Il segreto della felicità? Consiste nel non cercarla

La filosofia della Mangusta 03.07

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Il segreto della felicità? Consiste nel non cercarla

Di: Zap Mangusta
Letto da: Zap Mangusta
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Capitolo III - Epicuro

Perché abbiamo bisogno di Epicuro oggi? Perché ci suggerisce di cosa aver paura e di cosa no. Perché vive sempre in mezzo al verde. Perché sottolinea l'importanza dell'amicizia e ci mette in guardia dai rischi dell'amore. Perché rifugge dall' esibizionismo narcisista che domina le nostre vite e fa della riservatezza la sua bandiera. Perché raccomanda ai suoi discepoli di stare lontani dai "giochetti" della politica. Perché ci aiuta a riscoprire il significato della parola "connettersi", che non è quello di essere perpetuamente on-line, ma di "sentire qualcosa" insieme agli altri. Perché ci dice che l'unico modo per raggiungere la felicità è quello di non cercarla.

Episodio 7 - Il segreto della felicità? Consiste nel non cercarla

Epicuro ritiene che la missione della filosofia non sia quella di apprendere grandi concetti, ma di guidare gli uomini verso la felicità. Un' impresa difficile che molti filosofi cercheranno tuttavia di intraprendere. La cultura della felicità ha uno sviluppo importante in Francia, con i libertini Gassendi e Cyrano (sì proprio lui, lo spadaccino) che, in barba a Sant'Agostino propugnano uno stile di vita libero dai falsi moralismi e dai condizionamenti sociali. Sulla scia di queste affermazioni, il filosofo materialista la Mettrie esalta le possibilità della "macchina corporea", sostenendo che il piacere è l'unico fine dell'uomo.

Nel Cinquecento Montaigne fa suo il motto di Socrate "conosci te stesso", affermando che la felicità si trova nella scoperta di cose che, sotto la loro apparenza comune, rivelano il loro aspetto sublime, quali una buona lettura, una passeggiata sotto il sole, una carezza al proprio cane. Nell'Ottocento il pessimista incallito Schopenhauer si dedica con passione (si fa per dire) al tema della felicità, affermando che a volte essa si lascia intravvedere, alternandosi a lunghe fasi di noia e di preoccupazione.

Marx afferma che l'infelicità deriva dall'alienazione causata dal lavoro e può essere eliminata solo abbattendo i privilegi della società capitalistica. L'americano Henry David Thoreau ci consiglia di ricercare la felicità attraverso un rapporto più stretto con la natura; mentre il focoso Nietzsche traduce il concetto di felicità con lo spiegamento della "volontà di potenza", grazie ad un potente afflato capace di dire "sì alla vita". In mezzo a questo "gran coro della goduria", Epicuro osserverà semplicemente che "la felicità si consegue nello smettere di cercarla".

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Bello, da ascoltare.
la filosofia non andrebbe insegnata ma raccontata così, a partire dalle elementari.

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