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Mostro di Firenze: perché Il mostro di Sollima è da vedere e, su Audible, da ascoltare

Mostro di Firenze: perché Il mostro di Sollima è da vedere e, su Audible, da ascoltare

L’Italia ha imparato a pronunciare la parola “mostro” tra fine anni Sessanta e metà Ottanta, quando una scia di duplici omicidi sulle colline attorno a Firenze trasformò un territorio amato dai turisti in un paesaggio di paura. Il cosiddetto Mostro di Firenze colpiva giovani coppie appartate in auto, quasi sempre con la stessa pistola — una Beretta calibro .22 — e, in alcuni casi, con mutilazioni sulle vittime femminili: un modus operandi che ha marchiato per sempre l’immaginario collettivo e ha costretto l’opinione pubblica a interrogarsi su violenza, morbosità mediatica, responsabilità istituzionali. Ancora oggi, nonostante processi, assoluzioni, piste e depistaggi, quella verità non è mai diventata definitiva; il caso resta una ferita aperta della cronaca nera italiana, capace di riaffiorare a ogni nuovo dettaglio, ogni nuova ipotesi, ogni nuova narrazione che riaccende domande scomode.

La miniserie che esplora la pista sarda

È da poco approdata su Netflix Il mostro, di Stefano Sollima (quattro episodi, debutto mercoledì 22 ottobre 2025): una serie che rifiuta la spettacolarizzazione facile, non indulge nel gore e sceglie una via d’autore, quasi documentaria, per restituire la confusione, i buchi neri e l’ossessione di un’inchiesta difficilissima. 

L’originalità dell’operazione sta nel fuoco sulla pista sarda — i Mele, i fratelli Vinci — con cui la magistratura mosse i primi passi: un mondo rurale e patriarcale, regolato da violenza e moralismo, dove le dinamiche familiari e sessuali si intrecciano a ricatti, pettegolezzi, omertà. La serie conclude il suo arco narrativo lasciando intravedere la traiettoria che porterà al “filone Pacciani” e ai “compagni di merende”, ma senza sposare tesi preconfezionate: il senso è mostrare come, allora come oggi, coincidenze e suggestioni possano sembrare prove e come il desiderio di una risposta unica sia spesso il primo nemico della verità.

Il mostro di Firenze su Audible

Se la visione della serie ha acceso la tua curiosità, su Audible puoi continuare a scavare grazie a serie e audiolibri che fanno luce su piste, errori e contesto. Di seguito quattro ascolti complementari, ognuno con un punto di vista diverso: dalla profilazione criminologica alle interviste ai protagonisti, dalle teorie alternative alla microstoria di un “vuoto” temporale decisivo.

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Questa serie originale Audible affianca due “strade” narrative: da un lato Massimo Picozzi, psichiatra e criminologo, che prova a delineare il profilo del killer (o dei killer) attraverso costanti operative, escalation e scelte rituali; dall’altro Massimo Alì, che ripercorre i luoghi dei delitti, rimette in fila atti, perizie, contraddizioni e passaggi processuali, facendoci ascoltare una Firenze inquieta e insicura. Il risultato è un “doppio registro” estremamente efficace: la voce analitica che inquadra, quella di campo che sporca le mani nei documenti e nel territorio. Il sound design — effetti, archivi, frammenti d’epoca — non è mai ornamentale: guida l’attenzione, crea contesto, rende palpabile il peso delle scelte investigative e della pressione mediatica. 

È l’ascolto ideale se vuoi una ricostruzione chiara e allo stesso tempo immersiva, capace di rendere comprensibili anche i passaggi più tecnici senza perdere ritmo narrativo.

Leggi anche: La serie completa Nero di Carlo Lucarelli e Massimo Picozzi su Audible

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Se cerchi un quadro generale completo, questo audiolibro è un ottimo punto di riferimento: ripercorre la cronologia dei delitti, sistematizza le piste, mette ordine tra indagini, archiviazioni, riaperture e passaggi in aula. Il valore aggiunto sta nelle voci dei protagonisti: magistrati, avvocati, giornalisti e criminologi che hanno toccato con mano il caso e che restituiscono, ciascuno dal proprio punto di vista, dubbi, errori, intuizioni, frammenti di memoria. Il tono è da inchiesta: niente sensazionalismi, ma la pazienza di inchiodare i fatti, farli parlare e mostrarne le crepe, a costo di moltiplicare le domande. È un ascolto prezioso per capire come si è costruito — e spesso smontato — il racconto pubblico del Mostro: tra ipotesi concorrenti, gelosie professionali, pressioni dell’opinione pubblica e un’enorme complessità probatoria.

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Qui si imbocca deliberatamente la pista alternativa più discussa degli ultimi anni: la possibile connessione tra il Mostro di Firenze e lo Zodiac americano (un serial killer che terrorizzò la California tra gli anni '60 e '70 e che non è mai stato catturato). Il giornalista Francesco Amicone raccoglie indizi, parallelismi, coincidenze, testimonianze e incontri personali — incluso quello con un ex militare italoamericano trasferitosi in Toscana — per costruire una teoria che non pretende di essere sentenza, ma che obbliga l’ascoltatore a verificare: cosa è prova, cosa è narrazione, cosa è inferenza. La voce di Luca Ward e una messa in scena quasi cinematografica rendono scorrevole un materiale potenzialmente densissimo. È l’ascolto giusto se, dopo aver studiato i fatti accertati, vuoi misurarti con una ipotesi “forte” che divide gli studiosi e che, proprio per questo, ti costringe a rimettere in discussione i tuoi criteri di credibilità.

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Non sempre per capire un caso bisogna fissare lo sguardo sull’azione: a volte è il vuoto a parlare. Trinipet, uno dei punti di riferimento nella community italiana degli esperti sul caso del Mostro di Firenze, sceglie un periodo sospeso — dal giugno 1982 al settembre 1983 — in cui il Mostro non colpisce. Un “cooling off” lungo quattordici mesi che consente di guardare all’ecosistema fiorentino, alle altre violenze rimaste irrisolte, alle piste seguite e poi abbandonate, ai dettagli apparentemente minori che, rilette col senno di poi, cambiano contesto. È un lavoro di microstoria: rigore documentale, ritmo pacato, grande attenzione al tessuto sociale. Perfetto per chi vuole uscire dall’alternativa secca “uno o tanti killer?” e osservare come il tempo, più delle tesi, modifichi indagini e immaginario. L’interpretazione sobria di Antonino Barbetta mantiene il focus sul metodo e sul peso specifico di ogni piccolo fatto.

Perché vedere la serie e ascoltare su Audible

Il merito di Sollima e degli sceneggiatori è ricordarci che i grandi casi non si capiscono a colpi di cliffhanger o di “rivelazioni” da prime time. Il mostro mostra quanto la costruzione della verità giudiziaria sia fragile quando si sommano furori mediatici, retaggi culturali (il patriarcato, il moralismo), indagini a volte contraddittorie, piste che diventano gabbie. L’audio — quando è curato, documentato, rispettoso — aggiunge ciò che lo schermo deve per forza comprimere: tempo per sgranare gli atti, voci che riportano l’ambiguità delle memorie, paesaggi sonori che ci fanno sentire la materialità dei luoghi. È l’integrazione perfetta: la serie ti dà il quadro generale, gli ascolti su Audible ti consegnano le texture.

Come orientarsi: un percorso d’ascolto consigliato

  1. Parti da Il Mostro – Audible Original se vuoi una bussola solida: capirai rapidamente cronologia, dinamiche, nodi irrisolti.

  2. Passa a I delitti del Mostro di Firenze per allargare lo sguardo: cronaca, interviste, contesto giudiziario.

  3. Metti alla prova le tue certezze con Zodiac e il Mostro di Firenze: non per “credere”, ma per allenare il senso critico su cosa rende un’ipotesi plausibile.

  4. Chiudi con Un anno senza il Mostro per capire quanto il tempo sia un personaggio chiave di questa storia e perché l’assenza di azione può essere più rivelatrice dell’azione stessa.

Il caso del Mostro resta un corpo vivo: riaperture, nuove tecniche forensi, rilanci mediatici e dibattiti pubblici ne attestano l’attualità. Si la serie di Sollima che gli ascolti su Audible ti permettono di costruire un’opinione informata, distinguendo accertamenti da suggestioni e tenendo sempre a mente che, quando le prove non bastano, il dubbio è un dovere civile.

Se ami il true crime e vuoi superare l’effetto “binge”, su Audible trovi molte altre serie thriller che sanno tenerti sveglio senza banalizzare la complessità. E per continuare il viaggio, ti invitiamo a leggere anche i nostri articoli sui misteri italiani irrisolti e sui cold case di cronaca nera. Perché la ricerca della verità non finisce con l’ultimo episodio, ma comincia quando impariamo a farci le domande giuste.