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Lo splendente 700 roveretano

Lo splendente 700 roveretano

Di: Regiostoria podcast
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Rovereto viene ancora oggi ricordata come l'Atene del Trentino: un'espressione che fu coniata nel Settecento, quando nella città della Quercia sorse l'Accademia degli Agiati, che vive ancora oggi. Il segretario dell'associazione ci spiega la storia degli Agiati, e quali furono i personaggi che fecero la storia. Ma con i nostri esperti, vi racconteremo in questa serie anche l'incredibile sviluppo di Rovereto nel secolo diciottesimo come polo industriale e commerciale. Infine, due piccole chicche: la produzione poetica del Givanni, uno degli Agiati, che scrisse però in dialetto, con elegante vena ironica. E una puntata dedicata alla moda (femminile e maschile) che nel Settecento è una questione di prestigio sociale.Copyright Regiostoria podcast Mondiale
  • 5 - Moda, feste ed erotismo: il Settecento lagarino, splendente e gaudente
    Jun 19 2026
    Parrucche, ciprie, nei posticci da applicare per segnalare la propria disponibilità, abiti di seta e velluto con generose scollature; ed anche feste, concerti, e scampagnate bucoliche nell'Arcadia ricreata in Destra Adige. Il Settecento in Val Lagarina fu un periodo turbinoso di eventi, ricchezza ostentata e gioia di vivere (per chi era abbiente). Eccovi il racconto di un secolo spensierato e solo apparentemente frivolo: se da una parte nasceva l'Accademia degli Agiati, dall'altra si viveva di toelette e dediche galanti in versi. Prima del ritorno del puritanesimo ottocentesco.
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    21 min
  • 4 - Industria e commercio, quando la seta era l'oro di Rovereto
    May 8 2026
    L'industria della produzione della seta ha vissuto tre secoli d'oro a Rovereto: mentre la città di Trento, a fine '500, accolse ma poi respinse i primi imprenditori che volevano produrla, la Città della Quercia (grazie all'eredità culturale della Serenissima, Repubblica fondata sui commerci) sviluppò con grande liberalità un vero "distretto industriale", che portò lavoro, ricchezza e benessere. Lo storico Roberto Antolini ci racconta l'epopea della splendente intrapresa. A cominciare dai casi di "spionaggio industriale" che sei secoli fa fecero la differenza, fino alle innovazioni tecnologiche legate all'energia dell'acqua (in questo caso, del torrente Leno).
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    27 min
  • 3 - Givanni, l'Accademico roveretano che scriveva in dialetto
    Mar 21 2026
    Tra i fondatori dell'Accademia degli Agiati di Rovereto, nel Settecento, c'era un personaggio a cui oggi guardiamo con simpatia: il sacerdote Giuseppe Felice Givanni, che del sodalizio fu anche il primo segretario. Mentre i famosi Tartarotti e Vannetti dissertavano nella "toscana favella", scegliendo l'italiano per la prima volta come lingua di divulgazione, il Givanni rivendica l'uso del dialetto roveretano, allora largamente parlato. Lo fa per riaffermare le sue umili origini, sferzando con la sua satira sia i cattivi comportamenti del clero (a cui apparteneva), sia della nobiltà cittadina. Ecco chi era e che cosa scriveva, a cominciare dalla sua divertente sentenza: "i siori, quando che i fa en pét, i ghe dis sanità". Fra novelle, componimenti d'occasione e rime.
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    28 min
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