SAVONA; i due Papi pedofili; la Rete L’ABUSO e una panchina viola. copertina

SAVONA; i due Papi pedofili; la Rete L’ABUSO e una panchina viola.

SAVONA; i due Papi pedofili; la Rete L’ABUSO e una panchina viola.

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La storia di Savona, piccola città ligure del nord Italia, dalla seconda metà del 1400 al centro tuttavia di curiosi casi, alcuni riconducibili ancora oggi alle crociate tra cui la leggenda di don Bertolotti. Una serie di coincidenze, compreso il fatto che nasca proprio a Savona nel 2010 - oltre alla Rete L'ABUSO - il primo focolaio italiano di sopravvissuti che riuscirà a dare a tante vittime in tutta Italia, il coraggio di uscire allo scoperto. Una serie di situazioni che negli anni ha portato tanti cattolici a pensare che in qualche modo l'associazione, fosse la mano della volontà divina contro il dramma della pedofilia nella chiesa. Questo per una serie fortuita di fattori indubbiamente rilevanti, che hanno popolato la storia di questa piccola città. Ma partiamo dalla fine… la panchina viola contro gli abusi sessuali su minori e persone vulnerabili impiantata a Savona il 24 febbraio 2024 in piazza Giulio II. Come dissi allora “ Una panchina colorata di viola non salva i bambini e non cura chi è stato abusato…è la società che deve farlo”. Questa è tuttavia in Italia la prima panchina contro l'abuso sessuale su minori e persone vulnerabili. Ne abbiamo cercate invano altre per aggregarci dando per palesemente scontato ci fosse già un'iniziativa. Invece nulla! Inverosimile che nessuno ci abbia mai pensato, ma i fatti sono questi, per ciò l'iniziativa ha avuto ancora più valore. Il fatto che si sia voluta impiantare proprio nella piazza che porta il nome di Papa Giulio II, non è affatto una casualità invece, ed è da qui che parte la nostra storia e la visione mistica ti tanti cattolici che negli anni la Rete ha soccorso e aiutato. “ Tutta la storia della Chiesa è attraversata da episodi di abusi e violenze sui bambini di cui si sono resi protagonisti anche numerosi pontefici. Dal 366, con Damaso I, fino al 1550, con Giulio III, se ne contano diciassette .” Due di questi sono savonesi oltre che parenti. Parliamo di “ Sisto IV, papa dal 1471 al 1484, noto alle cronache dell'epoca per la sua relazione con un dodicenne. " “ Scrive di Sisto IV il cronista suo contemporaneo Stefano Infessura: «Costui, come è tramandato dal popolo, ei fatti dimostrarono, fu amante dei ragazzi e sodomita, infatti cosa ha fatto per i ragazzi che lo servivano in camera lo insegna l'esperienza; a loro non solo donò un reddito di molte migliaia di ducati, ma osò addirittura elargire il cardinalato e importanti vescovati. Infatti fu forse per altro motivo, come dicono certi, che abbia prediletto il conte Girolamo, e Pietro, suo fratello e poi cardinale di san Sisto, se non per via della sodomia? E che dire del figlio del barbiere? Costui, fanciullo di nemmeno dodici anni, stava di continuo con lui, e lo dotò di tali e tante ricchezze, buone rendite e, come dicono, di un importante vescovato; costui, si dice, voleva elevarlo al cardinalato, contro ogni giustizia, anche se era bambino, ma Dio vanificò il suo desiderio».” Sisto IV era lo zio di Giulio II che diventerà papa nel 1503 e soprannominato “ il papa guerriero ”. Di Giulio II, “nel 1511, si documenta la storia con il piccolo Gonzaga di dieci anni”. Siamo nel 1550 e una pasquinata di allora recita: Ama Del Monte con uguale ardore la scimmia e il servitore. Egli al vago femmineo garzoncello ha mandato il cappello: [nda l'ha nominato cardinale] perché la scimmia, a trattamento uguale, non fa pur cardinale?» *Testo tratto da “ Chiesa e pedofilia ” di Federico Tulli (L'Asino d'oro ed., 2010, pp. 19-21) Certamente ora apparirà più chiaro il motivo e l'importanza simbolica di una panchina contro l'abuso, promossa per la prima volta in Italia dall'unica associazione che si occupa nello specifico di vittime del clero. Per questo si è scelta come primo impianto italiano piazza Giulio II. Quella dedicata allo zio Sisto IV è priva di panchine e perciò esclusa. Ma un altro papa toccherà la storia di Savona. In questo caso non si ha di lui notizia su eventuali tendenze pedofile. Tema che tuttavia riprenderemo immediatamente dopo in quanto la chiesa cattolica come vedremo, nel savonese lascia una storia sanguinosa e decine di vittime fino ai giorni nostri. Parliamo di Pio VII , prigioniero di Napoleone Bonaparte dal 1809 al 1812 proprio a Savona, per l'esattezza prima in via Pia, dove però la possibilità di scarso controllo da parte dei soldati, ben presto richiese un luogo più adeguato. La sua cella divenne la Diocesi di Savona dove ancora oggi, visitando le lussuose stanze dove era prigioniero , si conservano nelle scale interne della servitù gli spioncini, attraverso i quali era sorvegliato a vista. Come si può ammirare ancora oggi invece nel salone dell'ingresso di Villa Cambiaso, l'anomala installazione di una fontana attribuita al Bernini , il quale notoriamente fece quasi unicamente sculture per i papi e il clero. Anomalia che si spiega e direttamente collegata alla prigionia savonese di Pio VII il quale, una volta ...
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