Storia di Gianluca: una strategia di difesa sbagliata!
Impossibile aggiungere al carrello
Rimozione dalla Lista desideri non riuscita.
Non è stato possibile aggiungere il titolo alla Libreria
Non è stato possibile seguire il Podcast
Esecuzione del comando Non seguire più non riuscita
-
Letto da:
-
Di:
A proposito di questo titolo
Questa è la storia di un padre separato, Gianluca, ma anche una storia di strategia processuale sbagliata che ha portato Gianluca a soccombere.
In aula non vince chi urla di più,
non vince chi “deve farla pagare all’altro”,
non vince chi trasforma la separazione in una battaglia personale.
Il divorzio non è un campo di battaglia e il giudice non è un arbitro di vendette.
Ogni atto di accanimento, ogni attacco gratuito, ogni mossa dettata dal rancore viene letta per ciò che è: incapacità di distinguere il conflitto di coppia dall’interesse dei figli.
E questo, nei procedimenti di famiglia, si paga.
Si paga in termini di credibilità genitoriale, di affidamento, di tempi di frequentazione, di ascolto da parte del giudice.
La regola è antica e non è mai cambiata:
👉 chi dimostra equilibrio governa la situazione,
👉 chi combatte per distruggere perde terreno.
Nel divorzio serve strategia, lucidità e visione.
Non spade, non assedi, non rovine.
Difendere i propri diritti non significa fare guerra.
Significa saperli esercitare nel modo giusto.
Per contatti scrivimi a : info@bartolinistudiolegale.com