La meraviglia
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Particelle impalpabili che danzano su un raggio di luce filtrato dalle persiane. Una massa gelatinosa in una pozza d'acqua. E i girini che ne escono. Una lente d'ingrandimento. Una foglia che brucia. Nel terzo episodio di Al tempo dei bambini, un ricordo d'infanzia diventa una domanda filosofica antica: perché, crescendo, perdiamo la capacità di meravigliarci? E soprattutto — si può recuperare?
🏛️ Da Platone ai neuroni Platone e Aristotele lo sapevano già: la filosofia nasce dalla meraviglia. Ma nell'adulto, la meraviglia si spegne. Non di colpo: lentamente, per accumulo. La "presunzione di conoscere" si deposita come una patina grigia su ogni cosa — gli oggetti, le persone, la natura. E noi scambiamo questo grigiore per realismo. Diceva Fellini: l'unico vero realista è il visionario.
🎯 Sentire e conoscere: un conflitto irrisolto? Esistono due strade per tornare alla meraviglia:
- Lo sguardo del bambino: osservare il mondo come se fosse la prima volta, disinnescando il marchingegno automatico che nomina, interpreta, giudica
- La conoscenza scientifica: sapere come è fatto un fiore, cos'è la fotosintesi, perché la natura ha quella forma e non un'altra
🌟 Il poeta e il bambino
Anna Lamberti-Bocconi, poetessa, ci mostra come il fare poetico assomigli allo sguardo del bambino: ogni volta che scrive, il linguaggio si rinnova, si spoglia delle incrostazioni, ritorna vergine. Come disse Alceo nel VII secolo a.C.: "O conchiglia marina, figlia della pietra e del mare biancheggiante. Tu meravigli la mente dei fanciulli." Nella poesia ogni cosa si vede come se fosse la prima volta. Ed è forse per questo che — come scrisse Artaud dei quadri di Van Gogh — l'arte autentica è la restituzione materiale della visione di un bambino che non è ancora giunto all'età della sconcezza.
🎙️ Scritto e narrato da: Domenico Lombardini
🎵 Musica e Sound Design: Paolo Traverso
🎭 Voce femminile: Eugenia Amisano
🌍 Supporto: ASTW Specialised Translation
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