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    • Teófilo Stevenson. Al massimo dei massimi

    • Olimpicamente
    • Di: Luca Gattuso, G. Sergio Ferrentino
    • Letto da: Edoardo Lomazzi, Fabio Banfo
    • Durata: 17 min
    • Versione integrale
    • Totali
      4 out of 5 stars 3
    • Interpretazione
      4 out of 5 stars 3
    • Storia
      3.5 out of 5 stars 3

    Teófilo Stevenson, pugile cubano a cavallo degli anni '70 e '80 ha vinto quasi tutto, ma ha anche subito le sue sconfitte. Venti. Venti combattimenti li ha persi su 321. Quando Don King, gli offrì una borsa di due milioni di dollari per combattere contro Mohammed Alì lui rispose: "Preferisco l'affetto di 8 milioni di cubani al valore di 2 milioni di dollari. E non cambierò la mia opinione per qualsiasi cifra mi potrà offrire".

    • 4 out of 5 stars
    • Affascinante racconto!

    • Di JOker il 26 04 2018
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    • Andre Agassi. Parte di me

    • Olimpicamente
    • Di: Gianmarco Bachi, G. Sergio Ferrentino
    • Letto da: Alessandro Castellucci, Nicola Stravalaci
    • Durata: 15 min
    • Versione integrale
    • Totali
      4 out of 5 stars 13
    • Interpretazione
      4 out of 5 stars 13
    • Storia
      4 out of 5 stars 13

    È il giorno della finale del singolare maschile di tennis alle Olimpiadi di Atlanta. A contendersi l'oro, sul cemento degli impianti di Stone Mountain, ci sono Sergi Bruguera e Andre Agassi. Lo spagnolo è uno specialista della terra rossa, ha vinto per due volte il Roland Garros, arrivando fino alla posizione numero 3 del ranking mondiale. Agassi invece è semplicemente Agassi. Uno dei più grandi tennisti del decennio. Un'icona della sua generazione. Più che un tennista, una rockstar. È il 3 agosto del 1996: Agassi e Bruguera si preparano a scendere in campo.

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    • Charlotte Cooper. Go, Chatty go!

    • Olimpicamente
    • Di: Patricia Conti, G. Sergio Ferrentino
    • Letto da: Cinzia Spanò, Patrizia Molos
    • Durata: 19 min
    • Versione integrale
    • Totali
      4.5 out of 5 stars 3
    • Interpretazione
      5 out of 5 stars 3
    • Storia
      4.5 out of 5 stars 3

    Al congresso della Sorbona del 1894, il barone Pierre de Coubertin annunciò per la prima volta l'idea di recuperare gli antichi Giochi di Olimpia, partendo da Parigi e dall'EXPO, già programmata nel 1900, sei più tardi. "Concorsi internazionali d'esercizi fisici e dello sport". L'idea viene accolta con entusiasmo, ma sei anni parvero un periodo di tempo troppo lungo, così fu deciso di indire la Prima Olimpiade ad Atene, nel 1896, in attesa di Parigi.

    • 4 out of 5 stars
    • Le OLIMPIADI: incipit in salsa rosa.... ^_^

    • Di JOker il 12 07 2018
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    • Werner Gunthor. Il barbaro coi baffi

    • Olimpicamente
    • Di: Flavio Stroppini, G. Sergio Ferrentino
    • Letto da: Daniele Ornatelli, Nicola Stravalaci
    • Durata: 11 min
    • Versione integrale
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      0 out of 5 stars 0
    • Interpretazione
      0 out of 5 stars 0
    • Storia
      0 out of 5 stars 0

    Uno, due! Uno due! Uno due! Rigido. Di solito gli atleti del getto del peso sono così. Elefanti in cristalleria. Lo sai che prima o poi si voltano e fanno cascare tutto quanto. Lui no. Werner Günthör da Uttwil, canton Turgovia, Svizzera, sembrava danzare. Quando camminava e quando lanciava la sfera di sette chili e 270 grammi a più di venti metri di distanza. Da dove gli veniva tutta quella eleganza?

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    • Steve Redgrave. Insieme

    • Olimpicamente
    • Di: Gianmarco Bachi, G. Sergio Ferrentino
    • Letto da: Claudio Moneta, Daniele Ornatelli
    • Durata: 15 min
    • Versione integrale
    • Totali
      5 out of 5 stars 1
    • Interpretazione
      5 out of 5 stars 1
    • Storia
      5 out of 5 stars 1

    Non ce n'è. O sei inglese o segui il canottaggio, oppure il nome di Steve Redgrave rischia di non dirti abbastanza. Eppure è il nome di una delle grandi leggende della storia dell'Olimpiade. Cinque medaglie d'oro in cinque edizioni consecutive dei giochi. Poco importa che ci siano atleti che alle olimpiadi hanno vinto più di lui, magari anche solo nella stessa edizione dei giochi. Poco importa che il pistard Cris Hoy gli abbia strappato nel 2012 a Londra il record di atleta inglese più medagliato di sempre. Steve Redgrave, resta un monumento.

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    • Shaul Ladany. Non mi voglio svegliare

    • Olimpicamente
    • Di: Gianmarco Bachi, G. Sergio Ferrentino
    • Letto da: Roberto Recchia, Daniele Ornatelli
    • Durata: 18 min
    • Versione integrale
    • Totali
      4.5 out of 5 stars 2
    • Interpretazione
      4.5 out of 5 stars 2
    • Storia
      4.5 out of 5 stars 2

    È l'alba del 5 settembre 1972. Il marciatore israeliano Shaul Ladany si sveglia di soprassalto nel suo letto del villaggio olimpico di Monaco. È andato a dormire da poco. Fino alle 3 aveva ritagliato gli articoli di giornale che parlavano della sua gara: la 50 chilometri di marcia. In quel momento il sangue di Moshe Weinberg è già sull'asfalto. Il suo corpo è crivellato dai colpi di kalashnikov del commando di Settembre nero.

    • 4 out of 5 stars
    • Shaul Ladany. Non mi voglio fermare......

    • Di JOker il 23 09 2018
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    • Sergey Bubka. Non fanno per me

    • Olimpicamente
    • Di: Luca Gattuso, G. Sergio Ferrentino
    • Letto da: Claudio Moneta, Nicola Stravalaci
    • Durata: 18 min
    • Versione integrale
    • Totali
      5 out of 5 stars 1
    • Interpretazione
      5 out of 5 stars 1
    • Storia
      5 out of 5 stars 1

    Quando si studia la storia di una disciplina sportiva nasce scontato il dibattito su chi sia il più forte di tutti i tempi. E non sempre è facile determinarlo. Poi ci sono discipline in cui il dibattito neanche nasce. Si apre e si chiude nello stesso istante. Una di queste è il salto con l'asta maschile, dove nessuno oserebbe eccepire alcunchè di fronte al nome del leader incontrastato della classifica di tutti i tempi: Sergey Bubka.

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    • Sara Simeoni. Ti porto in volo

    • Olimpicamente
    • Di: Antonio La Torre, G. Sergio Ferrentino
    • Letto da: Francesca Zucchero, Patrizia Salmoiraghi
    • Durata: 10 min
    • Versione integrale
    • Totali
      2.5 out of 5 stars 2
    • Interpretazione
      3 out of 5 stars 2
    • Storia
      2.5 out of 5 stars 2

    Stadio Lenin, Mosca, 26 luglio 1980. Finale del salto in alto. In pedana due donne: la tedesca dell'Est Rosemarie Ackermann, prima donna al mondo a superare il "muro" dei due metri, già campionessa olimpica a Montrèal 1976 e Sara Simeoni, medaglia d'argento a Montreal, alla quale è "toccato" per ben due volte alzare l'asticella a 2,01 mt. Tutti gli esperti si attendono questo duello, il pallottoliere degli scontri diretti dice 6 a 2 per la Ackermann.

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    • Roger Federer. Game, set, match

    • Olimpicamente
    • Di: Flavio Stroppini, G. Sergio Ferrentino
    • Letto da: Nicola Stravalaci, Alessio Maria Romano, Margherita Saltamacchia
    • Durata: 10 min
    • Versione integrale
    • Totali
      3 out of 5 stars 6
    • Interpretazione
      3 out of 5 stars 6
    • Storia
      2.5 out of 5 stars 6

    Di un grande sportivo ricordi le vittorie. Oppure le giocate fuori dall'ordinario. Ci sono alcuni uomini che nel mezzo di un campo da gioco riescono a farci dimenticare ogni patema del quotidiano. Rendono possibile quello che non dovrebbe esserlo. Tra questi uomini, che se ne infischiano delle regole fisiche, c'è un tennista. Il miglior tennista di tutti tempi. Roger Federer. 17 slam, coppa Davis, 6 master, 237 settimane consecutive al numero 1 della classifica ATP e decine di record polverizzati.

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    • Paavo Nurmi. Due ori in un'ora

    • Olimpicamente
    • Di: Luca Gattuso, G. Sergio Ferrentino
    • Letto da: Gabriele Calindri, Daniele Ornatelli
    • Durata: 18 min
    • Versione integrale
    • Totali
      0 out of 5 stars 0
    • Interpretazione
      0 out of 5 stars 0
    • Storia
      0 out of 5 stars 0

    Fai una cosa che ti sembra straordinaria. E ti rendi conto che non è proprio la cosa più semplice in un'Olimpiade. Ma non ne puoi godere a pieno l'eccezionalità, perché quando verrà, non battuta, ma solo eguagliata, tu non ci sarai già più. È quello che è successo a Paavo Nurmi, il finlandese volante. Così era stato soprannominato. La cosa eccezionale che Nurmi ha fatto è stata vincere nella stessa edizione delle Olimpiadi la gara dei 1500 metri e quella dei 5000.

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    • Mark Spitz. Solo in quarta corsia

    • Olimpicamente
    • Di: Antonio La Torre, G. Sergio Ferrentino
    • Letto da: Nicola Stravalaci, Alessio Maria Romano
    • Durata: 19 min
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    • Interpretazione
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    • Storia
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    È l'alba del 5 settembre a Monaco di Baviera. I Giochi delle XX Olimpiadi dell'era moderna stanno per entrare nella seconda settimana. Tutto il mondo, non solo quello sportivo, parla di un nuotatore statunitense, Mark Spitz, vincitore di ben 7 medaglie d'oro, sette record del mondo. È l'alba quando, nel villaggio olimpico ancora addormentato, otto uomini scavalcano senza difficoltà la rete di recinzione. Sono armati, fanno parte di un commando dell'organizzazione palestinese "Settembre nero". E' l'alba e qualcuno bussa alla porta della camera di Mark Spitz.

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    • Louis Zutter. Il cavallo di Louis

    • Olimpicamente
    • Di: Flavio Stroppini, G. Sergio Ferrentino
    • Letto da: Daniele Ornatelli, Nicola Stravalaci
    • Durata: 12 min
    • Versione integrale
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    • Interpretazione
      0 out of 5 stars 0
    • Storia
      0 out of 5 stars 0

    "Lunedì 6 corrente furono organizzate le feste per i giuochi olimpici. L'aspettativa grandissima che vi era per questi giuochi non fu certamente superiore al risultato. La prima giornata fu splendida e per il concorso del pubblico e per i giuochi stessi che dal lato sportivo nulla lasciarono a desiderare." Così scrisse la neonata Gazzetta dello Sport il 13 aprile 1896.

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    • Gabriella Dorio. Riccioli Dorio

    • Olimpicamente
    • Di: Gianmarco Bachi, Luca Gattuso, G. Sergio Ferrentino
    • Letto da: Cinzia Spanò, Eleni Molos
    • Durata: 14 min
    • Versione integrale
    • Totali
      3 out of 5 stars 1
    • Interpretazione
      3 out of 5 stars 1
    • Storia
      3 out of 5 stars 1

    La storia degli atleti è il racconto dei successi, delle medaglie, delle vittorie, dei record. Quello che spesso non si racconta però sono gli episodi. Quelle piccole cose che possono interrompere la carriera di un atleta di successo. Piccole cose che spesso non c'entrano con lo sport. Come è sucesso a Gabriella Dorio.

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    • Son Kitei. Un giorno a Berlino

    • Olimpicamente
    • Di: Mario Mucciarelli, G. Sergio Ferrentino
    • Letto da: Nicola Stravalaci, Alessio Maria Romano
    • Durata: 17 min
    • Versione integrale
    • Totali
      5 out of 5 stars 1
    • Interpretazione
      5 out of 5 stars 1
    • Storia
      5 out of 5 stars 1

    I giochi olimpici di Seoul, capitale della Corea del sud, furono gli ultimi giochi olimpici prima della caduta del muro di Berlino. Siamo nel 1988, alle porte di una nuova era. Quando Sohn Kee Chung, conosciuto anche come Son Kitei, più di settant'anni, arzillo, scattante, fa il suo ingresso nello stadio con la torcia olimpica in mano, il pubblico coreano, e non solo, esplode in un applauso commosso. Un piccolo vecchio uomo fragile e forte allo stesso tempo, che corre con una scioltezza incredibile, saluta il pubblico, sorride come forse non aveva mai fatto prima. Non tutti conoscono la sua storia, e le ragioni per cui la sua presenza vuol dire così tanto per la Corea del Sud. Perché questa è una storia di più di mezzo secolo prima.

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    • Kerri Strug. Non sentire niente

    • Olimpicamente
    • Di: Luca Gattuso, G. Sergio Ferrentino
    • Letto da: Cinzia Spanò, Eleni Molos
    • Durata: 15 min
    • Versione integrale
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      0 out of 5 stars 0
    • Interpretazione
      0 out of 5 stars 0
    • Storia
      0 out of 5 stars 0

    Uno degli aspetti positivi di cui godono i paesi organizzatori delle Olimpiadi è quello di poter iscrivere atleti in tutte le gare. Non servono tempi di qualificazione o misure da riaggiungere. Non ci sono selezioni da superare. Il posto è garantito. Per gli Stati Uniti le Olimpiadi del 1996 ad Atlanta rappresentavano un momento determinante della storia sportiva della nazione.

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    • Jesse Owens. Sei nero anche tu

    • Olimpicamente
    • Di: Mario Mucciarelli, G. Sergio Ferrentino
    • Letto da: Daniele Ornatelli, Roberto Recchia
    • Durata: 19 min
    • Versione integrale
    • Totali
      5 out of 5 stars 1
    • Interpretazione
      5 out of 5 stars 1
    • Storia
      5 out of 5 stars 1

    È il 22 luglio 1945. Siamo in Nord Dakota, ed è in corso una partita di baseball. Il pubblico è composto da bianchi. Nell'intervallo un corridore di colore sfida prima i più veloci tra i giocatori delle due squadre, poi addirittura un cavallo da corsa. Fa caldo, ma Jesse, trentatrè anni e un fisico invidiabile, sembra pronto a ripetere il solito spettacolo: l'uomo che corre più veloce del cavallo.

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    • Gabrielle Andersen-Schiess. 4 minuti e 55 secondi

    • Olimpicamente
    • Di: Flavio Stroppini, G. Sergio Ferrentino
    • Letto da: Francesca Zucchero, Patrizia Salmoiraghi
    • Durata: 13 min
    • Versione integrale
    • Totali
      5 out of 5 stars 1
    • Interpretazione
      5 out of 5 stars 1
    • Storia
      5 out of 5 stars 1

    Los Angeles, California, Stati Uniti. 5 agosto 1984. Pomeriggio. Caldo come solo chi conosce Los Angeles può capire. Gabrielle Andersen Schiess ha 39 anni, è un’istruttrice di sci svizzera, a questa Olimpiade è tra le favorite. Poi però accadde qualcosa all'ultimo rifornimento: non lo prende. Si disidrata e con grande fatica arriva fino allo stadio, dove percorre il giro finale. 400 metri che dureranno 4 minuti e 55 secondi. Chi ricorda la vincitrice di quella gara, o la seconda, o la terza? C'è solo lei nella memoria di uno stadio, dei telespettatori in mondovisione.

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    • Eric Moussambani. L'anguilla africana

    • Olimpicamente
    • Di: Luca Cancellara, Sergio Ferrentino
    • Letto da: Gabriele Calindri, Roberto Recchia
    • Durata: 15 min
    • Versione integrale
    • Totali
      4 out of 5 stars 1
    • Interpretazione
      3 out of 5 stars 1
    • Storia
      4 out of 5 stars 1

    La superficie della Guinea Equatoriale è attraversata da est a ovest dal Rio Mbini, a nord il fiume Ntem percorre il confine col Camerun, a Sud il Rio Muni quello col Gabon. Lo sport più diffuso è la pelota, importata dagli spagnoli. "Unità, pace e giustizia" recita il motto del popolo Fang, un'etnia, tra le più diffuse del Paese, Eric Moussambani Malonga nel 2000, a 22 anni, ha potuto partecipare alle Olimpiadi, quelle Sidney. Specialità: 100 metri stile libero. Eric prima d'ora non era mai stato in Australia, non aveva mai visto una piscina olimpionica lunga 50 metri e fino a pochi mesi prima, otto per l'esattezza, non sapeva nuotare.

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    • Dave Wottle. Giù il cappello

    • Olimpicamente
    • Di: Mario Mucciarelli, G. Sergio Ferrentino
    • Letto da: Gabriele Calindri, Dario Sansalone, Daniele Ornatelli
    • Durata: 22 min
    • Versione integrale
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    • Interpretazione
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    • Storia
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    Nel 1972 Dave Wottle ha poco più di vent'anni. È un bravo ragazzo dell'Ohio, è un atleta, Dave. Un mezzofondista. E va forte. Si è qualificato per le Olimpiadi di Monaco '72 in due specialità: 800 e 1500 metri piani. Nei trials americani, pochi mesi prima delle Olimpiadi, Dave ha fatto segnare il record del mondo degli 800 metri, in modo del tutto inatteso. Ma Dave è un ragazzo particolare. In quello stesso anno si è laureato alla Bowling Green State University. E subito dopo i trials si sposa con la fidanzata Jan. Dave gareggia sempre con uno scalcinato berretto a visiera sulla testa. Per tutti, Dave Wottle è "quello con il berretto da golf". I giochi del 1972 , a Monaco, potrebbero essere la sua consacrazione.

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    • Cathy Freeman. I'm free

    • Olimpicamente
    • Di: Antonio La Torre, G. Sergio Ferrentino
    • Letto da: Cinzia Spanò, Eleni Molos
    • Durata: 13 min
    • Versione integrale
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    • Interpretazione
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    • Storia
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    25 settembre 2000, stadio olimpico di Sydney. Finale dei 400 mt femminili. 112000 spettatori, centododicimila presenti, una finale che per l'Australia assume un significato particolare. Può essere la finale della riconciliazione, può essere la finale della restituzione, del superamento di una storia di razzismo, di segregazione, di isolamento nei confronti della popolazione Aborigena.

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