Napolification con Ugo Di Fenza e Alvar Altissimo
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Per parlarne abbiamo invitato due persone che con questa faccenda hanno il pregio raro di non essere né neutrali né noiose. Ugo Di Fenza, con il suo Gesù di Napoli, ha capito che per raccontare decentemente una città ridotta a parodia di se stessa non bastava una sociologa di pregio internazionale: serviva Cristo. E infatti lo ha fatto scendere davvero in terra, tra le strade del centro storico di Napoli, in mezzo agli spritz maradoniani, alle idolatrie calcistiche, ai rifiuti, ai B&B e agli influencer, con un risultato che ha la sventura di essere molto più realistico di quanto dovrebbe. Il suo Gesù guarda, si indigna, si aggira in città incredulo e - da buon Salvatore - prova a capire se c’è ancora qualcosa da salvare. A dialogare con Ugo ci sarà Alvar Aaltissimo, che da anni pratica con una certa eleganza una disciplina acrobatica poco riconosciuta: la demolizione ironica dei dispositivi con cui l’architettura, il design e l’urbanistica confezionano il mondo per renderlo - sì ben impaginato -- ma anche profondamente inaccessibile. Il suo punto di vista sulla realtà ci aiuta a non naufragare nella retorica della città creativa, partecipata, orizzontale e consapevole. Alvar Aaltissimo, insieme a Fabrizio Esposito — il suo tirocinante non retribuito — guarda le città, le smonta, le spinge un poco più in là, finché non si vede bene il trucco.Questa puntata non serve a dire che Napoli è finita o perduta per sempre. Serve piuttosto a chiederci quando una città comincia a somigliare più alla propria rappresentazione che a se stessa e, soprattutto, quando l’identità di una città riesce a essere una forma di riconoscimento e quando, invece, diventa un servizio accessorio.In altre parole: una conversazione su chi mangia Napoli, chi la serve, chi la racconta, chi la mette in vetrina e chi — come noi — continua ostinatamente ad abitarla e a cercarla.
Ospiti:
Ugo Di Fenza / Gesù di Napoli
Alvar Aaltissimo
Host:
Azeb Lucà Trombetta
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