relazioni più autentiche e consapevoli. Questo percorso invita a liberarsi da ruoli imposti, permettendo agli uomini di vivere pienamente la propria complessità emotiva.
2. In che cosa la mascolinità differisce dal maschilismo?
La mascolinità non è intrinsecamente oppressiva: il maschilismo è un sistema di potere che assegna superiorità e controllo all’uomo, riducendo l’altro a ruolo subalterno. Ripensare il maschile significa decostruire la superiorità come principio fondante, smettere di sostenere strutture di dominio e costruire un maschile fondato su ascolto, responsabilità e cura reciproca, senza negare sé stessi o gli altri.
3. Perché è urgente riflettere sulla mascolinità oggi?
La riflessione sulla mascolinità è fondamentale perché gli uomini, come chiunque, sono plasmati da norme culturali che influenzano emozioni e relazioni. Ignorare questi modelli perpetua stereotipi, violenza e incomunicabilità affettiva. Interrogarsi sul maschile significa offrire strumenti di trasformazione: per vivere relazioni più sane, per liberare se stessi dai vincoli del patriarcato e per costruire una società più equa e consapevole.
4. Come può un uomo avvicinarsi a questo cambiamento senza sentirsi giudicato?
Il cambiamento richiede consapevolezza, dialogo e gentilezza verso sé stessi. Riconoscere i propri privilegi e limiti non è un’accusa, ma un passo verso la crescita. Parlare delle emozioni, confrontarsi con altri uomini e ascoltare storie diverse permette di costruire un maschile libero dalle difese, dove la vulnerabilità diventa uno strumento di empatia e connessione.
5. Quali strumenti concreti aiutano a ripensare la mascolinità?
Educazione, lettura, dialogo e pratica quotidiana di empatia sono fondamentali. Gruppi di confronto, podcast, laboratori di sensibilizzazione e pratiche di riflessione emotiva permettono di mettere in discussione ruoli imposti. La trasformazione avviene quando il maschile viene vissuto come spazio di responsabilità e scelta consapevole, smettendo di recitare ruoli precostituiti e iniziando a riscrivere insieme il copione della propria vita emotiva e relazionale.
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