L'inquietudine
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Per i Greci e i Romani un'eclissi annunciava guerre, carestie e la morte dei sovrani. Nella Cina antica il vento era uno dei principali veicoli di malattia. Nell'India antica si temeva di passare sotto l'ombra di un malato. Oggi temiamo di parlare in pubblico, di essere giudicati, di fallire un esame.
Cambiano gli oggetti, resta il meccanismo. In questa puntata Luca Stanchieri distingue la paura dall'inquietudine, e mostra cosa accade quando l'amore per la vita fallisce nella sua prima forma. La paura è un'emozione: è sempre paura di qualcosa di determinato, e si spegne quando il pericolo passa. L'inquietudine è un sentimento: il suo oggetto non è mai attuale, è sempre probabile, atteso, immaginato. Diventa una postura verso il mondo — l'attesa permanente di un pericolo.
Da qui nascono quelli che Luca chiama i fantasmi: immagini persecutorie che non sono mai casuali, ma calibrate con precisione sulla nostra specifica fragilità. Chi teme l'esclusione immagina di restare solo; chi dubita delle proprie capacità immagina di essere smascherato; chi teme il proprio corpo si autoosserva in attesa del sintomo.
La puntata attraversa anche la distinzione tra crisi sentimentali e crisi paradigmatiche — con due episodi personali, la crisi religiosa a dieci anni e l'incontro con il coaching che portò alla revisione da cui nasce il coaching umanistico. E arriva al punto in cui l'inquietudine entra in crisi: quando si scopre che, invece di difendere la vita, la restringe.
Chiude con un allenamento: distinguere i pericoli reali da quelli probabili, e chiedersi quale debolezza rivela ogni paura.
Luca Stanchieri è psicologo, coach e fondatore della Scuola di Coaching Umanistico dal 2004.
Per saperne di più sulla Scuola: scuoladicoaching.it