Oltreumano, non oltremondano

La filosofia della Mangusta 08.06

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Oltreumano, non oltremondano

Di: Zap Mangusta
Letto da: Zap Mangusta
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Capitolo VIII - Nietzsche

Perché abbiamo bisogno di Nietzsche oggi? Perché abbiamo bisogno di qualcuno che ci travolga con la sua passione. Perché ama la musica e scrive divinamente. Perché è lungimirante: dice che siamo governati dal Caos e non dalla Ragione e sinché ci ostineremo a pensare il contrario continueremo a stupirci del fatto che le cose non vadano nel modo "giusto". Perché se la prende con la "religione del lavoro" che ci fa consumare un'enorme quantità di forza nervosa che finiamo col sottrarre all'amore e a tutte le nostre emozioni più vere. Perché ci grida in faccia di fermarci a riflettere: che stiamo obbedendo come un "gregge" agli imperativi di una società che ci chiede di fare tutto ciò che vuole, senza farci troppe domande. Perché è vero che è morto folle, ma è meglio che viverci in quel modo.

Episodio 6 - Oltreumano, non oltremondano

Così parlò Zarathustra è il capolavoro di Nietzsche, il suo libro più sofferto e anche quello in cui si mette maggiormente a nudo. Una lettura semi esoterica che richiede molta pazienza e un certo impegno. Ma che poi premia. Non è una lettura facile, però. Perché sciorina miriadi di simbolismi, metafore, apoftegmi che ci sfida impunemente a interpretare, sottolineando i dettagli, tuffandosi nelle allegorie e interpretandone i simbolismi. Ma è una lettura irrinunciabile per chi si interessa di filosofia e non solo. Also sprach Zarathustra è una di quelle poche opere che mal sopporta una lettura consecutiva. È un volume singolare che richiede d'essere tirato giù dallo scaffale ogni tanto e aperto a "sorpresa", per essere sfogliato liberamente, magari saltando da un aforisma all'altro e lasciandosi trasportare dal guizzo, non senza qualche timore, come si fa con Alice nel paese delle meraviglie di Lewis Carroll.

Le mille interpretazioni dell'opera consentono di avventurarsi in un'esplorazione continua, lasciando gran spazio all'interpretazione. È facile identificarsi in Zarathustra, che è un personaggio che vuol abbracciare la vita appieno e allontanare da sé tutte le idee che impediscono di goderla. Ci si esalta con lui. Ci si intristisce con lui. Si può dire che Zarathustra è lo pseudonimo con cui Nietzsche si consacra ai lettori. È la storia di un profeta che scende tra gli uomini per rivelare tutto ciò che ha imparato. Prima di arrivare in paese, si imbatte in un vecchio solitario che cerca di dissuaderlo, mettendolo in guardia sul fatto che non troverà niente di buono laggiù. "Ma quale regalo? Agli uomini poi?" dice scuotendo la testa il vecchio: "Non bisogna dar niente a quelli scellerati".

Ma Zarathustra non si arrende e persevera. Rivela loro che son soli, che "Dio è morto" e bisogna creare un nuovo essere umano che dia più valore alla terra e meno importanza al cielo. La gente non lo ascolta. Allora incalza, annunciando che si sta avvicinando il tempo in cui l'uomo avrà consumato tutti i suoi desideri e che quel giorno farà la sua comparsa sulla terra l'ultimo uomo, il "Letzemensch", il più spregevole di tutti, che però sarà quello che vivrà più a lungo. Prima che questo accada, essi devono lasciarsi sconvolgere da questi cambiamenti "...perché occorre aver un Caos dentro di sé, per poter generare una stella danzante". Anche in questo caso, nessuno se lo fila. Quindi va a tenere i suoi discorsi nel deserto, sinché incontra l'uomo superiore, il Superuomo, l'unico che potrà seguirlo.

Perché bisogna leggerlo? Come si fa a non leggere il libro del filosofo più spirituale dei materialisti, del più razionale tra gli irrazionalisti, del più religioso degli anticristiani e anche del più idealista degli antidealisti? Appunto, non si può.

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