OLBOBLO - 3 - Bios
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A proposito di questo titolo
L’opera, posta su un piedistallo di ferro battuto, è costituita da una radice levigata e lavorata, concepita per accogliere piccole composizioni di fiori, muschi, funghi e piantine realizzati in plastica di vario genere. “Là dove un tempo scorreva linfa, ora pulsa una nuova materia”. βίος, dal greco antico “vita”, è un termine che non indica semplicemente la vita come forza biologica (zoé), ma la forma di vita: quella che si struttura, si racconta e si modella attraverso i gesti, la cultura e la materia.
Una vita che non è solo istinto, ma scelta, evoluzione, mutazione. È in questa chiave che l’opera propone una visione paradossale: un futuro in cui la plastica, materia immortale, non si limita a contaminare, ma si innesta nei processi vitali, diventando parte del vivente. Con tono provocatorio, l’opera invita a riflettere su una possibile “natura del futuro”, dove ciò che consideriamo inorganico trova un modo per diventare vivo, sfruttando le risorse della terra e modificando il concetto stesso di vita.
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