STORIA MODERNA 75: LA RUSSIA ALLE PORTE DELL'EUROPA (1648-1686) copertina

STORIA MODERNA 75: LA RUSSIA ALLE PORTE DELL'EUROPA (1648-1686)

STORIA MODERNA 75: LA RUSSIA ALLE PORTE DELL'EUROPA (1648-1686)

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La Russia tra il 1645 e il 1686 fu una potenza in transizione: uscita dal caos del “Tempo dei Torbidi”, governata dalla dinastia Romanov, intrappolata tra un’autocrazia feudale e l’inizio di un lento processo di occidentalizzazione. In questa lezione seguiamo il lungo regno di Aleksej Michajlovič, la sua eredità istituzionale e militare, il rafforzamento dell’apparato statale e le tensioni sociali che sfociarono nella rivolta di Stenka Razin. Osserviamo la conquista dell’Ucraina orientale, la guerra con la Polonia, i rapporti con la Svezia, la penetrazione in Siberia e i primi contatti diplomatici sistematici con l’Europa. Nel cuore della narrazione emerge il ruolo della religione, della burocrazia, della servitù della gleba e dei prikazy, ma anche il faticoso tentativo di modernizzare l’esercito e centralizzare il controllo imperiale. La lezione prosegue con il breve regno di Fëdor III, la crisi dinastica del 1682, l’insurrezione degli Strel’cy e la reggenza di Sof’ja Alekseevna, che cerca – tra equilibri precari – di guidare la Russia in una nuova stagione geopolitica culminata nell’adesione alla Santa Lega e nel trattato di pace perpetua con la Polonia. È una Russia ancora sospesa, fragile, incerta, ma sempre più proiettata verso l’Europa. Alla vigilia dell’ascesa di Pietro il Grande, ne analizziamo la struttura politica, le debolezze economiche, l’influenza del clero, la diplomazia e le guerre, attraverso le fonti storiche e le principali interpretazioni storiografiche.
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