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Operazione Portobello - Il calvario di Enzo Tortora

Operazione Portobello - Il calvario di Enzo Tortora

Di: OnePodcast
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A proposito di questo titolo

È il 17 giugno 1983 quando Enzo Tortora, volto televisivo all'apice del successo, viene arrestato e costretto a sfilare in manette davanti a telecamere e giornalisti. Alcuni camorristi sostengono che il conduttore di 'Portobello', trasmissione che non scende mai sotto i 20 milioni di telespettatori, spacci droga nell’ambiente dello spettacolo per conto della Nuova Camorra Organizzata del boss Raffaele Cutolo. E i magistrati hanno deciso che Tortora dev'essere processato.
In sei puntate "Operazione Portobello" racconta questa assurda storia attraverso le voci dei protagonisti. Dalla carriera televisiva di Tortora (con la giornalista Edgarda Ferri e Vittorio Giovanelli) al successo della trasmissione Portobello (con Susanna Messaggio, centralinista della trasmissione, e Viviana Paro, figlia del proprietario del pappagallo Portobello). E poi l'arresto (Paolo Martini, il giornalista che anticipò a Tortora la notizia del suo imminente arresto, e Domenico Cagnazzo, comandante della Caserma dei carabinieri in cui Tortora fu condotto).
La "passerella" in manette davanti ai cronisti (con il giornalista Massimo Lugli che era lì per Paese sera), il contesto camorristico (con lo storico della camorra, Francesco Barbagallo), l'elezione al Parlamento europeo coi radicali (con Francesco Rutelli, che ne propose la candidatura) e infine il processo e l'assoluzione finale (con l’avvocato di Tortora, Raffaele Della Valle). La figlia di Tortora, Gaia, e l'ultima compagna del conduttore, Francesca Scopelliti, raccontano il Tortora più intimo e privato. Una ricostruzione arricchita dalle voci degli accusatori che hanno parlato nel corso del processo.

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Scienze sociali
  • Ep.4 - Con Pannella
    Feb 15 2026
    Il partito radicale invita Tortora a candidarsi alle elezioni europee. "Fui io a proporre la sua candidatura durante una riunione dei radicali – ricorda Francesco Rutelli, allora capogruppo del partito di Pannella alla Camera –, sarebbe stato l’emblema della battaglia contro l’abuso dei pentiti e delle campagne giudiziarie a furor di popolo". Intanto Tortora si batte in tribunale. E la sentenza arriva il 17 settembre 1985.

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  • Ep.3 - Il carcere
    Feb 15 2026
    L’accusa, nei confronti di Enzo Tortora, è di associazione a delinquere di stampo camorristico. Da alcuni mesi diversi sedicenti collaboratori di giustizia legati alla camorra hanno costruito una diversa immagine dell’uomo Tortora: non è il gentleman dall’eloquio garbato che la sera va a letto presto addormentandosi con un libro di Stendhal tra le mani ma uno spacciatore di cocaina nel mondo dello spettacolo per conto del boss della Nuova Camorra organizzata, Raffaele Cutolo, a cui ha giurato fedeltà. "Mio padre era stato trasformato in un mostro", racconta la figlia Gaia.

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    44 min
  • Ep.2 - La “passerella“
    Feb 8 2026

    All’alba del 17 giugno 1983, tre carabinieri fanno irruzione nella camera di Tortora all’Hotel Plaza, in via del Corso a Roma. Di lì a breve, Enzo Tortora sarà costretto a “sfilare” davanti a giornalisti e fotografi. «Gli proposi di coprire le manette con qualcosa, magari con il giubbetto – racconta l’allora comandante del reparto operativo della caserma, Domenico Cagnazzo –, e lui mi rispose “no, gli italiani mi devono vedere in manette”».

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