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Il sentimento come verifica

Il sentimento come verifica

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Un uomo sogna da bambino di fare il contadino. Ama la terra, la natura, i raccolti. Si laurea in Economia Agraria a pieni voti, diventa agronomo, entra in un'azienda all'avanguardia con migliaia di ettari fino al mare. Il coronamento di un sogno. Bastano poche settimane per capire che non è la sua vita.

Luca Stanchieri parte da questa storia — raccontata da un suo allievo durante il Master — per mostrare la doppia funzione del sentimento primario. Il sentimento non si limita a ispirare il significato che diamo alla nostra vita: ne è anche lo strumento di verifica. Un progetto nato da un sentimento deve, una volta realizzato, suscitare lo stesso sentimento che lo ha generato. Se non accade, il progetto era inadeguato.

Da qui nascono i falsi positivi — ricchezza, carriera, fama, ideali di felicità che sembravano soddisfare l'amore per la vita e alla prova si rivelano vuoti — e i falsi negativi, le persone e le esperienze che a prima impressione respingiamo e che, conosciute, ci convertono.

La puntata attraversa Heidegger e Bergson come due sentimenti opposti verso la vita, gli studi di Michael Tomasello sulla cooperazione spontanea dei bambini, e lo strato pre-paradigmatico: quella zona confusa e potente — tipica dell'adolescenza ma non solo — in cui un sentimento nuovo si affaccia prima di diventare progetto. Fino alla tesi che chiude la serie di puntate sui sentimenti primari: i sentimenti non capitano, si scelgono.

Luca Stanchieri è psicologo, coach e fondatore della Scuola di Coaching Umanistico dal 2004.

Per saperne di più sulla Scuola: scuoladicoaching.it

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