Per ogni mia mezz'ora - Luca Carozzi
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A proposito di questo titolo
Un giorno, sul tram 39, incontra Rachele, una ragazza che lavora in un’acciaieria e che ha una grande passione per il disegno.
Nonostante quello sia il loro primo ed unico incontro, Filippo si innamora di lei e, non incontrandola più in modo casuale, decide di andare a cercarla; tuttavia, egli scopre che Rachele è rimasta vittima di un incidente sul lavoro in cui hanno perso la vita quattro persone.
Trascorre del tempo e Filippo, perdendo entusiasmo verso il suo percorso di studi, inizia a lavorare lui stesso in acciaieria.
Non riesce a smettere di interrogarsi sul destino toccato a Rachele e durante un viaggio di ritorno sul 39 decide di scendere alla fermata in cui sarebbe scesa lei, allungando di mezz’ora il suo tragitto.
Provandone sollievo emotivo, Filippo inizia a saltare quotidianamente la sua fermata e a partire da uno di questi viaggi gli si apre una nuova dimensione onirica in cui egli può vivere con Rachele esperienze che non hanno mai vissuto realmente.
Durante uno di questi “sogni”, la ragazza gli dice addio e da quel momento Filippo non riesce più ad entrare in contatto con lei: questo, tuttavia, gli permette di riavvicinarsi alla realtà e notare un clochard lungo il tragitto.
Filippo sente il bisogno di conoscerlo e scopre che si tratta del padre di Rachele, che gli racconta dell’incidente avvenuto alla figlia e della loro vita precedente.
Il ragazzo capisce che Rachele ha voluto spingerlo verso un obiettivo: aiutare il padre a superare la sua perdita, ma anche altre famiglie che avevano vissuto situazioni traumatiche analoghe.
I due fondano così un’associazione impegnata socialmente per la sicurezza sul lavoro.
Filippo non “incontra” più Rachele, ma molti anni dopo trova sul tavolo di casa sua un quaderno contenente i disegni della ragazza inerenti alle loro avventure sognate sul 39.
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