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Valutare il rischio: Conley, Tinetti e il ruolo dell'OSS

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Le Scale di Conley e Tinetti rappresentano oggi due pilastri fondamentali nella valutazione del rischio assistenziale, in particolare nella prevenzione delle cadute. Strumenti standardizzati, validati scientificamente, che però acquistano reale valore solo quando vengono inseriti nella pratica quotidiana e letti attraverso l’osservazione clinica continua.

In questo episodio di Voci dal Reparto approfondiamo il significato reale di queste scale, andando oltre il punteggio numerico e mettendo al centro il lavoro integrato tra infermiere e Operatore Socio-Sanitario (OSS). Se l’infermiere è il professionista responsabile della validazione clinica, è l’OSS a vivere la quotidianità del paziente: lo assiste nell’igiene, lo accompagna nella mobilizzazione, ne osserva i piccoli cambiamenti comportamentali e funzionali. È proprio questa presenza costante a rendere possibile una valutazione autentica e aggiornata del rischio.

Ampio spazio è dedicato alla relazione d’aiuto, intesa come incontro tra persone. Parliamo di empatia, della capacità di “vedere con gli occhi dell’altro” per comprendere il vissuto della malattia, ma anche dell’importanza del limite professionale, indispensabile per evitare il coinvolgimento eccessivo e il rischio di burn-out.

Analizziamo poi le tempistiche di valutazione, sottolineando come la somministrazione delle scale non sia un evento isolato ma un processo dinamico:

  • accertamento iniziale entro le prime 24 ore dall’ingresso in struttura

  • fase di consolidamento tra le 24 e le 48 ore

  • monitoraggio continuo e rivalutazioni periodiche o “al bisogno”

Entriamo nel dettaglio della Scala di Conley, strumento rapido di screening del rischio di caduta, focalizzato su aspetti cognitivi, anamnestici e comportamentali, e della Scala di Tinetti, test prestazionale che valuta equilibrio e cammino attraverso l’osservazione diretta delle capacità motorie del paziente.

Un focus particolare è dedicato al ruolo dell’OSS, osservatore privilegiato e figura chiave nella segnalazione precoce delle variazioni cliniche: instabilità, confusione, agitazione, difficoltà nella mobilizzazione. È dalla collaborazione tra OSS e infermiere che nasce una valutazione realmente efficace e orientata alla prevenzione.

Utilizzare correttamente la Scala di Conley e la Scala di Tinetti significa proteggere il paziente, prevenire eventi avversi e personalizzare il piano assistenziale. Farlo con empatia, ma con il giusto distacco professionale, è il presupposto per un’assistenza di qualità e per una carriera sanitaria lunga, consapevole e sostenibile.

Perché in reparto la sicurezza non nasce dai numeri, ma dall’osservazione, dall’esperienza e dalla responsabilità condivisa.

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