Episodi

  • 2.EP.2_QVE-Di crisi in crisi
    Apr 27 2026
    La guerra in Medio Oriente, iniziata il 28 febbraio con l’attacco di Stati Uniti e Israele contro l’Iran, ha trasformato un conflitto regionale in un nuovo e difficilissimo banco di prova per l’Europa, che si trova ad affrontare una nuova e profonda crisi energetica dopo quella del 2022 seguita all’invasione russa dell’Ucraina. Dalla linea delle principali capitali al Consiglio informale di Nicosia, emergono divisioni, limiti politici e tentativi di costruire una risposta comune che potrebbe rivelarsi troppo debole. Al centro ci sono la de-escalation, la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz e la coalizione dei “Volenterosi di Hormuz”. La crisi sta colpendo soprattutto l’economia europea, tra aumento dei prezzi dell’energia, tensioni sul GNL, jet fuel, trasporti e competitività industriale, mettendo alla prova i limiti della risposta europea davanti ai continui shock di un nuovo mondo multipolare.






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    14 min
  • 2.EP.1_QVE-Ungheria: la fine dell’era Orbán
    Apr 15 2026
    La netta vittoria di Péter Magyar e del suo partito Tisza alle elezioni del 12 aprile in Ungheria rappresenta un punto di svolta non solo per il Paese, ma anche per l’Europa, ponendo fine a 16 anni di governo guidato da Viktor Orbán. La sconfitta dello storico leader di Fidesz è stata accolta con favore dalle forze progressiste in tutta l’UE, che hanno visto in Magyar l’uomo capace di spezzare il fronte populista e di riportare Budapest nel solco europeo, pur provenendo dallo stesso ambiente politico conservatore. Non solo, con queste elezioni l’Assemblea nazionale si sposta ulteriormente a destra, mentre la sinistra resta fuori dal Parlamento. Chi è dunque Péter Magyar? Perché gli ungheresi hanno votato per lui? E che cosa significa, per l’Europa, la fine dell’“era Orbán” in Ungheria?
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    11 min
  • EP.55_QVE- Materie prime critiche: la nuova guerra fredda delle filiere (e l’Europa nel mezzo)
    Feb 9 2026
    L’accordo trilaterale tra Unione europea, Stati Uniti e Giappone, annunciato il 4 febbraio a Washington, apre una nuova fase della competizione geopolitica sulle filiere delle materie prime critiche. Al centro c’è lo strapotere della Cina, che domina estrazione e soprattutto raffinazione, controllando i colli di bottiglia decisivi per transizione verde, industria e difesa. Mentre Washington spinge su dazi e “club” commerciali e Bruxelles prova a costruire alleanze, emergono tutti i limiti della strategia europea. A certificarli arriva anche la Corte dei conti UE, che mette in guardia su obiettivi ambiziosi ma poco vincolanti e su una dipendenza dall’estero ancora elevata. La domanda resta aperta: l’Europa è pronta a una vera politica industriale delle materie prime?
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    9 min
  • EP.54_QVE- L'UE, l'India e la geopolitica del commercio
    Feb 2 2026
    Il nuovo accordo di libero scambio tra Unione europea e India firmato a Nuova Delhi il 27 gennaio è stato definito da Bruxelles “la madre di tutti gli accordi”. Un’intesa inseguita per quasi vent’anni e diventata oggi una priorità politica, nel pieno di un contesto globale segnato da guerre, protezionismo e competizione tra grandi potenze. Tra numeri, settori chiave e compromessi sensibili, in questa puntata raccontiamo perché l’India è vista come una scommessa diversa dalla Cina e cosa cambia per l’industria europea. Ma il dossier va oltre il commercio: sicurezza, difesa, spazio, mobilità e geopolitica delle filiere entrano nel pacchetto. Un accordo che rafforza il ruolo della Commissione, ma apre anche una fase delicata di ratifica e confronto politico interno.
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    10 min
  • EP.53_QVE- Le conseguenze del ciclone Trump
    Jan 26 2026
    La presidenza Trump continua a produrre effetti profondi sugli equilibri internazionali e sulla posizione dell’Unione europea. In questa puntata analizziamo le conseguenze di un vero e proprio “ciclone” politico che investe l’Europa su più livelli: dalla sicurezza alla credibilità internazionale, dal commercio alla leadership interna. Dalle dichiarazioni shock sulla Groenlandia — che mettono in discussione confini e sovranità persino tra alleati — allo scontro politico con l’Europa, con Emmanuel Macron spesso nel mirino, Washington testa i limiti della relazione transatlantica e costringe Bruxelles a uscire dalla sua comfort zone.

    Di fronte a un’America sempre più imprevedibile, alcuni Paesi occidentali tornano a guardare alla Cina in chiave pragmatica, tra diplomazia economica e ambiguità strategiche. Ma mentre a Davos si celebrano multilateralismo e ordine globale basato sulle regole, le scelte concrete raccontano un’Europa spesso divisa e incoerente. Il caso dell’accordo UE–Mercosur diventa emblematico di queste contraddizioni, così come il ruolo di una Francia sempre più difficile da decifrare. In questo contesto prende forma un possibile nuovo asse italo-tedesco, con Roma e Berlino che provano a guidare l’Europa a partire dalla politica industriale e dalla competitività.
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    15 min
  • EP.52_QVE- Iran: tra proteste e repressione cosa accade nella Repubblica islamica?
    Jan 19 2026
    Le proteste esplose a fine dicembre 2025 dal Gran Bazar di Teheran hanno rapidamente superato la dimensione economica, trasformandosi in una sfida politica diretta alla Repubblica islamica, repressa nel sangue dalle autorità. Con l’aiuto di Nima Baheli, analista ed esperto di Iran, ricostruiamo l’origine e la natura della mobilitazione, la risposta del regime, le incertezze legate alla successione di Ali Khamenei e l’assenza di una leadership unitaria dell’opposizione. Lo sguardo si allarga poi al contesto internazionale: il ruolo degli Stati Uniti e la minaccia di nuovi attacchi, il sostegno — non privo di ambiguità — di Russia e Cina a Teheran. In chiusura, l’Europa, passata in pochi anni dal protagonismo del JCPOA a una marginalità strategica sempre più evidente.










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    16 min
  • EP.51_QVE- Groenlandia: l’isola che vale un continente
    Jan 12 2026
    Le mire degli Stati Uniti sulla Groenlandia stanno mettendo in seria difficoltà l’Europa e i rapporti transatlantici. Territorio d’oltremare della Danimarca, con appena 57 mila abitanti, la Groenlandia ha una storia segnata da profonde ferite e oggi è diventata un nodo strategico cruciale: per le sue risorse minerarie, ma soprattutto per il controllo delle rotte artiche, sempre più contese tra le grandi potenze a causa dei cambiamenti climatici. L’idea di “acquistare” la Groenlandia non nasce con Donald Trump. Già alla fine dell’Ottocento se ne discuteva, e una prima proposta formale risale al 1946, nel pieno dell’immediato dopoguerra, quando Washington offrì alla Danimarca 100 milioni di dollari in oro per l’isola. Ma cosa vogliono davvero oggi gli Stati Uniti? Qual è la strategia di Donald Trump e quali leve ha l’Europa per rispondere? E soprattutto: è realistica l’ipotesi di un’azione militare per prendere il controllo della Groenlandia con la forza?
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    9 min
  • EP.50_QVE- Consiglio europeo di fine 2025: decisioni cruciali, scelte in ritardo
    Dec 16 2025
    Nel cinquantesimo episodio di Quo Vadis Europa analizziamo il Consiglio europeo del 18–19 dicembre, ultimo vertice dell’anno e snodo cruciale per il futuro dell’Unione. Sul tavolo ci sono decisioni decisive che arrivano però in ritardo, in un contesto segnato da urgenze permanenti e divisioni strutturali tra gli Stati membri. Dall’Ucraina al nodo degli asset russi congelati, passando per il possibile ritorno al debito comune europeo dopo il no della BCE, il vertice mette in luce i limiti politici e giuridici dell’azione europea. Il tutto mentre cresce la pressione internazionale, con la nuova strategia di sicurezza degli Stati Uniti che chiede all’Europa più responsabilità militare, maggiore autonomia e scelte rapide. Spazio poi ai dossier interni più sensibili: il Quadro finanziario pluriennale, stretto tra nuove ambizioni geopolitiche e resistenze dei Paesi “frugali”; le migrazioni, con il Patto su asilo e immigrazione che rischia di riaprire profonde fratture politiche; e l’accordo UE–Mercosur, sospeso tra ambizione strategica e forti opposizioni agricole.
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    13 min