La Sindrome del Radar Perfetto (Newsletter)
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Qualche giorno fa ascoltavo un vocale di una persona che, lamentandosi di varie cose, se n'è uscita con questa frase: "Sono troppo empatico. Assorbo tutto, non ce la faccio".
E siccome oramai sto invecchiando e reggo poco certe cose ripetute da chiunque senza cognizione di causa, ho deciso di prenderla come spunto per la newsletter di oggi.
Dietro la parola "empatia" c'è un malinteso biochimico. Confondiamo costantemente la porta di ingresso con il software di elaborazione. Pensiamo che avere il volume del mondo troppo alto o sentirsi svuotati in mezzo agli altri significhi essere empatici. Ma quella è un'altra cosa. È neurologia di base. Hai semplicemente i recettori più reattivi. Punto.
L'empatia è una bestia diversa. E soprattutto, le neuroscienze ci dicono che non è una cosa sola.
Oggi capiamo perché ci sono due circuiti separati nel nostro cervello che spesso non si parlano. Perché a volte mi sento dire "non sei proprio empatico" e un secondo dopo "sai davvero leggere le persone", e perché entrambe le cose sono vere.
Cerchiamo di capire la differenza tra avere un radar perfetto e avere il freno a mano tirato. E smettiamola di parlare a vanvera.