Tra lo struzzo e il cielo stellato (Il Nietzsche di Colli, 14/18)
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Giorgio ha ottenuto da Boringhieri di stabilire a Firenze la redazione dell’Enciclopedia di Autori Classici. Il lavoro ha inizio, frenetico, in una piccola tipografia, sul Lungo Mugnone, la Tipografia Parenti. Il primo volume è un Nietzsche doc, la terza inattuale: “Schopenhauer come educatore”. Seguono Eschilo, Gorgia, Aristotele, Tucidide, Giulio Cesare, il canone Buddista, le Upanisad indiane e Paracelso, Spinoza, Tolstoj, Dostoevskij. Ed ancora Nietzsche e il suo maestro Schopenhauer. Colli viene accusato di pubblicare “la biblioteca di Nietzsche”, ma non se ne cura e tira dritto. Traduce “il Simposio” di Platone. Dal 1958 al 1965 usciranno un centinaio di titoli, tutti di grande spessore. Intanto, finalmente, torna alla carica Einaudi, che grazie al lavoro di convincimento di Foà è di nuovo bendisposto verso l’edizione nietzschiana. Colli, soddisfatto, si fa un regalo: si compra un’automobile. È una potente 1900 Alfa Romeo che Giorgio ribattezza “Lo squalo”.