Episodi

  • Trappist 218: La corsa verso lo stato di polizia
    Jan 18 2026
    Ogni mattina a Roma, quando sorge il sole, Matteo Piantedosi si sveglia e sa che dovrà correre verso lo stato di polizia piú veloce di Matteo Salvini per non essere ucciso. Il nuovo “pacchetto sicurezza” prevede non solo misure drastiche e arbitrarie per soffocare le proteste, ma anche per zittire le persone di origine straniera in Italia e per mettere in prigione i bambini — dai 12 anni in su.

    Nel frattempo, la crisi diplomatica sulla Groenlandia si è trasformata in una vera e propria guerra commerciale, da cui l’Italia spera di rimanere fuori con un comportamento duplice, assecondando Trump senza andare verso la rottura esplicita con gli altri stati europei.

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    58 min
  • 217: La società se il Fantapartito vincesse le elezioni
    Dec 30 2025
    In questo speciale di fine anno di TRAPPIST, sei incauti concorrenti si scontrano in una sfida: scrivere il programma di un partito politico che possa vincere le elezioni e cambiare il paese. Si uniscono a noi Mattia Salvia, fondatore di Iconografie, Gemma Ghiglia, co-fondatrice di the Submarine, e Stefano Santangelo.

    L’abbiamo chiamato Fantapartito perché funziona come il fantacalcio: è un draft politico dove ogni partecipante costruisce il programma del proprio partito — ma ogni proposta “brucia” un tema per tutti gli altri. C’è chi decide di nazionalizzare tutte le seconde case, chi vuole proporre l’abolizione delle PMI, chi vuole mandare in carcere gli evasori, e persino chi candida Pier Luigi Bersani alla presidenza delle Repubblica.

    Alla fine del gioco sono emersi 6 programmi radicalmente diversi, e i giocatori hanno dovuto cercare di convincere gli altri concorrenti a eleggerli — ed è andata a finire nell’unico modo possibile.

    Con: Arianna Bettin, Stefano Colombo, Mattia Salvia, Gemma Ghiglia, Stefano Santangelo, Alessandro Massone

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    1 ora e 11 min
  • 216: Questo paese è stato fondato dai poveri comunisti
    Dec 13 2025
    La ministra dell'Università, Anna Maria Bernini, ha reagito stizzita a chi la criticava per il semestre ghigliottina che oggi deve affrontare chi si iscrive alla facoltà di medicina. Eppure è una misura lesiva del diritto allo studio, della salute mentale degli studenti — e non garantisce affatto che passino gli aspiranti medici più bravi.

    Nel bel paese di Meloni, intanto, i dati sull'occupazione sembrano raccontare una storia confortante, con poca disoccupazione e un lavoro che sembra tornato a non essere una chimera per tutti. Ma la maggior parte dei posti d'impiego sono di scarsa qualità, precari e sottopagati: non proprio la ricetta per un paese prospero.

    Per finire vi parleremo dei problemi dei restauratori, che a differenza dei ristoratori non sono tra le categorie coccolate dal governo, e la stretta repressiva a scuola.

    Con: Arianna Bettin, Stefano Colombo

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    41 min
  • 215: PDS, Partito Democratico dei Sionisti
    Dec 7 2025
    In questa puntata di TRAPPIST parliamo di un crescente problema per il centrosinistra italiano: una storica infiltrazione di politici legati alla causa sionista, oggi attivissimi nel contrastare le denunce del genocidio in corso nella Striscia di Gaza. L’argomento è di strettissima attualità in seguito allo strappo di Graziano Delrio e di un gruppo di altri senatori democratici che, in rottura con la linea di partito, hanno presentato un ddl che ha come obiettivo ultimo quello di parificare qualsiasi critica radicale al governo Netanyahu VI ad attacchi davvero antisemiti.

    Non si tratta però di un problema iniziato solo in questi giorni. Da mesi il gruppo Sinistra per Israele insiste sul fatto che sia possibile essere sia di sinistra sia sionisti — quando, in realtà, molti dei loro membri sono difficili da ascrivere alla sinistra a prescindere, non solo per il loro supporto al progetto coloniale di Israele.

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    38 min
  • 214: La leva della rana bollita
    Nov 29 2025
    Le elezioni regionali in Veneto, Campania e Puglia hanno lasciato un panorama politico non poco cambiato nel giro di pochi giorni. Se la coalizione di centrosinistra continua ad avere i suoi problemi di disfunzionalità, quella di destra è se possibile sotto tensioni ancora maggiori: non solo per la vittoria del Campo largo in Campania e in Puglia, ma soprattutto per la sconfitta di Fratelli d’Italia nella corsa interna in Veneto.

    Queste nuove dinamiche hanno immediatamente portato a confronti interni: prima sulla legge sul consenso, silurata dalla Lega con Matteo Salvini che sperimenta il posizionamento del proprio partito in un quadro espressamente maschilista, ma anche nel dibattito interno tra nuova naja e leva “su base volontaria,” un dibattito che attraversa la destra, divisa tra sogni di educazione disciplina e autorità, e le “necessità” espresse dall’esercito, nel contesto del sempre più affamato riarmo che interessa tutti i paesi europei. Qualcuno direbbe, datemi una leva e vi solleverò le spese per la Difesa fino al 5% del PIL.

    Con: Arianna Bettin, Alessandro Massone

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    1 ora e 4 min
  • 213: A caccia del complotto
    Nov 22 2025
    Il caso politico dei giorni scorsi è quello dell’aggressione delle forze di governo contro il Quirinale. Lo shitstorm è stato scatenato, prima a mezzo stampa e poi direttamente a livello politico, mungendo un retroscena — una affermazione fatta da Francesco Saverio Garofani, consigliere di Mattarella, durante un pranzo tra amici, in cui si auspicava che le forze dell’opposizione trovassero una nuova figura che potesse sconfiggere la coalizione di destra.

    Alla fine Mattarella ha incontrato Meloni e si è deciso di ricomporre la crisi. Ma, in realtà, ci sono molte storie sottotraccia che hanno i fatti di questi giorni come sfogo: prima di tutto l’inimicizia tra Meloni e Mattarella, ma anche le ambizioni della presidente del Consiglio di cambiare drasticamente la figura del capo di stato — per assumerla lei. E rivela come tra i moderati si guardi con grande scetticismo all’attuale coalizione di centrosinistra, che nei numeri ha pienamente la potenzialità di sconfiggere la destra, ma che lo potrebbe fare con una leadership che chiaramente i più potenti detestano.

    Con: Stefano Colombo e Alessandro Massone

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    40 min
  • 212: La scuola che sogna il governo: molto latino e pochi soldi
    Nov 15 2025
    Venerdì alcune sigle studentesche hanno indetto uno sciopero per protestare contro la scarsa attenzione del governo verso la scuola e l'università. L'esecutivo è prontissimo a intervenire sulla didattica con idee retrograde e discutibili, mentre è molto meno interessato ad aprire il portafoglio per investimenti sul personale e le strutture.

    Questi interventi sono urgenti, come tutti quelli che possono influire sugli stipendi italiani: negli ultimi cinque anni, infatti, l'inflazione è volata, con aumenti di ben il 25% dei prezzi sui generi alimentari. Anche qua, però, l'interesse del governo scarseggia.

    C'è una buona notizia, però. Un accordo tra maggioranza e opposizione ha reso possibile approvare un aggiornamento del reato di violenza sessuale: è stata riconosciuta la necessità del consenso per un rapporto sessuale, allineando l'italia alle linee guida internazionali in materia.

    Con: Stefano Colombo, Arianna Bettin
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    44 min
  • 211: Si può importare la ricetta di Zohran Mamdani?
    Nov 8 2025
    La vittoria alle elezioni comunali di New York di Zohran Mamdani, socialista democratico, ha fatto contenti tutti i progressisti dell'occidente. Ma la domanda è d'obbligo: quanto della sua ricetta, politica e comunicativa, può essere utilizzata anche nel resto del mondo e in particolare in Italia?

    Del resto è meglio spicciarsi: la Legge finanziaria proposta dal governo italiano rischia di tagliare centinaia di milioni agli enti locali, per destinare sempre più soldi alle spese militari. E inoltre: il governo poteva rendersi più ridicolo di così sul caso Almasri?

    Con: Stefano Colombo e Arianna Bettin
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    42 min