Naufraghi e Naufragi
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A proposito di questo titolo
di Anna Vivarelli, con le illustrazioni di Amedeo Macaluso, Sinnos
Primo libro del gruppo Pezzettini dei Piccoli, lettori e lettrici 8-10 anni del Bibliopoint Lucas.
Dieci avventure ispirate a fatti realmente accaduti, a volte, talmente incredibili da ispirare romanzi in cui la realtà ha decisamente superato la fantasia. La prima avventura di questo libro si svolge nell’oceano Atlantico, su un’isola rocciosa lontana da tutto che si chiama Georgia del sud: il clima è crudele, il paesaggio è bello da togliere il fiato. L’isola ospita una chiesa bianchissima e un minuscolo cimitero, 64 tombe in tutto e, fra queste, c’è anche quella di uno dei più celebri esploratori di tutti i tempi: Ernest Shackleton.
Ernest Shackleton era un esploratore dei ghiacci e nel 1914, a capo della spedizione Endurance, tenta di attraversare via terra l’Antartide via terra, da mare a mare. In pratica, una follia. Il 19 gennaio 1915, a meno di cento miglia dal continente antartico, l’Endurance restò intrappolata nel ghiaccio. Per mesi i marinari vissero con temperature intorno ai -45° C, su instabili lastroni di ghiaccio galleggianti, a migliaia di chilometri dal più vicino luogo abitato, costretti a razionare il cibo, sopportando l’insopportabile. All’inizio di aprile, quando la banchina cominciava a incrinarsi i più decisero di raggiungere con delle scialuppe l’isola più vicina, Elephant Island. Da quel mare non passava nessuno. Shackleton sapeva che c’era da quelle parti una stazione baleniera dove avrebbe potuto chiedere soccorso. Consapevole dei rischi che avrebbe corso, Shackleton, caricò a bordo di una scialuppa alcune provviste: sapeva che lui e suoi compagni potevano non sopravvivere alla traversata. Iniziava l’inverno antartico, era il 24 aprile 1916, ma c’erano ventidue naufraghi da recuperare sull’Isola dell’Elefante e da riportare a casa.
Se l’impresa dell’Endurance e di Shackleton fosse frutto dell’immaginazione diremmo: non è possibile, come hanno fatto a sopravvivere? E poi, questo Shackleton, sembra un supereroe, ma che poteri ha? E invece è una storia vera.
Le storie di questo libro ci raccontano proprio come il coraggio non si compra: o ce l’hai o lo perdi e nelle situazioni di estremo pericolo si scoprono lati di sé, risorse, che non si pensava di avere. Ma non serve per forza imbarcarsi per l’altro capo del mondo: si può naufragare anche tra le nuvole, nelle vie di una città, in un deserto, dentro una passione amorosa: si abbandona la terraferma, si naviga in mare aperto, ci si imbatte in uno scoglio o in una tempesta, si sbarca su una spiaggia ignota, ci si perde e ci si ritrova. Basta solo un libro.
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