OLBOBLO - 9 - Scacco matto copertina

OLBOBLO - 9 - Scacco matto

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Scacco matto è un’opera di Alessia De Battista. È stata realizzata nel 2024 presso l’Accademia di Belle Arti di Verona e forma oggi parte della terza edizione della mostra OLBOBLO del Dipartimento di Lingue e Letterature Straniere - Università di Verona.

Dal vano scale del piano mezzanino continuiamo a salire verso il secondo piano: troviamo l’opera nell’angolo a sinistra del pianerottolo. L’opera rappresenta una scacchiera, con una partita in corso, posata su un piccolo tappeto nei toni del rosso e del nero. Una lastra di zinco è posizionata dietro alle pedine bianche.

Scacco matto, composto di legno, scacchi e una lastra di zinco, utilizza il gioco degli scacchi come metafora dei rapporti di potere e delle disuguaglianze presenti nella società. Attraverso la pratica della postproduzione, la tradizionale struttura del gioco viene alterata per mettere in discussione l’idea di una competizione fondata su condizioni realmente paritarie.

Sulla scacchiera, le pedine nere sembrano aver raggiunto una posizione di vantaggio dal momento che si trovano in condizione di scacco matto nei confronti del re bianco. Tuttavia, dietro un muro metallico si nasconde un secondo gruppo di pedine bianche, di dimensioni maggiori, irraggiungibili e invisibili alle pedine in gioco.

L’apparente vittoria si rivela così un’illusione: le regole del gioco non sono realmente uguali per tutti e ciò che appare come un confronto equilibrato è in realtà condizionato dalla presenza di poteri invisibili e strutturalmente più forti.

L’opera riflette sui meccanismi di esclusione e sulle gerarchie sociali, interrogando la possibilità di un reale riequilibrio dei rapporti di potere. Il gioco, tradizionalmente fondato su regole condivise, diventa quindi uno strumento per evidenziare come le condizioni di partenza possano essere profondamente diseguali e come alcune forme di potere possano rimanere invisibili proprio a chi ne subisce gli effetti.
Scacco matto invita lo spettatore a interrogarsi sulla natura delle regole sociali e sulla possibilità di riconoscere e mettere in discussione quelle strutture che determinano, spesso senza essere immediatamente visibili, chi può agire, chi può vincere e chi è destinato a rimanere escluso.
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