Episodi

  • Ep. #13 – Quanta violenza nelle democrazie? (con Andrea Ruggeri)
    Nov 20 2025
    • Si tende a pensare alla democrazia – quantomeno in Occidente – come al sistema politico migliore per garantire la pace. Eppure le democrazie sono tutt’altro che scevre da violenza. C’è una contraddizione in termini? Qual è il rapporto tra democrazia e violenza?
    • Fino a che punto la violenza è fisiologica in politica? Esiste una violenza politica buona e una cattiva?
    • Un esempio di conflitto politico gestito in maniera sana?
    • Tendenzialmente siamo abituati al “chi rompe, paga” – chi ricorre alla violenza, dev’essere punito. Anche i politici ne pagano il prezzo quando ricorrono alla violenza?
    • Siamo capaci – come cittadini – di riconoscere la violenza in politica?
    • Eventi come l’assalto al Campidoglio statunitense (come pure l’uccisione di Charlie Kirk in un campus universitario qualche settimana fa) mostrano tanta violenza pubblica. In che stato sono le nostre democrazie?


    Ne parliamo con Andrea Ruggeri, docente di scienza politica alla Statale di Milano e ricercatore associato ad Oxford, che ha appena curato – insieme a Ursula Daxecker e Neeraj Prasad dell’Università di Amsterdam – un numero speciale del Journal of Peace Research interamente dedicato alla violenza politica. Podcast a cura di Giulia Riva, giornalista.
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    18 min
  • Ep. #12 – Ce lo chiede l’Europa: ma cosa? (con F. Franchino e C. Mariotto)
    Jul 13 2025
    Ai microfoni di NaspRead.eu raccontiamo la governance economica dell’Unione europea tra pressioni nazionali e internazionali. Con Fabio Franchino, docente di scienza politica alla Statale di Milano e coordinatore del dottorato in studi politici dell’ateneo. E Camilla Mariotto, che insegna all’istituto di scienza politica dell’università di Innsbruck. Insieme hanno pubblicato “Balancing Pressures: The Politics of Governing the European Economy” per Cambridge University Press.

    (Podcast a cura di Giulia Riva)
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    18 min
  • Ep. #11 – Intelligenza artificiale, pregiudizi e algoritmi in passeggino (con Massimo Airoldi)
    Dec 19 2024
    Al microfono di NaspRead.eu c’è Massimo Airoldi, sociologo al dipartimento di scienze sociali e politiche alla Statale di Milano. Si occupa di intelligenza artificiale, consumi, piattaforme e ha scritto – per Luiss University Press – il testo “Machine habitus. Sociologia degli algoritmi”. Parliamo di ricette matematiche, di agenti (e condizionamenti) sociali, di intelligenza artificiale, di schemi di pensiero e di Pierre Bourdieu. Ma anche di Iaqos, nato e cresciuto a Torpignattara. Artificiale e autentico: un nuovo abitante del quartiere romano...Podcast a cura di Giulia Riva.
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    18 min
  • Ep. #10 – “Le donne soffrono, gli uomini muoiono”: studiare la salute (con S. Sarti e M. Terraneo)
    Sep 2 2024
    • Studiare la salute. Cioè? Che cos’è “salute”, vivere bene o vivere a lungo?
    • Fa differenza, in termini di salute, essere uomo o donna? Quante altre cose fanno la differenza?
    • C’è un articolo della Costituzione italiana che fa esplicito riferimento alla salute. L’articolo 32, in cui si dice che la Repubblica garantisce cure gratuite agli indigenti. Ma si può parlare di diritti solo se dall’altra parte c’è un dovere. Il “dovere alla salute” a chi fa capo, al sistema sanitario nazionale? È un sistema che funziona ancora?
    • Si può parlare di un dovere alla salute, al restare in salute, da parte del cittadino?
    • Qual è la più grande sfida di salute mondiale, al momento?
    • Da questo punto di vista qual è invece la sfida più grande vicino a noi – nel nostro piccolo – in Lombardia?
    • È ancora un modello la sanità lombarda? Lo è mai stata?
    Ne parliamo con Simone Sarti, docente di Metodologia della Ricerca sociale alla Statale di Milano e Marco Terraneo, docente di Sociologia della Salute in Bicocca. A quattro mani hanno scritto Studiare la salute. La prospettiva della sociologia” per Carocci Editore. Podcast a cura di Giulia Riva, giornalista.
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    15 min
  • Ep. #9 – Prima ti consiglio, poi ti giudico: i molti volti del Consiglio di Stato (con F. Zucchini)
    Jun 27 2024
    1) La scienza politica non si occupa solo di partiti, comportamenti elettorali e politiche pubbliche. Anche lei ha le sue corti. Oggi siamo qui per parlare proprio di una corte. Non una delle più note – non parleremo di Versailles e della Corte del Re Sole – ma una corte che, anche se poco nota, ha molto potere nel sistema politico italiano. Il Consiglio di Stato, appunto. Molti cittadini lo conoscono come organo che esprime il secondo grado di giudizio sulle controversie amministrative già passate dai Tar, dai tribunali amministrativi regionali. Ma non è l’unico ruolo del Consiglio di Stato...

    2) Ma allora siamo di fronte a un potenziale conflitto di interessi (neanche troppo potenziale, in effetti). Com’è possibile che un consigliere sia anche giudice (e viceversa)? Poi che senso ha pensare un organo come consigliere con pareri obbligatori, se poi spesso non sono vincolanti?

    3) C’è una parola “magica” che chiama in causa il Consiglio di Stato quando si fa una legge: regolamenti. Ma non è obbligatorio che una legge si attui mediante regolamenti. Governo e Parlamentari, perché non la evitano, considerato che questo potrebbe snellire e velocizzare il processo legislativo?

    4) Guardando con attenzione, tanti consiglieri di stato sono parte integrante degli stessi ministeri. Cosa significa, in cosa si traduce questo?

    5) Fuori dall’Italia com’è? Come si potrebbe uscire da questa impasse?

    Ne parliamo col professor Francesco Zucchini, docente di Scienza politica alla Statale di Milano e direttore di NaspRead, che di recente ha pubblicato insieme a Elisa Rebessi un libro open access – quindi disponibile gratuitamente online per chiunque volesse approfondire – intitolato “Il consigliere giudicante”, per Egea Editore, che tratta il ruolo del Consiglio di Stato nel sistema politico italiano.

    Podcast a cura di Giulia Riva, giornalista.
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    13 min
  • Ep. #8 – Il Quinto Stato: cos’è e perché serve un nuovo welfare (con Maurizio Ferrera)
    Mar 30 2024
    • Il libro si apre con un’immagine: il Quarto Stato di Giuseppe Pelizza da Volpedo. È il proletariato che dopo la rivoluzione industriale si batte perché gli sia riconosciuto potere politico. Unito, consapevole, coeso. Esiste ancora?
    • È stato sostituito dal precariato? Come si struttura/stratifica la società oggi?
    • Social Reformism 2.0 implica esser passati già da altre riforme. Qual è la seconda grande trasformazione a cui stiamo andando incontro?
    • Nel libro si parla di dilemma capitalismo e democrazia, due forze che possono generare insieme libertà e prosperità ma anche andare in tensione e indebolirsi a vicenda. Ci può spiegare meglio questo dilemma?
    • Una delle proposte di questo testo è che all’unione economica e monetaria europea andrebbe affiancata una unione sociale. Cosa intende di preciso e come si potrebbe concretizzare?
    Ne parliamo con Maurizio Ferrera, docente di Scienza Politica alla Statale di Milano. Autore – insieme ai colleghi Joan Miró e Stefano Ronchi – di un nuovo testo open access per Edward Elgar Publishing: “Social Reformism 2.0 Work, Welfare and Progressive Politics in the 21st Century”. Intervista a cura di Giulia Riva.
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    16 min
  • Ep. #7 – Tunisia, Egitto e gli esiti (poco) democratici delle primavere arabe (con Valeria Resta)
    Mar 2 2024
    Primavere arabe, cos'erano costoro? Che declinazioni hanno preso e perché hanno portato a risultati così diversi in Tunisia e in Egitto? Ne parliamo con Valeria Resta, assegnata di ricerca alla Statale di Milano e autrice del libro "Tunisia and Egypt after the Arab Spring. Party Politics in Transitions from Authoritarian Rule" per Routledge Edizioni. Interviste a cura di Giulia Riva, giornalista.
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    17 min
  • Ep. #6 – La grande scommessa: migrazioni e (im)mobilità globale (con Milena Belloni)
    Nov 23 2023

    • Il governo Meloni in questi giorni sta discutendo di un “piano Africa” per “aiutarli a casa loro” che include esperti di comunicazione che informino gli aspiranti migranti dei rischi che corrono. È questo il punto, non sanno cosa rischiano?
    • Ha senso parlare del “Viaggio” dei migranti come di una scommessa (evocata anche nel titolo del tuo libro)?
    • Per una persona che arriva ce ne sono decine che partono. Per una persona che parte, ce ne sono migliaia che restano. È davvero una scelta del singolo imbarcarsi nel “Viaggio”?
    • Succede a chiunque, in continuazione, di cominciare qualcosa senza avere un’idea precisa delle conseguenze. Nel nostro quotidiano spesso ci si può fermare in itinere, ribilanciare costi e benefici. È così anche per un migrante che intraprende “il Viaggio”?
    • Che differenza fa in tutto questo essere maschio o femmina?
    • Tu sei stata sul campo: Eritrea, Etiopia, Sudan, Italia. Cosa ti ha colpito di più?
    Giulia Riva (giornalista) ne parla con Milena Belloni, etnografa, che insegna all’Università di Anversa Migrazioni e mobilità globale. È autrice di un testo open access – presentato al Collegio Carlo Alberto di Torino – per University of California Press, che si intitola The Big Gamble. The Migration of Eritreans to Europe.
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    15 min