Episodi

  • Pamela Genini: uccisa dall'ex, decapitata da morta. Chi non riusciva a lasciarla andare?
    Jul 7 2026
    Pamela Genini aveva 29 anni. Il 14 ottobre 2025 è stata uccisa nella sua casa di Milano dall'ex compagno Gianluca Soncin, con 76 coltellate. Un femminicidio che poteva essere evitato: un anno prima, al pronto soccorso di Seriate, Pamela aveva risposto sì a quattro domande su cinque del questionario di rischi, inclusa "crede che lui sia capace di ammazzarla?" Il codice rosso non è mai scattato. Ma la storia di Pamela non finisce con la sua morte. Il 23 marzo 2026, al cimitero di Strozza, gli operai delle pompe funebri aprono il loculo per trasferire il feretro nella tomba di famiglia. Trovano la bara manomessa, sigillata con silicone. E la testa di Pamela non c'è più. Qualcuno è entrato in quel cimitero, ha aperto la bara, ha decapitato il corpo, ha lasciato un mazzo di fiori, e ha richiuso tutto con cura. Non è un atto vandalico. È qualcosa di molto più complesso. In questo caso si intrecciano il fallimento del sistema di protezione alle vittime di violenza, la psicologia dell'ossessione che non si ferma nemmeno davanti alla morte, la criminologia del possesso post-mortem e una connessione con la tradizione cristiana cattolica delle reliquie che nessuno ha ancora analizzato pubblicamente. Francesco Dolci, 41 anni, è l'unico indagato per la profanazione. La sua testa non è ancora stata trovata. Le analisi forensi del RIS di Parma e del LABANOF sono in corso. Il processo a Soncin è appena cominciato. Chi non riusciva a lasciarla andare? Chi ha portato via la sua testa?

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    30 min
  • GARLASCO: Condannato l'uomo sbagliato. Tra corruzione e silenzi. Quanti sapevano?
    Jun 23 2026
    Nel delitto di Garlasco, Alberto Stasi ha scontato anni di carcere. Ma le nuove indagini hanno fatto emerge una verità che forse non corrisponde a quello che è davvero accaduto quel giorno del 13 agosto 2007. Era davvero lui il colpevole? In questo video ho intervistato l'avvocato penalista Giuseppe Sodano che ha analizzato il caso senza filtri: la solidità dell'ipotesi di corruzione, le anomalie processuali, il ruolo di Andrea Sempio — e la domanda che nessuno vuole fare ad alta voce: quanti sapevano? Grazie alle sue parole, inoltre, capiremo alcuni concetti prettamente giuridici che solo un legale poteva chiarire e approfondiremo anche l'eventualità in cui si arrivasse ad una revisione del processo che ha condannato Alberto Stasi a 16 anni nel 2015.

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    2 ore e 9 min
  • GARLASCO: L'impronta 33 è davvero la pistola fumante?
    Jun 18 2026
    L'impronta 33. Un palmo sul muro, a pochi centimetri dal corpo di Chiara Poggi. Per 18 anni quella traccia non ha avuto un nome. Poi, nel 2025, la Procura di Pavia incarica due esperti di chiara fama, Il tenente colonello e dattiloscopista Gianpaolo Iuliano e il criminalista e dattiloscopista Nicola Caprioli, che la attribuiscono al palmo destro di Andrea Sempio con 15 minuzie dattiloscopiche. Ma la difesa attacca: 15 minuzie non bastano. Ne servono almeno 16 o 17. Ma siamo sicuri che per attribuire un'impronta servano davvero così tante minuzie? E soprattutto: come mai per l'attribuzione fatta ad Alberto Stasi per le sue impronte non vigeva la stessa accortezza? In questo video affrontiamo insieme il paradosso che nessuno ha ancora messo sul tavolo, esperimenti che dimostrano la presenza di sangue sull'impronta, e un software normalmente usato dalla NASA che conferma quella stessa conclusione. Siamo davanti alla c.d. "pistola fumante" e finalmente davanti alla verità per il delitto di Chiara Poggi?

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    29 min
  • GARLASCO: La Camminata che Condannò Stasi. E se la sua Impronta ci fosse sempre stata?
    Jun 11 2026
    Il 13 agosto 2007, Alberto Stasi entra nella villetta di via Pascoli 8 a Garlasco e trova il corpo della sua fidanzata Chiara Poggi. Ma quella mattina, sul pavimento insanguinato, le sue scarpe non lasciano traccia. I tappetini della sua Golf sono negativi al luminol. E per la Corte d'Assise d'Appello di Milano, questo basta: Stasi non è entrato. Stasi ha mentito. Stasi è il colpevole. Poi arriva la perizia Testi, afferma che la probabilità che Stasi avesse attraversato quella casa senza calpestare sangue era dello 0,00038 per cento. Praticamente zero. E oggi, alla luce delle nuove indagini, quella certezza processuale mostra crepe che non possono essere ignorate. La suola usata nelle sperimentazioni non era quella di Stasi. Il soggetto che ha simulato la camminata pesava venti chili in più. Il sangue era in gran parte secco al momento del ritrovamento. Le scarpe sono state sequestrate diciannove ore dopo — dopo ore di cammino su asfalto, ghiaia, prato. E su quel pavimento insanguinato, nelle fotografie originali del 2007, c'è una traccia a forma di V che il RIS di Cagliari nel 2025 ha ritenuto degna di accertamenti tecnici. Una traccia compatibile con la suola delle Lacoste di Alberto Stasi. Se quella traccia fosse sua, significherebbe che Stasi è entrato esattamente come ha sempre detto. Il che significa che i tappetini negativi non provano nulla e la catena logica su cui si regge anche la condanna si chiude su se stessa.

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    48 min
  • Caso Pietracatella: Antonella e Sara uccise con la Ricina, il "veleno del chimico"
    Jun 2 2026
    Il 27 dicembre 2025, a Pietracatella, un piccolo paese del Molise, Antonella Di Ielsi e sua figlia Sara Di Vita muoiono a distanza di poche ore l'una dall'altra. I sintomi sembrano quelli di una comune intossicazione alimentare. Le analisi tossicologiche raccontano una storia completamente diversa: nel loro sangue c'è ricina, uno dei veleni più letali al mondo. Nel sangue degli altri familiari presenti, nessuna traccia. In questo episodio analizzo il caso di Pietracatella dalla prospettiva forense e scientifica: cos'è la ricina, come agisce, perché è così difficile da rilevare — e cosa ci dicono le indagini fino a oggi. Oltre cento testimoni sentiti, sette dispositivi sequestrati, una perizia informatica in corso. Il cerchio è ristretto. Il movente, secondo gli inquirenti, è familiare. Il caso è ancora aperto. Chi seguiva Breaking Bad conosce già questo veleno. Walter White lo sceglieva per una ragione precisa. Quella ragione, purtroppo, è reale.

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    19 min
  • GARLASCO. Perizia Cattaneo: lesioni, tracce e arma del delitto. E il Portavaso, che fine ha fatto?
    May 26 2026
    Il 13 agosto 2007 Chiara Poggi viene uccisa a Garlasco. Diciotto anni dopo, la Procura di Pavia non si accontenta. Nomina la professoressa Cristina Cattaneo, direttrice del Labanof, Università di Milano, e le chiede di tornare su quel corpo con tecnologie che nel 2007 non esistevano. 185 pagine. Depositate il 23 febbraio 2026. L'ora della morte, le lesioni, le tracce lasciate dall'arma, i segni di difesa sul corpo di Chiara, alcuni mai descritti nell'autopsia originale. Gli oggetti recuperati dal Cavo Bozzani. Le misure antropometriche di Andrea Sempio, indagato nel nuovo procedimento. Un lavoro immenso, senz alcun dubbio. Ma poi, una sola domanda alla quale la consulenza non risponde: il portavaso, che fine ha fatto?

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    39 min
  • GARLASCO: 310 pagine che smontano tutto ciò che sapevamo sul delitto Poggi
    May 19 2026
    13 agosto 2007. Chiara Poggi viene trovata morta nella villetta di via Pascoli 8 a Garlasco. Ha 26 anni. È sola in casa. Per quasi vent'anni, la giustizia italiana ha seguito una sola pista: Alberto Stasi, il fidanzato, condannato in via definitiva nel 2015 a 16 anni di reclusione. Ma le indagini non si sono mai davvero fermate. Nel 2016 emerge per la prima volta il nome di Andrea Sempio — amico del fratello di Chiara, residente a Garlasco, a poche centinaia di metri dalla villetta. Un profilo genetico compatibile con il suo viene individuato sotto le unghie della vittima. Il fascicolo viene aperto, poi archiviato. Nel 2023 riprende tutto da capo, con nuove tecnologie e una nuova delega investigativa. Nel 2025 la genetista nominata dal GIP di Pavia conferma: quel profilo biologico è compatibile con la linea paterna della famiglia Sempio. Non con Stasi. Il 21 aprile 2026 il Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Milano deposita alla Procura di Pavia 310 pagine di indagini su Andrea Sempio. Intercettazioni ambientali, tabulati, perizie, diari sequestrati, analisi della scena del crimine. Un documento che rimette in discussione ogni certezza. Il 7 maggio 2026 la Procura chiude le indagini e notifica ad Andrea Sempio il 415 bis. Le aggravanti contestate: crudeltà e motivi abietti. Questo è solo il primo di una serie di approfondimenti sulla #discovery C'è ancora molto da raccontare.

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    1 ora
  • GARLASCO: in Arrivo un Elemento che Cambierà Tutto? Con Andrea Ferretti di Garlasco Channel
    May 5 2026
    Andrea Ferretti, fondatore di Garlasco Channel, è oggi una delle voci più informate sul caso che continua a dividere l'opinione pubblica italiana a quasi vent'anni dall'omicidio di Chiara Poggi. In questa intervista lo abbiamo ascoltato a tutto campo: il suo percorso di divulgatore, il lavoro quotidiano di osservazione del caso, le contraddizioni che secondo lui non sono mai state davvero affrontate. E poi un passaggio che resterà sospeso — perché alcune informazioni, ancora coperte da segreto investigativo, non possono essere rivelate. Ma quello che traspare, anche in ciò che non viene detto esplicitamente, è chiaro: qualcosa sta per emergere. Un elemento che, se confermato, potrebbe cambiare profondamente la lettura del caso Garlasco così come lo conosciamo. Quello che potete ascoltare in questo video è la voce di chi, su questo caso, sa molto di più tra i divulgatori e oggi prova a raccontarci, fin dove può, ciò che si muove dietro le quinte.

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    1 ora e 19 min