Episodi

  • L'eredità spirituale di S.Teresa d'Avila (Pagine di spiritualità)
    12 min
  • S.Teresa e la devozione a S.Giuseppe (Pagine di spiritualità)
    Nov 14 2023
    Santa Teresa e la devozione a San Giuseppe.
    Santa Teresa d'Avila aveva un contatto diretto con il cielo. Allo stesso tempo era capace di relazioni amicali sulla terra. Così non gli è stato difficile instaurare una amicizia speciale con San Giuseppe, scegliendolo come amico e come padre.
    Ascoltiamola in questo podcast agile e appassionante.
    Mostra di più Mostra meno
    19 min
  • S.Teresa e l'esperienza mistica (Pagine di spiritualità)
    23 min
  • S.Teresa e l'esperienza mistica (Pagine di spiritualità)
    Oct 13 2023
    S.Teresa e l'esperienza mistica«Il cristiano del futuro o sarà un mistico o non sarà». Così scriveva il grande teologo del secolo scorso Karl Rahner. Ed è vero. La mistica supera la religione, perché si riferisce a un'esperienza spirituale diretta e intima con Dio o con il divino. È un viaggio interiore dell'anima verso la comunione con Dio, caratterizzato da una profonda consapevolezza della presenza divina, e da un senso di amore ineffabile. La mistica coinvolge la ricerca di una comprensione profonda della verità spirituale attraverso una esperienza personale. E oggi abbiamo bisogno di cristiani innamorati di Gesù e non più ordinari praticanti.Ma attenzione. Il mistico non necessariamente vive fenomeni mistici. Pur nella continuità esiste una differenza sostanziale tra mistica e fenomeni mistici. La mistica si riferisce all'esperienza interiore profonda di unità con Dio, mentre i segni mistici sono eventi esterni o interni che sono interpretati come manifestazioni della presenza divina o come conferma della vita spirituale di un individuo o di una comunità di credenti. Vengono attribuiti spesso significati spirituali profondi a questi segni mistici, ma la loro interpretazione può variare a seconda delle tradizioni e delle credenze religiose. Ecco non è detto che il mistico abbia per forza visioni o rapimenti o altro ancora...Ma la nostra Santa Teresa vive l'una e l'altra dimensione. Ma diciamo subito che i fenomeni mistici Teresa non li è mai andati a cercare, anzi.. , sono sempre giunti inaspettati.Che Teresa sia una mistica ovviamente ci pare ormai scontato. Questo cammino di comunione intima con Gesù, Teresa lo racconta in un capolavoro di spiritualità: il castello interiore. In questo testo, Teresa utilizza l'immagine di un castello con sette dimore per rappresentare il cammino dell'anima verso Dio. Ogni dimora rappresenta uno stadio di crescita spirituale e di avvicinamento a Dio, che culmina nella settima dimora, o stanza, la quale rappresenta l'unione mistica con Dio. Nelle prime dimore, Teresa parla delle difficoltà e delle tentazioni che gli individui devono affrontare nei loro cammini spirituali. Queste dimore rappresentano gli inizi del cammino interiore, dove l'anima deve purificarsi dalle influenze mondane e focalizzarsi sulla vita interiore e sulla preghiera. Man mano che l'anima progredisce attraverso le dimore, si avvicina sempre di più a Dio. Nella quarta dimora, Teresa parla dell'importanza della preghiera contemplativa e dell'esperienza di ascolto interiore di Dio. Nella quinta dimora, l'anima inizia a sperimentare l'estasi mistica, un'esperienza di amore e unione profonda con Dio.Nella sesta dimora, Teresa parla dell'esperienza dell'“unione spirituale”, in cui l'anima si sente completamente avvolta dall'amore divino e vive in uno stato continuo di consapevolezza della presenza di Dio. Infine, nella settima dimora, nella settima stanza, l'anima sperimenta l'"unione mistica", in cui l'anima e Dio si fondono insieme in un amore perfetto e eterno.Nel descrivere queste esperienze, Teresa utilizza un linguaggio poetico, spesso simbolico, per catturare l'ineffabilità e la profondità di queste esperienze spirituali. Le sue descrizioni sono permeate da un senso di meraviglia, gratitudine e umiltà di fronte al mistero dell'amore divino. Queste esperienze mistiche hanno contribuito in modo significativo alla comprensione della vita interiore e della relazione dell'anima con Dio nella tradizione mistica cristiana. Ma ricordiamoci una cosa importante. E' sempre la grazia della conversione che segna in Teresa l'inizio dell'esperienza mistica, cioè l'esperienza del mistero di Cristo, presente e operante nella sua creatura.La vita mistica aggiunge alla fede l'esperienza, che significa, ripetiamolo, l'amicizia fattiva e intima con Gesù. Vale la pena di riportare un paragrafo del Catechismo della Chiesa cattolica (n. 2014) a questo riguardo: «Il progresso spirituale tende all'unione sempre più intima con Cristo. Quest...
    Mostra di più Mostra meno
    23 min
  • S.Teresa e la preghiera (Pagine di spiritualità)
    20 min
  • S.Teresa e la preghiera (Pagine di spiritualità)
    Sep 14 2023
    S.Teresa e la preghieraFai tutto con Gesù al fianco. Stai con Gesù, dialoga con Lui, condividigli gioia e dolori. Questa è l'orazione per Teresa. E l'orazione diviene in lei l' elemento unificante di tutta l’esistenza. Di san Francesco si diceva "non tam orans quam oratio factum est", cioè non pregava più ma diventava lui stesso preghiera. Ecco per Teresa è la stessa cosa. La sua vita si identifica con la preghiera che Teresa chiama appunto orazione. Un intimo intrattenimento con Gesù, dal quale sa di essere stra amata. Ma come si arriva ad unificare la vita attraverso la preghiera?Teresa ce lo spiega con un esempio così semplice e immediato, la cui metafora è diventata paradigmatica nella pedagogia di qualsiasi cammino spirituale. Si tratta della metafora del giardiniere e del giardino. Chi comincia nell'orazione deve far conto di tramutare in giardino di delizie per il Signore un terreno molto ingrato, nel quale non germogliano che erbe cattive. Sradicare le erbe cattive e piantarne di buone è lavoro di Dio, che supponiamo già fatto fin da quando l'anima si determina per l'orazione e comincia a praticarla. Ora a noi, come a buoni giardinieri, incombe l'obbligo di procu-rare, con l'aiuto di Dio, che quelle piante crescano: perciò innaffiarle affinché non inaridiscano, e cercare che producano fiori di deliziosa fragranza per ricreare il Signore. Allora egli verrà spesso a riconfortarsi e trovare le sue delizie fra quei fiori di virtù [...].Mi sembra che un giardino si possa innaffiare in quattro modi: cavando l'acqua da un pozzo, che è il modo più faticoso; portarla negli acquedotti per mezzo di una noria, ossia col far girare una gran ruota che qualche volta ho manovrata pur io, avendosi così più acqua con fatica minore; derivarla da un fiume o da un ruscello, che è il modo migliore perché la terra ne rimane bene imbevuta, non occorre innaffiarla tanto spesso, e il giardiniere ha molto meno da fatica-re; e finalmente una buona pioggia, nel qual caso è Dio che innaffia senza alcuna nostra fatica: sistema migliore che supera ogni altro. Facile no? Una buona e fitta pioggia certamente ci permette di riposare nella preghiera senza affannarci e sudare. Ma certamente l'acqua dal cielo è una super grazia. Non possiamo permetterci di starcene seduti ad aspettare passivamente. Aiutati che Dio ti aiuta dice un vecchio proverbio .. Quindi la super grazia della pioggia non ci esenta dal faticare e dal sudare prima. Con Gesù non possiamo permetterci la Grazia a buon mercato. Il grande teologo Bonhoeffer sosteneva che la grazia a buon mercato è il nemico mortale della nostra Chiesa. Noi siamo sempre alla ricerca degli sconti, del prezzo più basso. Ma Gesù ci ha conquistato la Grazia a prezzo del suo sangue, quindi a caro prezzo. Così la preghiera. Non si arriva all'orazione teresiana aspettando inermi la manna dal cielo. Un passo elegante di danza classica che godiamo in teatro come pubblico non è privo di allenamenti duri e difficili. Un film al cinema è frutto di giorni, mesi, anni di fatiche. Tutto ciò che è bello ha il suo prezzo. E così dice Teresa si comincia con entusiasmo ma anche con la fatica di ogni giorno. dobbiamo aiutare nel coltivare la preghiera giorno dopo giorno, nella salute e nella malattia. Certo: quando stiam bene è facile, c'è l'entusiasmo della fede e preghiamo volentieri. Poi però arrivano i giorni più duri e anche la preghiera diventa dura. Perchè la preghiera vera va di pari passo con la vita. Ouelli che cominciano a fare orazione sono coloro che cavano l'acqua dal pozzo: cosa assai faticosa, come abbiamo detto, perché devono faticare per raccogliere i sensi, i quali, abituati a divagarsi, stancano assai. Bisogna che a poco a poco prendano l'abitudine di non far più conto di vedere, di sentire, e di guardarsene affatto nel tempo dell'orazione. Cerchino la solitudine per ivi appartarsi e pensare alla vita passata: cosa che devono fare assai spesso tanto i principianti che i già progrediti, insistendovi più o me...
    Mostra di più Mostra meno
    20 min
  • S.Teresa e Gesù (Pagine di spiritualità)
    30 min
  • S.Teresa e Gesù (Pagine di spiritualità)
    Aug 14 2023
    S.Teresa e Gesù“Se non avessi creato il paradiso, lo farei ora anche solo per te”. Questa è la clamorosa dichiarazione d'amore che Gesù fece a Teresa. Il Bernini ha pensato di inserirla, in un cartiglio tenuto dagli angeli nella cappella della Trasverberazione, il suo capolavoro marmoreo che fotografa mirabilmente l'estasi di Santa Teresa d'Avila. L'opera d'arte si trova a Roma nella Chiesa di Santa Maria della Vittoria.Queste parole hanno dell'incredibile, eppure Teresa non le cita nei suoi scritti con motivo di vanto. Fanno parte dell' intimità reciproca. Cos'è per lei la preghiera? Un intimo intrattenimento con Colui dal quale sai di essere amata. E cosa si dicono due amanti se non parole di esagerazione pur di compiacere l'amato?Va beh diremo noi, questo vale per gli uomini. Ma Gesù è Dio! Che ha a che fare con i paradossi d'amore Dio?Infatti non potevano essere d'accordo gli antichi. Aristotele diceva che l'amicizia crea una comunanza di affetti quindi è inconcepibile che Dio condivida gli affetti umani. Dio è autarchia, cioè se ne sta lassù in cielo, nell'Olimpo e si disinteressa degli uomini. Platone esclude un Dio "corrotto" dall'amore umano, il quale non è mai stabile, Dio invece è stabilità assoluta. Per cui inventa il mito di Eros che non è esattamente un Dio, ma è a metà strada tra Dio e gli uomini essendo nato da un rapporto tra Dio e una donna umana. Insomma deve essere chiaro che Dio è Dio e gli uomini sono uomini.In effetti Teresa d'Avila mette in crisi la religiosità universale. Se tenete conto che anche i nostri fratelli ebrei e musulmani non accettano immagini di Dio nei luoghi di culto, perché Dio è totalmente altro e nessuna immagine creaturale è degna di rappresentarlo, anzi chi lo fa rischia l'eresia e il peccato capitale contro il comandamento "non vi farete immagine alcuna di Dio" ebbene diciamo che Teresa allora è una vera e propria trasgressiva. Se andate a guardare l'estasi del Bernini vi renderete conto che li c'è qualcosa di più di una contemplazione. Qualcuno addirittura parla di orgasmo. E qui l'amante è esattamente Dio. Ma detta così rischiamo di semplificare troppo. Andiamo per ordine. Intanto ascoltiamo le sue parole... "L’orazione mentale non è altro, per me, che un intimo trattarsi nell’amicizia, un frequente intrattenersi nella solitudine con Colui da cui sappiamo d’essere amati. Ma voi direte che ancora non lo amate.Sì, perché l'amore sia vero e l'amicizia durevole, occorrono parità di condizioni, e invece sappiamo che mentre nostro Signore non può avere alcun difetto, noi siamo viziosi, sensuali ed ingrati, per cui non lo sappiamo amare quanto Egli si merita, perché non è della nostra condizione.Tuttavia, considerando quanto vi sia vantaggioso averlo per amico e quanto Egli vi ami, sopportate pure la pena di stare a lungo con uno che sentite così diverso da voi.Sì, o bontà infinita del mio Dio, vedo chi siete Voi e chi sono io; e nel vedervi da me così diverso, o delizia degli angeli, vorrei consumarmi tutta in amarvi! Oh, come sopportate chi vi permette di stargli vicino! Che buon amico dimostrate di essergli, Signore! Come lo favorite, e con quanta pazienza sopportate la sua condizione aspettando che si conformi alla vostra! Tenete in conto ogni istante ch'egli trascorre in amarvi, e per un attimo di pentimento dimenticate le offese che vi ha fatto.Questo io so per esperienza, e non capisco, o mio Creatore, perché il mondo non corra tutto ai vostri piedi per intrecciare con Voi questa particolare amicizia. Se vi avvicinassero, diverrebbero buoni anche i cattivi, quelli cioè che non sono della vostra condizione, purché vi permettessero di star con loro un paio d'ore al giorno, nonostante che il loro spirito andasse agitato da mille sollecitudini e pensieri di mondo, come il mio. Dovranno farsi violenza per rimanere con Voi, ma sapendo Voi che in principio, e qualche volta anche in seguito, non possono fare che quel che fanno, costringete i demoni a non tentarli, li indebolite di gior...
    Mostra di più Mostra meno
    30 min