In questa intervista di Libè Lulà – Volo di ritorno all’essenza, incontriamo Vito Zurzolo, Naturopata, Operatore Olistico del Benessere ed esperto di Medicina Cinese tradizionale, fondatore della Scuola Kirone, istituto di formazione per naturopati e operatori olistici.
Fin da giovanissimo, Vito inizia ad avvicinarsi a tematiche che all’epoca erano ancora poco diffuse, come la macrobiotica, la meditazione, lo shiatsu e la medicina cinese.
Una ricerca autentica, nata dall’ascolto e dall’esperienza diretta, che negli anni si trasforma in una vera vocazione al servizio dell’essere umano.
Nel dialogo emergono con forza le sue radici familiari. Cresce in una famiglia semplice, profondamente legata all’arte e alla musica. I fratelli sono musicisti: Rino Zurzolo, suo fratello, storico bassista di Pino Daniele, oggi non c’è più; Marco è musicista e la sorella più piccola è cantante.
Essere il primogenito segna profondamente il suo modo di stare nel mondo, portandolo ad assumersi responsabilità molto presto e a sviluppare naturalmente una qualità di guida.Uno dei momenti più intensi dell’intervista è il racconto della scelta di rottura: lasciare improvvisamente una carriera sicura come dirigente in una multinazionale a Milano.
Un vero salto nel vuoto, compiuto senza garanzie, affidandosi a qualcosa di più grande. Una scelta fatta chiudendo gli occhi, con la consapevolezza che ciò che accade risponde a un ordine più ampio.
È qui che prende forma uno dei suoi mantra più profondi:“Tutto è perfetto così com’è.”
Un altro passaggio chiave del suo cammino è l’incontro con Osho, che diventa una fonte di ispirazione profonda e una guida nel suo percorso personale e professionale.
Gli insegnamenti e le meditazioni di Osho continuano ancora oggi a vivere all’interno della Scuola Kirone, integrati nella formazione come strumenti di consapevolezza, presenza e trasformazione interiore.Vito parla poi del suo lavoro e dei metodi che ha ideato, nati dall’esperienza diretta e dall’ascolto profondo delle persone.
Racconta il Washia, un trattamento in acqua termale da lui inventato, e un percorso psico-emozionale sul lettino, che permette al corpo di ricevere messaggi profondi senza forzature.
Due approcci diversi ma complementari, uniti dalla qualità della presenza.Uno dei temi centrali dell’incontro è la fiducia.
Quando una persona si affida a un operatore, la fiducia diventa l’elemento più importante.
La tecnica, spiega Vito, è solo uno strumento di passaggio: ciò che fa davvero la differenza è la presenza, la capacità di ascoltare ciò che accade nello spazio dell’incontro.
Si parla anche di autoguarigione.
Quando qualcosa entra in risonanza, il corpo e l’essere umano ritrovano equilibrio, permettendo al sistema di rimettersi in movimento in modo spontaneo.
Nel dialogo emerge una visione profondamente olistica dell’essere umano, come integrazione di corpo, mente e spirito.
Nulla è separato: ciò che si muove su un piano si riflette inevitabilmente sugli altri.Infine, Vito condivide il suo perché oggi: un intento che non è solo personale o professionale, ma anche sociale, nel senso più alto del termine.
Un lavoro che guarda al benessere individuale come parte di una responsabilità collettiva, dove la guida diventa servizio e l’accompagnamento un atto di presenza consapevole.
Un incontro che parla di scelte, fiducia, ascolto e integrazione, e che invita a tornare all’essenza, là dove corpo, emozioni e spirito possono finalmente dialogare.
Ascolta l’intervista completa per lasciarti accompagnare in questo viaggio di consapevolezza e ritorno a sé.
Cosa troverai in questa intervista:
- Il percorso personale e spirituale di Vito Zurzolo
- Il significato profondo del mantra “Tutto è perfetto così com’è”.
- L’incontro con Osho e la sua influenza nella Scuola Kirone.
- Il Washia e i metodi olistici nati dall’esperienza diretta
- Fiducia, presenza e relazione nel processo di guarigione
- Autoguarigione e integrazione di corpo, mente e spirito