• ’Ndrangheta, il cuore europeo della cocaina: come i clan calabresi dominano il traffico globale
    Jan 28 2026
    La ’ndrangheta è diventata nel tempo il principale snodo europeo del traffico internazionale di cocaina, un ruolo conquistato senza clamore ma con una continuità operativa che non ha eguali nel panorama criminale globale. La sua forza non risiede nella violenza esibita o nel controllo militare del territorio, bensì in un modello fondato su affidabilità, relazioni dirette con i produttori e capacità finanziaria. I clan calabresi hanno saputo trasformarsi da organizzazione radicata in una regione marginale del Sud Italia in un attore centrale delle rotte mondiali della droga, capace di dialogare alla pari con i grandi fornitori sudamericani e di gestire flussi di cocaina su scala industriale.
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  • Bacrimin Colombia: l’eredità armata dei paramilitari e il nuovo potere criminale
    Jan 21 2026
    In Colombia le BACRIM non rappresentano una fase di transizione né una patologia temporanea del conflitto interno. Sono, piuttosto, l’esito finale di un processo incompiuto, la forma che il potere criminale ha assunto dopo la smobilitazione formale dei paramilitari.
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  • Joaquin Guzman Lopez si pente e mette nei guai il Cartello di Sinaloa
    Jan 14 2026
    La dichiarazione di colpevolezza di Joaquin Guzman Lopez, erede diretto di Joaquin El Chapo Guzman Loera e figura di primo piano del cartello di Sinaloa, segna una fase cruciale nella lenta demolizione dell’impero criminale costruito dallo storico boss. Arrestato negli Stati Uniti nel luglio 2024, il 39enne ha ammesso la propria responsabilità per traffico internazionale di droga e per attività criminali continuative, reati che potrebbero condurlo a una condanna compresa tra dieci anni di carcere e l’ergastolo.
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  • Il nuovo volto dei narcos colombiani
    Jan 7 2026
    Per anni l’immaginario collettivo ha associato la Colombia alla figura monolitica del cartello: Medellín, Cali, i fratelli Rodríguez Orejuela, Pablo Escobar. Oggi quella stagione è finita, ma non il narcotraffico. Anzi, l’industria della coca si è frammentata in una costellazione di gruppi che controllano territori, rotte e laboratori con una struttura più liquida, più moderna e, in molti casi, ancora più difficile da contrastare. Il “cartello colombiano” non è più un’unica cupola, ma un ecosistema criminale plurale, dove interessi locali, guerriglie, ex paramilitari e broker internazionali si intrecciano senza sosta.
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  • Ascesa e metamorfosi del Cártel del Noreste
    Dec 31 2025
    Nel panorama ormai frammentato del narcotraffico messicano, un nome si è imposto negli ultimi anni con una rapidità che sorprende anche gli investigatori più esperti: il Cártel del Noreste, erede diretto e brutale degli Zetas, emblema della deriva militarizzata che ha trasformato la criminalità organizzata in forza paramilitare. La sua capitale operativa è Nuevo Laredo, città di frontiera dove ogni camion, ogni container, ogni passaggio verso il Texas può valere milioni di dollari. È qui che il cartello ha costruito il suo regno, sfruttando il collasso degli Zetas e riorganizzando le vecchie strutture in un’entità più agile, più feroce e ancora più imprevedibile.
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  • La guerra ai narcos messicani di Donald Trump
    Dec 24 2025
    Decine di detenuti considerati tra i criminali più temuti del Messico sono stati prelevati dalle loro celle, ammanettati mani e piedi e fatti salire su jet militari sotto un livello di sicurezza che ricorda le operazioni antiterrorismo. A bordo c’erano figure di primissimo piano del narcotraffico: capi dei cartelli responsabili dell’invio di montagne di eroina, fentanyl, cocaina e metanfetamine verso il mercato statunitense. Uomini che, persino dietro le sbarre, continuavano a gestire affari miliardari grazie a una rete di corruzione tale da permettere loro di ricevere armi, droga, alcol, prostitute e telefoni cellulari con cui dirigere sequestri, omicidi e spedizioni internazionali. Ma ora è tutto finito.
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  • II Cartel Jalisco Nueva Generación in Europa: la nuova frontiera del narcotraffico messicano
    Dec 17 2025
    L’Europa non è più soltanto un mercato da rifornire: è diventata un’estensione strategica dell’impero criminale del Cartel Jalisco Nueva Generación. Da alcuni anni i servizi di intelligence europei — soprattutto olandesi, portoghesi, spagnoli e belgi — descrivono una presenza messicana sempre più strutturata. Non si tratta di cellule armate o di “plaza” come in Messico, ma di una rete di broker, chimici, facilitatori e uomini di fiducia che operano sotto traccia, incrociando i clan europei già attivi sulle principali rotte della cocaina.
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  • Le rotte globali del Primeiro Comando da Capital e gli uomini che le controllano
    Dec 10 2025
    Il traffico di cocaina che dalle selve boliviane attraversa il Brasile e approda in Europa non è solo un flusso di merci illegali: è la prova dell’evoluzione di un gruppo criminale che ha smesso da tempo di essere un fenomeno locale. Il Primer Comando da Capital (PCC), nato nelle carceri di São Paulo, è diventato un organismo transnazionale capace di modellare le rotte del narcotraffico globale grazie a una leadership che, pur detenuta, continua a esercitare un potere silenzioso ma assoluto.
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