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Revoca del permesso di soggiorno UE e assoluzione penale_ i limiti dell’automatismo amministrativo

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Revoca del permesso di soggiorno UE e assoluzione penale: i limiti dell’automatismo amministrativo
Buongiorno, io sono l’Avvocato Fabio Loscerbo e questo è un nuovo episodio del podcast Diritto dell’Immigrazione.
In questa puntata analizziamo una sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per l’Emilia-Romagna, Sezione Prima, pronunciata il 17 dicembre 2025 e pubblicata il 9 gennaio 2026, che affronta un tema centrale nella prassi: la revoca del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo fondata su una condanna penale successivamente annullata.
Il caso riguarda un cittadino straniero titolare di permesso di lungo periodo, cui la Questura aveva revocato il titolo sulla base di una sentenza di condanna penale di primo grado, ritenuta indice di pericolosità sociale. Successivamente, però, quella stessa sentenza è stata integralmente riformata dalla Corte d’Appello di Bologna, con assoluzione piena perché il fatto non sussiste.
Nonostante ciò, l’Amministrazione ha mantenuto ferma la revoca, senza procedere a una reale rivalutazione della posizione dell’interessato, nemmeno dopo che il TAR, in sede cautelare, aveva ordinato un riesame espresso alla luce dell’assoluzione intervenuta.
Il Tribunale amministrativo accoglie il ricorso con una motivazione netta: venuto meno l’unico presupposto del provvedimento – la condanna penale – la revoca del permesso di soggiorno risulta priva di base giuridica. L’Amministrazione non può fondare le proprie determinazioni su fatti giuridicamente inesistenti, né ignorare un giudicato penale assolutorio sopravvenuto.
La sentenza ribadisce un principio fondamentale: il permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo è uno status stabile e rafforzato, che non può essere inciso attraverso automatismi o valutazioni astratte di pericolosità, ma solo all’esito di una istruttoria attuale, concreta e coerente con la realtà giuridica.
Una decisione di grande rilievo pratico, utile per contrastare revoche e dinieghi fondati su precedenti penali superati e per riaffermare l’obbligo dell’Amministrazione di rispettare il giudicato e le pronunce del giudice amministrativo.
Alla prossima puntata di Diritto dell’Immigrazione.


Questo episodio include contenuti generati dall’IA.
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