Watermark e trasparenza nella GenAI
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Dal 2 agosto 2026 l'AI Act impone ai produttori di sistemi di IA generativa come i Chatbot di marcare i contenuti prodotti in modo che siano riconoscibili come artificiali, mentre la legge italiana sull'Intelligenza Artificiale chiede ai professionisti di dichiarare l'uso di questi strumenti. Ma cosa significa inserire un watermark nel contenuto generato da un modello? E come lo si legge? E quando l'IA entra nel lavoro intellettuale, chi resta responsabile del risultato? Ne discutono Luca Mari, esperto di GenAI e docente di scienza della misurazione all'Università Cattolica di Milano, e Fiorenzo Festi, docente di diritto privato all'Università Liuc di Castellanza, in un dialogo condotto da Enrico Pagliarini che va oltre la tecnica del watermarking per interrogarsi su autorialità, responsabilità e qualità nell'epoca dell'IA generativa.