Sura 55 - Ar-Rahmân - Il Clemente copertina

Sura 55 - Ar-Rahmân - Il Clemente

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tratto da: "Il Corano A cura di Alberto Ventura" .

Un tratto caratteristico del testo è la presenza di un ritornello in forma di domanda, che dal v. 13 al v. 28 si ripete quasi sempre un versetto ogni tre, poi, a partire dal v. 28, ogni due. La formula di tipo duale qui non sorprende: la spiegazione tradizionale accettata è che il testo apostrofa gli esseri umani e i jinn. Ma il tratto, che si riscontra nella poesia preislamica, potrebbe essere puramente stilistico; se così fosse, bisognerebbe concludere che ciò che viene detto riguarderebbe solo i contemporanei del Profeta. D’altra parte la formula è in forma interrogativa; la ripetizione della domanda mira a sottolineare l’importanza del riconoscimento di ciò che l’uomo deve all’opera creatrice di Dio. Ne è prova il fattoche esso ritorna nella seconda parte, dove ci si aspetterebbe piuttosto di riscontrare l’effetto del rigore divino. Questa manifestazione di gratitudine, che potrebbe sembrare insignificante, è portatrice dei più alti valori etici in senso coranico: fa comprendere all’uomo la sua finitezza ontologica e pertanto la vulnerabilità della sua condizione, l’una conseguenza naturale dell’altra. Si spiega, quindi, che la domanda ricorrente ritorniin altri passi, e soprattutto nelle sure meccane. In questa sura la domanda compare trentuno volte, cifra che naturalmente ha dato luogo a molte speculazioni numerologiche.

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