Il virus della filosofia? Il luogo comune. Il suo vaccino? Pensare in modo diverso

La filosofia della Mangusta 01.02

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Il virus della filosofia? Il luogo comune. Il suo vaccino? Pensare in modo diverso

Di: Zap Mangusta
Letto da: Zap Mangusta
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Capitolo I - A che serve la filosofia?

A che serve la filosofia? È presto detto: a comprendere la vita! E c'è bisogno di lei, per osservare ciò che ci succede intorno? No, ma c'è bisogno di lei per comprendere quello che la vita nasconde ai nostri occhi. Già, perché le nostra vita è piena di dettagli incongrui che la nostra coscienza cancella, perché siamo attirati dalla logica: le assurdità ci spaventano, quindi la nostra mente distorce la realtà, la semplifica, eliminando tutto quello che di inappropriato non si adatta al racconto logico. Ecco, a cosa serve la filosofia: a svelare quello che c'è dietro. E a non ingannarci. Che volete di più?

Episodio 2 - Il virus della filosofia? Il luogo comune. Il suo vaccino? Pensare in modo diverso

Il "luogo comune" è uno strumento concettuale che si prefigge di interpretare la realtà, ma che si rivela una limitata scorciatoia cognitiva, attraverso il quale la maggioranza delle persone cerca di percepire il mondo. Il luogo comune sembra un posto tranquillo, soprattutto in un'epoca in cui le evidenze scarseggiano, ha le apparenze di un approdo sicuro.

Ma invece è la bestia nera di ogni filosofo, il nemico di tutti i pensatori, il Dart Fener di tutti gli esploratori della mente. Perché regalando in offerta gratuita al nostro cervello una miriade di concetti risaputi, che si adattano a tutte le circostanze, non gli fa compiere grandi sforzi. Il luogo comune fa credere alle persone di essere il rappresentante dell'"ordine perfetto e naturale delle cose", ma è un fake, è solo il pensiero originale, quello prodotto dall'intelletto, che si interroga e cerca insistentemente, quello che fa compiere un balzo in avanti agli uomini.

Il luogo comune invece è una palude e, quando una persona sprofonda in quella palude, è improbabile che riesca a uscirne, è difficile che possa riacquistare la propria originalità di pensiero, la propria indipendenza, la propria preziosa individualità. Diventa prigioniera delle opinioni scontate, delle chiacchiere da bar, ne diventa succube e dopo un po' si trasforma in "massa".

Nel luogo comune poi, vige e prospera lo Stereotipo. Un tizio inespressivo, sordo ma chiacchierone, dalla visione semplificata su tutto, un soggetto la cui presenza costituisce da sola motivo di fastidio o di fuga.

Ecco, il pensiero filosofico ha il potere di liberarci da tutti questi luoghi e tipi fastidiosi, ci permette di avviarci all'aria aperta, là dove desideriamo andare e di costruire una relazione più significativa col mondo. Operazione necessaria quando si vuole che avvenga un qualsiasi cambiamento in meglio. Che possa portare avanti questo globo verde-azzurro, su cui tutti abbiamo, per il momento, la fortuna di abitare.

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