Non al denaro non all'amore né al cielo, Un malato di cuore (Francis Turner) copertina

Non al denaro non all'amore né al cielo, Un malato di cuore (Francis Turner)

Non al denaro non all'amore né al cielo, Un malato di cuore (Francis Turner)

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Parliamo dell’ultimo brano che tratta il tema dell’invidia, anche se con un epilogo diverso rispetto ai personaggi precedenti del concept album.

Il malato di cuore, per Edgar Lee Masters Francis Turner, è una persona che, fin dalla nascita, a causa di una cardiopatia, vive una vita a metà, una vita priva di eccessi, una vita che De André descrive nei versi “e mai poter bere alla coppa d’un fiato ma a piccoli sorsi interrotti.”.

E’ il finale del brano il seme che fa germogliare un sentimento che poco si abbina all’epilogo dei personaggi precedenti. A differenza del matto, del giudice e del blasfemo, infatti, il malato di cuore vive la sua vendetta nei confronti della malattia ma mai nei confronti degli altri.

E’, probabilmente, questo, il pezzo con le immagini più nitide e i passaggi più espressivi dell’intero album. L’ascoltatore può immedesimarsi, facilmente, in questa vita che inizialmente viene soltanto “narrata dagli occhi”. Per poi sfociare nel contatto tra il malato di cuore e l’amore, in una forma molto più concreta, corporale di quanto non sia l'originale: “Ma che la baciai, per dio, sì lo ricordo...”. Mentre Masters infatti parla del “giardino di acacie, di catalpe e di pergole”, De André si concentra sul contatto tra i corpi (le “sue cosce color madreperla”) e sulle emozioni che ne derivano e che condurranno il protagonista ad avere “... il cuore ormai sulle labbra ...”, prezzo caro da pagare.

Tuttavia parliamo di un brano che non trasmette tristezza o negatività proprio perché si conclude con l’aver vissuto l’amore, dopo averlo bramato per tutta una vita.

Come disse Fernanda Pivano che, dopo aver ricevuto l’antologia da Cesare Pavese, ricorda di averla aperta a caso e che gli occhi le caddero proprio su “Francis Turner”:

La aprii proprio a metà e trovai una poesia che finiva così “mentre la baciavo con l’anima sulle labbra, l’anima d’improvviso mi fuggì”. Chissà perché questi versi mi mozzarono il fiato: è così difficile spiegare le reazioni degli adolescenti.”.

Da sottolineare una piccola diversità rispetto all'originale: Masters, probabilmente legato alla volontà di intrecciare tra loro le storie dei defunti, dà un nome alla protagonista femminile della poesia, Mary, mentre De André non dà riferimenti specifici.


Per maggiori informazioni sull'album: ⁠⁠https://deand.re/to/#U-BftA8⁠⁠

Informazioni su Lucia Lamboglia: ⁠⁠https://instagram.com/lucia.lamboglia⁠⁠

Informazioni su Stefano De Castelli: ⁠⁠https://www.facebook.com/stefano.decastelli⁠⁠

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Bibliografia: ⁠⁠https://deand.re/to/#dPGBHSF⁠⁠

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