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In direzioni ostinate e contrarie

In direzioni ostinate e contrarie

Di: Giulio Casale
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A proposito di questo titolo

Le canzoni che ci hanno cambiato la vita, o avrebbero dovuto. In questo Podcast articolato in 11 puntate Giulio Casale racconta di suo pugno la storia e l’evoluzione delle canzoni più originali e innovative d’Italia, quelle canzoni capaci di superare il proprio tempo e poi anche di resistere al tempo, significando molto per tutti noi ancora oggi. Si parte dal 1962 e si arriva al 1984, dal Tenco di Mi sono innamorato di te al De André dell’album Creuza de Ma, con uno sguardo capace di contestualizzare l’epoca e i suoi progressivi mutamenti. Illustrazione creata da LindartifexDopcast, distributed by Sony Music Entertainment Italy Arte Musica Scienze sociali
  • Trailer
    Jul 31 2020
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    1 min
  • 1962 – Una canzone diversa
    Aug 10 2020
    A un certo punto nasce nell’Italia del 1962 un’idea di canzone “diversa”. Si deve innanzitutto a Luigi Tenco e alla sua canzone “Mi sono innamorato di te”. Ma l’amico di Tenco Fabrizio De André c’entra dall’inizio, in questa storia. È un’Italia per molti versi ancora antica e sono proprio i primi cantautori a saperla svecchiare. Gli esempi sono Sergio Endrigo, Bruno Lauzi con il brano “Ritornerai” e Gino Paoli con “Sapore di sale”, e siamo solo nel 1963. Illustrazione creata da Lindartifex. All'interno delle puntate, sono utilizzati dei brevi accenni musicali fatti in maniera conforme ai buoni usi e nella misura giustificata dallo scopo divulgativo e utile per la corretta comprensione della narrazione. Learn more about your ad choices. Visit podcastchoices.com/adchoices
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    14 min
  • 1964 – Cambiamenti e tradizione
    Aug 10 2020
    Il 1964 è un anno strano: da un lato soffia già il vento del cambiamento, dall’altro si fa di tutto per riaffermare la tradizione. La canzone “nuova” però si fa strada e anche i grandi intellettuali italiani si cimentano nella scrittura di testi per canzoni. Un esempio è Franco Fortini che scrive “Quella cosa in Lombardia” che ascoltiamo brevemente nella versione di Enzo Jannacci. Fabrizio De André pubblica invece il suo manifesto antimilitarista, ovvero “La guerra di Piero”. Notevoli composizioni vengono da Sergio Endrigo e ancora da Luigi Tenco con “Vedrai, vedrai”, e arriviamo così al 1965. Illustrazione creata da Lindartifex. All'interno delle puntate, sono utilizzati dei brevi accenni musicali fatti in maniera conforme ai buoni usi e nella misura giustificata dallo scopo divulgativo e utile per la corretta comprensione della narrazione. Learn more about your ad choices. Visit podcastchoices.com/adchoices
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    13 min
Tutte le stelle
Più rilevanti
Giulio Casale ha una conoscenza approfondita dell'argomento; non gli sfuggono i particolari curiosi e gli aneddoti che rendono attraente l'esposizione; inquadra personaggi, fatti e tendenze nel loro contesto storico, politico, sociologico e culturale. In molte occasioni dimostra di saper coniugare passione e distacco critico, coinvolgimento emotivo ed equilibrio intellettuale.
L'esito complessivo mi pare del tutto soddisfacente. Forse (ma potrei sbagliare) alla completezza dell'analisi potrebbe giovare una maggiore considerazione di fenomeni quali il Cantacronache (Torino, 1957) e il Nuovo Canzoniere Italiano (Milano, 1962). In particolare, il percorso artistico di Giovanna Marini meriterebbe un'occhiata meno frettolosa.
Forse. Ci tengo, in ogni caso, a esprimere ammirazione e gratitudine, nei confronti di chi ha pensato, voluto e organizzato un'operazione culturale di questo livello.
G.

Siamo, credo, vicini alla perfezione

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