Seguimi - episodio #59: Watchman Nee
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Vent’anni di carcere. Una moglie a cui non poté dare l’ultimo saluto. Una libertà che avrebbe potuto ottenere rinnegando la propria fede.
Eppure, poco prima di morire, Watchman Nee scrisse soltanto:
«Mantengo la mia gioia.»
Chi era davvero quest’uomo? Perché decise di rimanere in Cina quando avrebbe potuto andarsene? E cosa può dire ancora oggi la sua vita a chi cerca di vivere una fede autentica?
Watchman Nee — Ni Tuosheng, “la sentinella” — fu uno dei più influenti cristiani cinesi del XX secolo. Predicatore, scrittore, formatore e fondatore del movimento delle chiese locali in Cina, trascorse gli ultimi vent’anni della sua vita nelle prigioni e nei campi di lavoro del regime comunista.
Ma la parte più sorprendente della sua storia non è soltanto ciò che gli accadde in prigione.
È ciò che la prigione non riuscì a portargli via.
Il 30 maggio 1972, a 68 anni, Watchman Nee morì lasciando sotto il cuscino un piccolo foglio di carta con una dichiarazione essenziale:
«Cristo è il Figlio di Dio che è morto per la redenzione dei peccatori ed è risorto dopo tre giorni. Questa è la più grande verità dell’universo. Io muoio a causa della mia fede in Cristo.»
Una vita consacrata. Una fede messa alla prova. Una testimonianza che continua a interrogare anche noi.
🎬 Guarda l’episodio completo di “Seguimi” e scopri la storia di Watchman Nee, “Il guardiano della Cina”.
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