Lavoro in nero e lavoro regolare: cosa cambia davvero
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A proposito di questo titolo
Prima di tutto, grazie di cuore a tutte le persone che ci avete scritto, condividendo storie, domande e riflessioni. Questo spazio esiste grazie a voi.
🌿 La Storia della Settimana è dedicata a Tatiana: un racconto intenso che mostra quanto valore, professionalità e umanità possano (e debbano) essere riconosciuti.
Dalle testimonianze emerge spesso il confronto tra lavoro regolare e lavoro in nero:
🔹 Il lavoro regolare, basato sul CCNL, garantisce tutele fondamentali: contratto chiaro, stipendio mensile su IBAN, contributi INPS, ferie, tredicesima e TFR accantonato.
La famiglia è il datore di lavoro, mentre l’agenzia si occupa di burocrazia e cedolini.
🔸 Il lavoro in nero, ancora diffuso soprattutto nelle prime esperienze, comporta rischi elevati: sfruttamento (mesi senza riposo), stipendi bassi o irregolari, assenza totale di diritti e tutele (pensione, NASPI, ferie, tredicesima, TFR). A volte vengono proposti pagamenti “fuori busta” per extra o weekend, lasciando la lavoratrice senza garanzie.
📲 Partecipa anche tu
Grazie a chi ci ha già scritto: continuate a farlo. Le vostre parole danno vita a questo spazio. Raccontaci la tua esperienza, una domanda o un tema di cui vorresti parlare in radio.
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